Rivolta nel carcere di Pisa, l'Osapp: "Sezione detentiva distrutta, persi circa 50 posti"

La rivolta avvenuta il 30 settembre nel carcere di Pisa avrebbe provocato gravi danni a una sezione detentiva, con una conseguente riduzione della disponibilità di circa 50 posti. A riferirlo è l'Osapp, sindacato della polizia penitenziaria.
"La rivolta nel carcere di Pisa dello scorso 30 settembre ha lasciato una sezione gravemente danneggiata", si legge in una nota dell'organizzazione, secondo cui si registrano "circa 50 posti detentivi in meno".
Il segretario generale dell'Osapp, Leo Beneduci, contesta la gestione dell'emergenza e mette in relazione la situazione del carcere pisano con il più generale quadro degli istituti penitenziari toscani.
"È la fotografia più chiara della distanza tra gli annunci sul Piano carceri propagandato dal ministro Nordio e la capacità dell'amministrazione penitenziaria di conservare e governare i posti che già possiede", afferma Beneduci.
Secondo quanto riferito dal sindacato, il detenuto indicato come autore delle videoriprese della rivolta era già noto all'amministrazione e avrebbe in precedenza tentato un'evasione dal carcere di Sollicciano. "Da un problema non gestito ne sono così scaturiti due: prima una rivolta, poi una sezione resa inutilizzabile con la perdita di circa 50 posti", sostiene il segretario generale dell'Osapp.
Il sindacato critica inoltre i trasferimenti effettuati nella notte successiva alla rivolta, sostenendo che il detenuto e altri reclusi siano stati spostati verso istituti del distretto nei quali erano già presenti tensioni.
L'Osapp richiama infine la situazione di Sollicciano, Livorno, Prato, Massa e Porto Azzurro, indicando criticità e tensioni nei diversi istituti. "In queste condizioni parlare di Piano carceri rischia di diventare paradossale: si annunciano nuovi posti mentre l'amministrazione perde quelli esistenti perché non riesce a governare adeguatamente la sicurezza, la classificazione e la gestione dei detenuti più problematici", conclude Beneduci.