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Porti toscani, AVS presenta una mozione per monitorare e rendere pubblici i dati sul traffico di armi

“La Toscana è terra di pace, di lavoro e di diritti, non può e non deve diventare la piattaforma logistica e il porto franco del traffico d'armi e di materiali esplosivi”. Con queste parole il consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Lorenzo Falchi, annuncia il deposito di una mozione in Consiglio Regionale dedicata alla gestione e al transito di armamenti e componenti bellici nei porti di Livorno, Piombino e Marina di Carrara.

Un'iniziativa che nasce da dati allarmanti e da una preoccupante opacità istituzionale. Secondo i rapporti internazionali le esportazioni italiane di armamenti sono cresciute del 157% nell'ultimo anno, collocando l'Italia al sesto posto nel mondo.

Il caso più eclatante è emerso di recente a Marina di Carrara, dove nel corso del 2025 sono transitate ben 934 tonnellate in uscita e 735 tonnellate in entrata di merci esplosive – per un totale di oltre un milione e mezzo di chilogrammi – movimentate all'interno di un'area portuale situata a circa 200 metri dalle prime abitazioni. Operazioni spesso avvenute in orari notturni, con scorta delle forze dell'ordine e senza alcuna informazione preventiva ai cittadini e alle amministrazioni comunali.

“Siamo di fronte a una pericolosa e silenziosa trasformazione dei nostri porti civili, turistici e commerciali in snodi strategici della filiera bellica globale – denuncia Falchi –. Tutto ciò avviene mentre il governo svuota nei fatti i controlli previsti dalla storica Legge 185/90 che vieta il commercio verso paesi in conflitto”.

La mozione presentata da AVS in Consiglio Regionale – forte anche della recente giurisprudenza amministrativa (come la sentenza del TAR Emilia-Romagna che ha ribadito la legittimità e la necessità della trasparenza su questi traffici per garantire il controllo democratico) – chiede alla Giunta regionale un impegno netto e articolato su tre punti fondamentali: esprimere netta contrarietà alla trasformazione dei porti toscani in scali strategici per il commercio e il transito di armi e materiali esplosivi, a discapito della vocazione civile ed economica dei territori, pretendere trasparenza assoluta in merito alla natura, all'origine e alla destinazione dei carichi pericolosi, istituire un Osservatorio regionale permanente incaricato di monitorare costantemente il transito di materiale bellico nei tre scali toscani, riferendo regolarmente al Consiglio Regionale e garantendo ai cittadini il diritto a un'informazione trasparente e rigorosa.

“Non possiamo fermare la guerra - conclude Lorenzo Falchi – ma possiamo denunciare e rendere pubbliche le informazioni sulle armi che partono dai nostri porti e con loro la complicità del nostro Governo a cui evidentemente non interessa a chi vendiamo strumenti di morte.”

Fonte: AVS Consiglio Regionale della Toscana

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