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ANPI San Miniato, con l'autunno riparte una nuova stagione di cultura, memoria e partecipazione

Un impegno che affonda le proprie radici nella storia della Resistenza e nei valori dell’antifascismo

Con l’arrivo dell’autunno la Sezione ANPI di San Miniato riprende e rilancia le proprie attività culturali e formative, proseguendo un percorso che negli ultimi anni ha visto l’associazione impegnata nella trasmissione della memoria storica, nella collaborazione con le scuole e nella promozione di occasioni di confronto sui temi della democrazia, della pace e della convivenza civile.

Un impegno che affonda le proprie radici nella storia della Resistenza e nei valori dell’antifascismo. La lotta partigiana nacque infatti dalla reazione alla violenza della dittatura fascista e del nazifascismo e dalla volontà di costruire una società fondata sulla libertà, sull’uguaglianza, sulla solidarietà e sulla fratellanza tra i popoli.

«È proprio partendo da queste radici – sottolinea Delio Fiordispina, presidente della Sezione ANPI di San Miniato – che stiamo programmando una serie di attività per il nuovo anno. Vogliamo continuare a coinvolgere le scuole, ma anche proporre alla cittadinanza occasioni di approfondimento sui temi più urgenti del nostro tempo, a partire dalla pace e dalla convivenza democratica. Vogliamo farlo attraverso il contributo di esperti del mondo della cultura, della storia, dell’economia e della politica, creando nel territorio spazi di partecipazione, di conoscenza e di confronto».

Ad aprire il nuovo programma sarà un appuntamento particolarmente significativo, in programma martedì 6 ottobre alle ore 18, nella Sala Convegni Gabriello Bertini della Casa Culturale di San Miniato Basso, gentilmente concessa per l’iniziativa.

Sarà presentato il nuovo libro di Bruno Maida, “I tamburi di guerra mi fanno tremare". L' infanzia in Ucraina”, un volume che racconta quattro anni di guerra attraverso gli occhi e le parole dei bambini, le persone più fragili e meno ascoltate quando la storia irrompe con la sua violenza.

Maida parte dalle tracce lasciate dall’infanzia – disegni, racconti, testimonianze – trasformandole in fonti preziose per comprendere il vissuto quotidiano della guerra. Le pagine del libro raccontano la vita sotto le bombe, la distruzione delle scuole e l’enorme lavoro compiuto da insegnanti e operatori umanitari per garantire ai bambini una forma di continuità educativa e, per quanto possibile, un simulacro di normalità.

Ma raccontano anche le ferite fisiche e psicologiche, all’interno di un sistema sanitario duramente colpito dai bombardamenti; il modo in cui i bambini interpretano e rappresentano la guerra; il ruolo dei genitori nella loro protezione; fino alle conseguenze più drammatiche del conflitto, con la fuga, l’emigrazione e le vicende legate ai trasferimenti forzati di minori.

È, dunque, un libro che permette di guardare alla storia del presente da una prospettiva spesso assente dai tradizionali racconti della guerra: quella dei bambini.

Bruno Maida è professore di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Torino e si è occupato in particolare di storia dell’infanzia. I suoi studi riguardano la storia contemporanea italiana, il fascismo, la Seconda guerra mondiale e la Resistenza, la storia di Torino e la persecuzione degli ebrei in Italia durante il fascismo e la guerra. È membro del Comitato scientifico dell’Istituto piemontese per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea, e del Comitato tecnico-scientifico della Presidenza del Consiglio per la realizzazione del nuovo memoriale italiano ad Auschwitz. Collabora con Rai Storia e Radiotre, ed è autore di diversi libri per numerose case editric

A dialogare con l’autore sarà Luca Bravi, ricercatore presso il Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze, dove insegna Storia dei processi comunicativi e formativi. I suoi studi riguardano, tra l’altro, la storia sociale dell’educazione e i processi di inclusione in Europa, la storia dei media nei contesti educativi e i percorsi di valorizzazione della memoria europea. Ha inoltre collaborato con l’Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con la Regione Toscana nell’ambito delle politiche della memoria rivolte alle scuole.

«Siamo particolarmente orgogliosi di aprire questa nuova stagione con la presenza di Bruno Maida e Luca Bravi – aggiunge Fiordispina – perché il loro contributo ci permette di affrontare un tema drammatico e attuale attraverso la storia, la ricerca e la voce dell’infanzia. È anche un modo per ribadire il senso del nostro impegno».

Un impegno che, per l’ANPI, sul tema della pace trova un riferimento preciso nei valori della Resistenza e nella Costituzione italiana, a partire dall’articolo 11, che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

«La pace – conclude il presidente dell’ANPI San Miniato – non può essere considerata un tema astratto. Deve diventare cultura, educazione, partecipazione e capacità di comprendere ciò che accade nel mondo. Per questo l’ANPI continuerà a promuovere momenti di approfondimento e di confronto e a partecipare alle iniziative per il cessate il fuoco e per la ricerca di soluzioni diplomatiche ai conflitti».

L’appuntamento del 6 ottobre vuole così essere non soltanto l’apertura di una nuova stagione culturale, ma anche un’occasione per interrogarsi sul presente attraverso la memoria, la conoscenza e le testimonianze di chi vive sulla propria pelle le conseguenze della guerra.

Fonte: ANPI San Miniato

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