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Beko Siena, Leonardo si fa avanti per la reindustrializzazione

Urso: "Potrà assorbire una parte significativa degli occupati". I sindacati chiedono dettagli su investimenti, produzioni e tempi

Leonardo ha manifestato la propria disponibilità a contribuire alla reindustrializzazione dell'ex stabilimento Beko di Siena, con un presidio industriale che potrebbe assorbire una parte significativa degli occupati. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso durante il tavolo di monitoraggio sulla vertenza Beko al Mimit.

"Leonardo ha manifestato la propria disponibilità a contribuire alla reindustrializzazione del sito Beko di Siena, con un proprio presidio industriale che potrà assorbire una parte significativa degli occupati", ha dichiarato Urso. Il ministro ha inoltre dato mandato agli uffici di coordinare il confronto tra Leonardo e Invitalia, che sta seguendo il percorso di reindustrializzazione.

Secondo Urso, l'eventuale insediamento di Leonardo potrebbe rientrare in un più ampio cluster industriale con altre imprese, rafforzando il progetto di rilancio del sito e creando nuove prospettive occupazionali.

I sindacati: "Non basta l'annuncio"

L'ipotesi è stata accolta con interesse dai sindacati, ma accompagnata dalla richiesta di conoscere nel dettaglio il progetto industriale. La Fiom Toscana vuole verificare investimenti, tempi e produzioni previste. "Vogliamo verificare concretamente come verrà realizzata la reindustrializzazione, quali saranno gli investimenti, i tempi e, soprattutto, quali produzioni verranno sviluppate a Siena", ha dichiarato il segretario generale Daniele Calosi.

La Fiom chiede inoltre che il progetto comprenda produzioni civili e attività duali, oltre a quelle legate alla Difesa, e che venga ricostituito il perimetro occupazionale precedente alla vertenza, pari a 299 lavoratori.

Anche Fim e Uil hanno espresso cautela. "Abbiamo accolto con favore questa notizia, ma allo stesso tempo manteniamo cautela, perché dobbiamo capire che tipo di intervento Leonardo è pronta a realizzare e quali produzioni intende portare avanti", ha affermato il coordinatore della Uil Siena Massimo Martini.

Il segretario della Fim Cisl Siena Giuseppe Cesarano ha definito l'interessamento di Leonardo un possibile passaggio decisivo per il rilancio industriale della città, ricordando che "l'accordo prevede 299 lavoratori. Siena ha bisogno di un piano di sviluppo".

Il sindaco: "Prospettive importanti per i lavoratori"

Positivo anche il commento della sindaca di Siena Nicoletta Fabio, che ha parlato di una notizia capace di aprire "prospettive importanti per i lavoratori e per il futuro produttivo della nostra città". La sindaca ha comunque sottolineato che il percorso richiederà verifiche e approfondimenti, auspicando anche un intervento della Regione Toscana sulla formazione delle maestranze.

Nel frattempo, Fim, Fiom, Uilm e Uglm nazionali hanno chiesto al governo di garantire il rispetto del piano industriale Beko per tutti gli stabilimenti italiani. I sindacati contestano in particolare la carenza di investimenti, i volumi produttivi inferiori alle previsioni e il crescente ricorso alla cassa integrazione.

Per quanto riguarda Siena, le organizzazioni sindacali sottolineano che non esiste ancora un progetto di reindustrializzazione definito e chiedono al Mimit una convocazione specifica per chiarire l'effettiva portata dell'interessamento di Leonardo.

La segretaria nazionale Fiom Barbara Tibaldi ha sintetizzato la posizione del sindacato dopo il tavolo al Mimit: "Il piano Beko non è rispettato dall'azienda. Mancano gli investimenti, mancano i volumi, mancano i prodotti, mancano le vendite e noi abbiamo pagato a sufficienza". Su Siena, ha aggiunto: "Siena deve essere un progetto serio compiuto, che dia finalmente risposta ai lavoratori".

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