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Profili falsi San Miniato, sindaco valuta querele: "Resi noti miei dati, superato il limite. Giunta estranea"

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Le opposizioni: "vicenda politicamente seria" e 'Sì' alle querele, ma "no caccia alle streghe"; le risposte risultano "evasive" e il Cdx avanza sospetti

Si è tenuta ieri la conferenza dei capigruppo a San Miniato richiesta urgentemente dalle opposizioni per discutere del caso dei profili falsi creati sui social network per intervenire nel dibattito politico locale. Una vicenda che sta occupando, tra i forse e i potrebbe, i tavoli della politica locale da settimane.

L'obiettivo della riunione era chiamare l'Amministrazione Comunale ad esprimersi direttamente su una vicenda che alcune delle opposizioni definiscono "molto seria", anche se ristretta per il momento al dato politico: non ci sono ad oggi, infatti, né querele, né reati. Il sindaco Giglioli, però, ha annunciato di star valutando vie legali contro ignoti, denunciando che "è stato pubblicato il mio indirizzo di casa e sono comparsi contenuti che ritengo gravemente lesivi"; per il sindaco "si è superato il limite".

il Pd esclude un coinvolgimento nella creazione di profili falsi e afferma di non voler "fare da camera d’eco a chi cerca visibilità attraverso la logica del tifo"; Manola Guazzini (Gruppo Misto) parla invece di "una vicenda molto preoccupante dal punto di vista politico e da non minimizzare" e auspica che il sindaco presenti querela, "speriamo che la faccia", oltre a criticare la scelta del sindaco di trattare la cosa dal punto di vista personale; Veronica Bagni (Filo Rosso) definisce la situazione "grave da un punto di vista politico", ma mette in guardia dal rischio di dare adito a chi "si sta solo divertendo a generar tutto questo chiacchiericcio che non fa che distogliere l'attenzione dai problemi reali"; Francesca Bruni (FdI) lamenta di non "aver avuto risposte" esaustive sul caso mentre Paolo Vallini (FI) parla di risposte "evasive" e si chiede "perché non si è approfondito", evidenziando che i commenti sui social erano fatto da "soggetti a conoscenza degli argomenti e quindi presumibilmente vicini alle stanze dei bottoni".

Il sindaco: "Gravi accuse. Diffuso miei dati, superato limite"

Il sindaco Simone Giglioli inizia dal rimandare al mittente le accuse mosse in questi giorni: "Non sono a conoscenza di alcun elemento concreto che dimostri quanto viene affermato, e cioè che io o componenti della Giunta siamo riconducibili a profili falsi creati per sostenere l’Amministrazione", ha dichiarato, aggiungendo che "anche gli indirizzi IP che sono stati tirati in ballo non corrispondono ai miei dispositivi né alla mia rete Wi-Fi". Il sindaco ha inoltre respinto i riferimenti al 24 luglio, spiegando che in quella giornata era impegnato nelle celebrazioni pubbliche a Calenzano e successivamente in un sopralluogo con Ferrovie dello Stato in via Erti.

Il primo cittadino si dichiara "naturalmente curioso di sapere chi si nasconda dietro questi profili", ma non intendeva inizialmente "presentare una denuncia basandomi semplicemente su un sospetto". Adesso, però, dichiara di volersi "tutelare nelle sedi opportune, così come di tutelare la mia famiglia e le istituzioni che rappresento".

"È importante ricordare" – spiega il sindaco – "che avere un profilo falso, di per sé, non significa necessariamente commettere un reato: diverso è il caso in cui attraverso quei profili vengano commessi altri illeciti. Quando vengono diffuse informazioni personali, indirizzi privati o contenuti che possono alimentare o istigare comportamenti nei confronti delle persone coinvolte, la questione cambia completamente. Nel mio caso, è stato pubblicato il mio indirizzo di casa e sono comparsi contenuti che ritengo gravemente lesivi. Vivo con la mia famiglia e con due bambini piccoli e non sapere chi ci sia dietro questi profili rende la situazione particolarmente preoccupante. Si può criticare duramente l’operato di un’Amministrazione e si può avere un confronto politico anche molto acceso, ma pubblicare indirizzi di casa e coinvolgere le famiglie significa oltrepassare un limite che non può essere considerato parte del normale confronto politico".

Il Pd: "Profili fake fenomeno negativo, noi estranei"

Sul caso è intervenuto anche il Pd di San Miniato, che prende le distanze dalla vicenda dei profili falsi e dal confronto sviluppatosi sui social. Il partito sottolinea come negli ultimi anni il dibattito politico si sia spostato sempre più sulle piattaforme digitali, con il rischio di "trasformarsi in uno strumento di propaganda e polarizzazione delle opinioni".

Per i dem, i profili fake rappresentano un fenomeno negativo, ma il dissenso nei confronti di chi amministra resta parte del normale confronto democratico: "Esprimere posizioni di dissenso sull'operato di chi amministra appartiene senz'altro ai principi fondanti della democrazia e non è accettabile che in tale confronto interferisca qualcuno che non usa la sua vera identità e che non ha rispetto degli altri e delle loro opinioni", si legge nella nota. Il Pd aggiunge che "laddove vengono commessi illeciti devono intervenire le forze dell'ordine preposte".

Netta la presa di distanza dai profili al centro della discussione: "Ovviamente il PD non è – e non è mai stato – a conoscenza della vera identità dei profili fake chiamati in causa né ha mai autorizzato alcuno a farne uso". Il partito afferma quindi di volersi "chiamare fuori da questo meccanismo distorto" e di non voler "fare da camera d’eco a chi cerca visibilità attraverso la logica del tifo".

Guazzini (Gruppo Misto): "Vicenda seria politicamente"

La capogruppo del Gruppo Misto Manola Guazzini parla di "una questione di trasparenza e di credibilità dell'Amministrazione" e di "una vicenda da non minimizzare", ritenendo in particolare "grave l'ammissione che ha fatto il suo capo di gabinetto Pilade Cantini, che non è uno qualunque, ma il capo di gabinetto del sindaco, di aver avuto a suo tempo di gestire dei profili falsi".

Guazzini precisa che "non c'è nessuna caccia alle streghe e non si vuole attaccare nessuno da un punto di vista giudiziario, i cui provvedimenti li prenderà eventualmente la magistratura", ma a livello politico ritiene la questione rilevante: "Sinceramente mi sarei aspettata che il sindaco intervenisse prima sulla vicenda, smentendo il suo coinvolgimento. Avrei fatto un esposto alla polizia locale e messo a disposizione i sistemi informatici proprio per verificare che l'amministrazione è assolutamente estranea".

Guazzini ricorda di essere stata presa di mira più volte dai commenti dei profili fake con "critiche molto ironiche e attacchi molto anche scorretti". Non ci sarebbero mai stati "gli estremi per una denuncia, però ecco il dibattito politico si fa alla luce del sole. È vero che i profili fake non sono un reato, però dipende da chi li usa e per cosa si usano. Se si usano per opacizzare il dibattito politico pubblico, secondo me non va bene. Si tratta di una vicenda da non minimizzare". Sulla possibile querela del sindaco ribadisce: "Speriamo che la faccia".

La capogruppo del Gruppo Misto critica poi il 'tono' usato dal sindaco: "Spostare tutta la questione, come ha fatto il sindaco nelle sue dichiarazioni, su un atteggiamento un po' vittimistico, secondo me vuol dire spostare la discussione dalla politica al personale e questo non era l'obiettivo di chi come me ha chiesto la conferenza".

Bagni (Filo Rosso): "Si denunci, ma attenti a caccia streghe"

Anche Veronica Bagni di Filo Rosso invita alla cautela sulla vicenda dei profili fake, pur definendola "grave da un punto di vista politico" nel caso in cui fosse confermato un coinvolgimento di persone dell'Amministrazione. Per Bagni, che non manca di sottolineare l'assurdità e il paradosso di trovarsi di fronte a "profili falsi che si attivano per smascherare altri profili falsi", il rischio è che si finisca per dare credito a chi "si sta solo divertendo a generar tutto questo chiacchiericcio" distogliendo l'attenzione dai problemi reali.

Bagni interviene anche sulla questione sollevata dalle dichiarazioni di Pilade Cantini: "Se questa persona usa il profilo per scopi personali, se non lo usa per offendere nessuno, non vedo come si possa impedirgli di avere un profilo che non porta il suo nome", afferma, sottolineando che il problema, a suo avviso, non sarebbe l'esistenza di un profilo non riconducibile all'identità reale, ma "l'uso che se ne fa e se questo uso non lede gli altri".

Quanto alle dichiarazioni del sindaco, Bagni osserva che Giglioli ha negato fermamente ogni coinvolgimento: "Sarebbe veramente da stolto dichiarare mezzo stampa così tanto e poi magari un giorno essere scoperto, no?". Allo stesso tempo, ritiene opportuno valutare eventuali strumenti di tutela: "Rifletterei sulla possibilità dell'amministrazione di tutelarsi da ulteriori attacchi di questo tipo anche tramite azioni legali o approfondimenti rispetto alle identità che si celano dietro a questi profili falsi", conclude, mettendo però in guardia dal rischio che la vicenda si trasformi in "una caccia alle streghe".

Francesca Bruni (FdI): "Non abbiamo avuto risposte"

Critico il commento di Francesca Bruni, che commenta la presenza del sindaco alla riunione dei capigruppo. "La riunione di ieri sera ci ha sorpreso per la presenza del sindaco, mai intervenuto in due anni e mezzo. Questa volta si è sentito tirato in ballo in prima persona".

Bruni mette in dubbio la possibilità di vie legali: "Dobbiamo vedere se veramente presenterà querela, seppure a un profilo fake, per tutelarsi", e critica le mancate risposte sul coinvolgimento del segretario Cantini nella gestione di un profilo falso: "Non abbiamo avuto risposte sulle ammissioni del suo segretario particolare sull'uso di un profilo fake. E il Pd fa quadrato".

Bruni pone infine l'attenzione sul fatto che i profili anonimi avrebbero finora rivolto attacchi soprattutto agli esponenti della minoranza, accompagnandoli con risposte particolarmente dettagliate: "Finora questi profili fake hanno infamato gli esponenti di minoranza anche con risposte molto tecniche e particolareggiate", dichiara Bruni, citando tra gli esempi i casi relativi al "collaudo ascensori Cencione, rifacimento quadro elettrico Cencione, contributi europei per via Bianca e via Francigena", mostrando una conoscenza approfondita dei relativi aspetti tecnici.

Vallini (FI): "Perché non si è approfondito?"

Anche Paolo Vallini, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, chiede un approfondimento sulla provenienza dei profili falsi evidenziando come Bruni che molti dei commenti erano fin troppo precisi: "Abbiamo fatto presente che i contenuti di alcune comunicazioni apparse su questi falsi profili sono molto circostanziati", osserva, ritenendo che questo "faccia pensare che si tratti di soggetti a conoscenza degli argomenti e quindi presumibilmente vicini alle stanze dei bottoni". Da qui la domanda rivolta all'Amministrazione: "Perché non si è approfondito?". Vallini giudica inoltre "evasivo" l'atteggiamento del sindaco su questo punto e sottolinea come episodi di questo tipo siano discussi "da anni", pur rilevando che negli ultimi tempi si sarebbero intensificati per numero ed evidenza. Infine, chiede perché, a suo avviso, il sindaco non abbia attivato un approfondimento attraverso la Polizia Postale: "Se non c'era niente da temere, perché non ha attivato, lui sindaco, un approfondimento chiedendo alla polizia postale di indagare?"

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