gonews.it

Honoris causa a Pizzaballa: no di 'Sant'Anna for Palestine'

(Foto Scuola Superiore Sant'Anna Pisa)

Sant'Anna for Palestine: "Sono state rilevate partnership strategiche con industrie belliche L'università si assuma le sue responsabilità"

Come gruppo di allieve e allievi, Ph.D., ricercatori e ricercatrici della Scuola Superiore Sant'Anna per la Palestina (informalmente noto come Sant’Anna for Palestine) desideriamo portare alla luce alcune grandi contraddizioni rispetto al conferimento, il prossimo 6 ottobre, alla presenza della Ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e della presidente della CRUI prof. Laura Ramaciotti, del dottorato honoris causa in 'Human Rights, Global Politics and International Studies' a S. E. R. Cardinale Pizzaballa, Patriarca dei Latini di Gerusalemme.

L'esaltazione di una figura di pace e dialogo come il Cardinale Pizzaballa, nasconde infatti il ruolo attivo della governance e di alcuni istituti di ricerca della Scuola Sant'Anna, così come del governo italiano, all'interno del complesso tecno-industriale che permette sempre più guerre e crimini in tutto il mondo.

In particolare, abbiamo individuato almeno 11 progetti di ricerca la cui applicazione  in ambito militare è di evidente interesse strategico. Sono state anche rilevate diverse partnership strategiche e accordi di confidenzialità con colossi dell'industria bellica quali Leonardo, Airbus, RTX (ex United Technologies).

La Scuola Sant’Anna è attiva nella ricerca su diversi fronti.

Il primo è la produzione ventennale, in partnership con aziende Spin-off come Iuvo s.r.l e Prensili s.r.l di esoscheletri in grado di potenziare le capacità di resistenza e di carico dei soldati, sebbene talvolta cosmeticamente descritti unicamente come supporti alla riabilitazione dei veterani mutilati.

Un altro filone riguarda la sensoristica e la radaristica avanzata per sistemi di sorveglianza applicabili agli UAV (ovvero veicoli e droni senza pilota), sviluppati in partnership con NATO, Ministero della Difesa e aziende belliche. Questo filone è strettamente collegato allo sviluppo di software geospaziali e tecnologie di navigazione autonoma. Un campo in cui la Sant'Anna investe sempre di più, come dimostra la recente ratifica di un NDA con FlySight, che fornisce il proprio software Opensight  ad aziende coinvolte nel genocidio di Gaza come Rheinmetall, Leonardo, Thales e MBDA, e che ha recentemente sviluppato accordi per la distribuzione ad agenzie di  Law Enforcement statunitensi (ad esempio ICE).

Il terzo macro-ambito riguarda le tele-comunicazioni criptate end-to-end, attraverso reti 5G e 6G, che permettono a sciami di droni UAV (ma potenzialmente anche a missili come quelli di MBDA) di comunicare tra loro al sicuro da attacchi cyber e abbattimenti, ma anche di trasmettere dati a server e data center centralizzati. Questo ultimo filone è sviluppato in collaborazione NVIDIA e la sua controllata israeliana Mellanox Technologies. Proprio NVIDIA ha fornito il software di controllo che permette ai dei droni israeliani Lanius, prodotti da Elbit Systems, di individuare automaticamente i soggetti ostili. Numerose testimonianze riportano l'utilizzo di questi droni a Gaza, che ha comportato l’uccisione di decine di persone tra cui civili innocenti. Sebbene la collaborazione tra Sant'Anna e NVIDIA non riguardi direttamente tecnologie militari, il trasferimento di conoscenze e competenze tecnologiche avanzate verso aziende colluse con il sistema militare, per di più quello israeliano, risulta problematico. Tale situazione, però, non coinvolge solamente la Scuola Sant'Anna, ma si sviluppa grazie alla rete di finanziamenti UE Horizon: il gran numero di fondi europei destinati a progetti con partner israeliani è reso possibile anche dall'operato del governo italiano, che poche settimane fa ha impedito, insieme a quello tedesco, di interrompere l'accordo commerciale UE-Israele. Lo stesso governo che, attraverso la ministra Bernini, sarà presente martedì durante la visita del Cardinale Pizzaballa.

Nell’evidenziare queste contraddizioni, vorremmo che questo conferimento fosse il punto di partenza di un’assunzione di responsabilità della nostra università nella scelta dei suoi progetti e delle partnership, coerentemente con i principi del Codice Etico, affinché questo momento non sia solo una vuota celebrazione.

Fonte: Studenti Sant'Anna

Exit mobile version