A volte basta una vecchia pellicola per accorciare la distanza tra ieri e oggi. Le immagini scorrono, i volti tornano quelli di una volta e per qualche minuto sembra quasi che il tempo abbia deciso di fare un passo indietro.
È accaduto durante la festa con cui Carlo Bessi e Ida Frisina hanno celebrato i loro cinquant’anni di matrimonio. Sullo schermo sono ricomparsi i ragazzi che erano allora, gli abiti, i sorrisi, le persone che avevano condiviso con loro quel giorno. Un filmato di famiglia diventato, improvvisamente, il racconto di una vita.
Carlo, fiorentino, e Ida, nata a Oppido Mamertina, arrivavano da due terre lontane e da storie differenti. Entrambi insegnanti, hanno costruito insieme una famiglia e attraversato mezzo secolo fatto di lavoro, quotidianità, responsabilità, soddisfazioni e momenti difficili, fino ad arrivare alla festa di oggi con accanto le persone che più di ogni altra cosa raccontano il loro cammino. Ci sono le figlie Valeria e Sabrina, c’è l’amato nipote Leonardo Cioni, ci sono i parenti e gli amici che hanno voluto esserci. Persone che appartengono a momenti diversi della loro storia, ma che si sono ritrovate intorno alla stessa tavola.
La giornata è cominciata nella loro casa, con un aperitivo e il piacere semplice di stare insieme. Poi è arrivato il filmato del matrimonio.
Dentro quelle immagini c’erano Carlo e Ida giovani, ma anche volti che il tempo ha consegnato soltanto alla memoria. Persone care, alcune delle quali oggi non ci sono più, tornate per qualche minuto nella stanza attraverso una fotografia in movimento. È bastato questo a cambiare il tono della festa: non più soltanto un anniversario da celebrare, ma un’occasione per ritrovare persone, luoghi e momenti che appartengono a una storia comune.
Guardare quelle immagini insieme ha significato anche vedere quanto è cambiato tutto il resto. Le figlie sono diventate adulte, la famiglia si è allargata, sono arrivati nuovi affetti e nuove generazioni. Il volto di Leonardo, accanto a quello dei nonni, rende visibile più di qualsiasi discorso la distanza tra quel giorno e quello di oggi.
Dopo il filmato sono tornati i sorrisi, le fotografie, le conversazioni. E poi il pranzo, con tutti riuniti attorno alla stessa tavola. È stato il modo più naturale per continuare una giornata che aveva già trovato il suo centro nei ricordi, senza bisogno di trasformarli in qualcosa di diverso da quello che erano: pezzi di vita condivisa.
Perché cinquant’anni di matrimonio non stanno soltanto nella data di un anniversario. Stanno nelle abitudini costruite insieme, nelle responsabilità affrontate, nelle persone incontrate, nelle figlie cresciute e nelle generazioni che sono arrivate dopo. Stanno soprattutto nelle relazioni che resistono al passare degli anni e che, in giornate come questa, si ritrovano tutte nello stesso luogo.
Alla fine, il filmato ha restituito per qualche minuto Carlo e Ida a quel giorno lontano. Poi lo schermo si è spento e la festa è tornata al presente: le figlie, il nipote, gli amici, le persone con cui hanno condiviso pezzi di strada. È forse questo che raccontano meglio cinquant’anni di matrimonio: non il numero degli anni, ma tutto ciò che è rimasto quando gli anni sono passati.
Carlo e Ida hanno riguardato i ragazzi che erano e, subito dopo, hanno guardato le persone che oggi siedono accanto a loro.
Tra quelle due immagini c’è una vita intera. E non serve aggiungere altro.
di Alessio Cioni
