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KEU sulla Sr429, il Comune: "Ultimi monitoraggi del 2025, nessun rischio emerso"

Dopo polemiche in consiglio comunale il Comune conferma che non emergono rischi da analisi recenti. Perché non erano state rese note?

A quando risalgono gli ultimi monitoraggi ambientali sul KEU lungo la Sr429 nel territorio empolese? Il tema è stato al centro di un consiglio comunale dello scorso 21 settembre 2026, nella quale le opposizioni, in mancanza di una chiara indicazione da parte dell'Amministrazione comunale, avevano denunciato che gli ultimi dati noti risalivano a fine 2023.

Come era stato già annunciato da gonews.it (leggi qui), gli ultimi monitoraggi risalirebbero però all'aprile 2025, come spiegò in una conferenza stampa la stessa assessora Mannucci. A confermarlo adesso è proprio l'Amministrazione Comunale: in una nota di risposta alle domande del nostro giornale si legge infatti che "l'Arpat ha comunicato per vie ufficiali che non sono stati riscontrati aspetti di rilievo". Il Comune, inoltre, si è anche impegnato a richiedere "la trasmissione ai fini della pubblicazione di questi dati".

"In merito all'area interessata - tiene a ribadire il Comune - ricordiamo inoltre che la Messa in Sicurezza Permanente è a tutti gli effetti una bonifica, come confermato il 20 marzo scorso dall'assessore regionale all'Ambiente David Barontini".

Le ultime analisi, quindi, non avrebbero riscontrato particolari criticità, questo il punto fondamentale. Resta da chiarire come sia stato possibile che dati così sensibili per tanti cittadini che vivono quelle aree siano stati messi in un cassetto perdendo l'opportunità di rassicurare i cittadini, a maggior ragione dopo la legittima paura per quanto avvenuto a Crespina Lorenzana dove al momento sono proprio i dati raccolti a smentire una possibile comparazione con Empoli. Qualche risposta emerge dalla nota dell'Amministrazione comunale in merito al tipo di monitoraggio svolto.

Il Comune: "Monitoraggi su iniziativa Commisario"

Da quanto appreso, infatti, i monitoraggi dell'aprile 2025 erano di iniziativa della Struttura del Commissario Unico per le Bonifiche e non di quelli previsti dalla determina con cui si disponeva la messa in sicurezza permanente (MISP) prescrivendo "controlli semestrali".

"Bisogna distinguere - spiega il Comune - i monitoraggi prescritti con la determina di approvazione della Messa in Sicurezza Permanente dai monitoraggi presi di iniziativa di altri enti. La struttura commissariale si deve fare carico di un monitoraggio semestrale per 5 anni delle acque sotterranee, in contraddittorio con Arpat. I monitoraggi legati al 2025 sono stati eseguiti di iniziativa della struttura commissariale, che ha affidato a Arpat l'analisi e le risultanze". Si riafferma la volontà di pubblicare al più presto i dati, pur specificando che "non rientrano nelle iniziative prese in accordo nella Conferenza dei Servizi".

Il Comune, insomma, non era parte attiva e non era formalmente coinvolto nelle analisi. Verrebbe quindi da pensare che quei risultati non siano stati considerati così importanti da essere inviati al Comune, almeno non con urgenza. L'Amministrazione annuncia però ora di aver ottenuto una risposta ufficiale di ARPAT che esclude rischi ambientali sulla base di dati raccolti dell'aprile 2025, anche se non è chiaro quando sia arrivata questa comunicazione, nello specifico se prima o dopo il consiglio comunale dello scorso settembre, né se 'in automatico' o su sollecitazione dell'Ente. Quando sia arrivata, e le modalità con cui è stata ottenuta, resta il fatto che l'Amministrazione sembra essere stata inspiegabilmente 'esclusa' da un'informazione che pur appare rilevante soprattutto per i cittadini che vivono quelle aree e di conseguenza per l'Amministrazione Comunale.

Una discussione su tempi e 'dati-non-dati'  che a questo punto diventa anche politica, e su cui si farà probabilmente maggiore luce in consiglio comunale, dove è stata presentata un'altra interrogazione dei gruppi M5S e BE-Siamo Empoli in cui si chiede di chiarire lo stato dei monitoraggi semestrali delle acque sotterranee previsti dalla delibera e di individuare le responsabilità di eventuali ritardi tra gli enti coinvolti. Si chiede inoltre di conoscere lo stato del collaudo della MISP e lo stato dei piezometri, di rendere noti i dati in possesso e l’eventuale cronoprogramma per i prossimi campionamenti e le controanalisi ARPAT.

Giovanni Mennillo

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