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Agricoltura, Fratelli d'Italia presenta 'Toscana in campo': nove mozioni per sbloccare risorse, tutelare i produttori e rilanciare il territorio

La Porta e Minucci: "Un pacchetto di proposte concrete con dati e leggi alla mano. Dal costo del gasolio agricolo alla burocrazia dei bandi, dalla crisi del grano duro fino all'olivo e al riso: la Regione esca dall'inerzia e sostenga le nostre aziende"

Risorse regionali per calmierare il costo del gasolio agricolo, sul modello di quanto già previsto dalla Regione Lazio, una revisione delle procedure di assegnazione dei fondi, interventi per le aree insulari, sostegni alla cerealicoltura e misure per valorizzare le produzioni toscane. È questo il cuore di “Toscana in campo”, il pacchetto di iniziative politiche e legislative presentato dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia.

Accanto agli interventi economici e normativi, Fratelli d’Italia pone anche una questione di organizzazione politica: l’agricoltura toscana deve avere un assessore dedicato esclusivamente a questo settore. «L’agricoltura è un comparto strategico per la Toscana e attraversa una fase che richiede presenza, attenzione quotidiana e risposte specifiche – sottolineano La Porta e Minucci –. Oggi la delega è affidata a Leonardo Marras, che segue contemporaneamente economia, attività produttive, politiche del credito e turismo, oltre all’agricoltura e alle foreste. Riteniamo necessario un assessore che possa occuparsi esclusivamente del settore agricolo, seguendo da vicino aziende, associazioni, territori e crisi di comparto».

Sono nove le mozioni consiliari illustrate dal capogruppo Chiara La Porta e dal consigliere Luca Minucci, membro della commissione Sviluppo economico e rurale, per impegnare la Giunta ad affrontare le principali criticità del comparto agroalimentare toscano.

«L’agricoltura toscana ha un bisogno urgente di interventi normativi e finanziari precisi», dichiara il capogruppo Chiara La Porta. «Con questo pacchetto mettiamo sul tavolo misure concrete, a partire dal costo del gasolio agricolo, che rappresenta una voce sempre più pesante per le aziende. Chiediamo alla Regione di seguire l’esempio del Lazio e destinare almeno 5 milioni di euro di risorse proprie per contribuire a calmierare il prezzo del carburante utilizzato per i trattori e le altre macchine agricole, da aggiungersi alle risorse già stanziate dal Governo. È un aiuto diretto a chi ogni giorno sostiene costi crescenti e deve continuare a produrre».

«Ma ci sono anche emergenze strutturali che non possono più essere rinviate», prosegue La Porta. «Basti pensare al drastico calo delle superfici coltivate a grano duro, passate da 96mila ettari a 43mila nell’arco di un ventennio, o al progressivo abbandono di oltre 81mila ettari di oliveti. Un fenomeno che non riguarda solo la produzione agricola ma anche la salvaguardia del paesaggio e la tenuta idrogeologica dei nostri versanti collinari. La Regione deve tornare a svolgere un ruolo attivo e utilizzare in modo efficace le risorse a disposizione».

«Siamo partiti dall’ascolto diretto dei territori e dall’analisi dei dati reali», spiega il consigliere Luca Minucci. «Ci sono situazioni in cui l’attuale quadro regolatorio rischia di penalizzare proprio le aziende che operano in condizioni più difficili. È il caso dell’Isola del Giglio e delle altre realtà insulari, dove chiediamo di adeguare le regole sull’utilizzo irriguo delle acque provenienti dalla desalinizzazione alle caratteristiche specifiche di questi territori».

«Un altro nodo riguarda l’accesso alle risorse dello sviluppo rurale. Le ultime procedure per gli investimenti nelle infrastrutture irrigue e per il primo insediamento dei giovani hanno evidenziato criteri e meccanismi di punteggio che, in diversi casi, hanno escluso ingiustamente molte imprese meritevoli. Chiediamo quindi un confronto con le categorie economiche, di rivedere le graduatorie e di riallocare i fondi, affinché le risorse disponibili raggiungano realmente le aziende e gli investimenti più meritevoli».

Motivazioni Honoris Causa_Cardinale Pizzaballa

Le proposte

Le mozioni intervengono su altrettante questioni strategiche per l’agricoltura toscana: gasolio agricolo, procedure e graduatorie dello sviluppo rurale, aree insulari, grano duro, risicoltura, castanicoltura, viticoltura, fertilità dei terreni e olivicoltura.

Per il grano duro viene chiesta l’attuazione dei provvedimenti ministeriali nazionali e un contributo straordinario regionale per fronteggiare l’aumento dei costi di fertilizzanti e carburanti

Per il comparto risicolo, la proposta punta all’introduzione di una soglia minima obbligatoria di consumo del Riso della Maremma nelle mense scolastiche e universitarie della Toscana, sostenendo una produzione locale chiamata a confrontarsi con la concorrenza delle importazioni estere a dazio zero.

Sul fronte della castanicoltura viene sollecitata la riconvocazione del tavolo regionale, fermo dalla scorsa legislatura, e un coordinamento con il distretto recentemente costituito per tutelare i produttori di montagna e le sei denominazioni protette del territorio.

Particolare attenzione viene dedicata anche al comparto vitivinicolo, che rappresenta una componente centrale dell’agricoltura e dell’economia rurale toscana. Per le aziende vitivinicole di minori dimensioni viene proposta l’istituzione di una sede permanente di confronto con la Regione, che consenta di affrontare con continuità i problemi del settore, dall’accesso alle risorse alla semplificazione delle procedure, fino alle difficoltà legate ai costi di produzione, alla commercializzazione e alla crescente complessità degli adempimenti burocratici. L’obiettivo è dare voce soprattutto alle realtà più piccole, che costituiscono una parte importante del tessuto produttivo vitivinicolo toscano ma che spesso dispongono di minori strumenti per affrontare le difficoltà del mercato e intercettare le opportunità disponibili. La sede di confronto dovrà permettere di monitorare l’andamento del settore, raccogliere le esigenze dei produttori e individuare strumenti regionali capaci di sostenere gli investimenti, la competitività e la valorizzazione delle produzioni toscane. Particolare attenzione dovrà essere rivolta anche alla promozione delle denominazioni, alla tutela del valore delle produzioni di qualità e alla capacità delle imprese di affrontare le trasformazioni del mercato nazionale e internazionale.

La mozione sulla fertilità dei terreni chiede invece di introdurre incentivi rivolti agli imprenditori agricoli che investono nella rigenerazione e nella salute dei suoli, riconoscendo il ruolo strategico della qualità del terreno per la produttività delle aziende, la sostenibilità delle coltivazioni e la salvaguardia del territorio.

Sul comparto olivicolo, la proposta prevede una mappatura regionale dei terreni olivicoli abbandonati, con l'obiettivo di predisporre successivi bandi di riassegnazione coordinati con le risorse del piano olivicolo nazionale.

«Con “Toscana in campo” portiamo in Consiglio regionale un pacchetto organico di interventi costruito sulle esigenze concrete delle nostre aziende», concludono La Porta e Minucci. «La Toscana ha competenze, produzioni di qualità e territori che meritano di essere sostenuti, alla Regione chiediamo scelte precise e tempi certi».

Fonte: Fratelli d'Italia, Consiglio Regionale della Toscana

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