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Da un finocchio può nascere un tulipano: a Marti c'è un'artista dell'intaglio vegetale

Giuseppina Lorello con una sua composizione di intaglio vegetale

La passione di Giuseppina Lorello che crea sculture da frutta e verdura: "E alla fine si possono anche mangiare"

È sempre bello ricevere un mazzo di rose rosse, o magari di tulipani bianchi, ma quanto sarebbe bello ricevere un mazzo di fiori realizzato con i finocchi e le carote? Giuseppina Lorello, chiamata "Pina", attraverso la tecnica dell'intaglio, ha dato vita a frutta e verdura: ha trasformato un limone in un riccio con delle olive al posto delle spine, un tubero come il daikon ha assunto le sembianze di una rosa e un semplice finocchio si è evoluto in un bel tulipano.

Originaria di Tusa (Messina), Giuseppina si è trasferita in Toscana all’età di tre anni. Per una vita ha lavorato nel mondo della bellezza come parrucchiera e make-up artist, mantenendo sempre un legame viscerale con il “fatto a mano”. Ha 70 anni, vive a Marti, nel comune di Montopoli in Val d'Arno, condivide la passione dell’artigianato con il marito (specializzato nella lavorazione delle scarpe). Negli anni si è cimentata nei fiori di carta, nella bigiotteria in alluminio e nelle creazioni natalizie.

Dietro la maestria dell'intaglio vegetale non sempre si nascondono studi approfonditi. A volte basta una scintilla scoccata ad un evento fieristico per accendere un talento profondo e inaspettato. Così è scoccata la scintilla creativa di Giuseppina, ex parrucchiera che ha trasformato ortaggi e frutti di stagione in vere e proprie sculture scenografiche capaci di incantare chiunque.

L’input è arrivato circa 5 o 6 anni fa partecipando al ‘Florence Creativity’, la celebre esposizione dedicata al fai-da-te e all’artigianato femminile presso la Fortezza da Basso a Firenze. “Sono rimasta affascinata da un tavolo dimostrativo di salumi e verdure intagliate, ed ho deciso, impulsivamente, di iscrivermi ad un corso pratico", racconta l'artista. "Mi sono innamorata all’istante della tecnica ed ho deciso di acquistare i miei primi coltelli diventando da subito un’instancabile autodidatta”.

I materiali utilizzati da 'Pina' sono tutti naturali e di stagione: carote, ravanelli, kiwi, peperoni, fino ad arrivare al daikon (una radice bianca invernale perfetta per sculture decise). “Le carote e i ravanelli offrono colori e forme ideali per realizzare le rose; il daikon si presta a spade e petali delicati; i peperoni vengono spesso svuotati e steccati a piramide per fare da contenitori colorati - spiega -. Le mele, invece, vengono a volte sfumate usando il succo di rapa rossa” .

Come uno scultore utilizza le sue mirette, tra gli attrezzi del mestiere di Giuseppina Lorello si trovano lo spelucchino e il coltellino incurvato (lo strumento principale che utilizza per incidere), affiancati da accessori specifici come l’incisore a triangolo, un temperino per frutta e verdura, la lama a spada lunga e il classico pelapatate. Parlando delle sue creazioni ha spiegato nello specifico come si realizza ‘Il Riccio di Limone’: “Si prende un limone con la punta ben definita per sagomare il muso, si incide la scorza togliendo con delicatezza una sottile fetta di giallo. Successivamente, con l'ausilio di stecchini corti o lunghi, si applicano olive o ciliegie per creare gli aculei della composizione”.

Bouquet di fiori e animali nati da frutta e verdura finiscono anche in mostra ad eventi nel territorio, come la rinomata ‘Festa dei Fiori’ a Montopoli o durante rassegne a Marti. “Ho anche una ricca esperienza con allestimenti per barche e grandi eventi - racconta - molte delle mie opere arricchiscono feste private, cerimonie e matrimoni, dove sono arrivata a lavorare fino a 30kg di frutta in un unico evento, fino ai festeggiamenti per i 100 anni di una cara amica”. Ha tenuto anche apprezzate serate di insegnamento a Santa Maria a Monte presso un bar locale.

Il riconoscimento più emozionante è arrivato direttamente dal noto chef Claudio Mengoni. “Desiderosa di confrontarmi con un maestro dell’intaglio culinario sono riuscita a contattarlo. Gli ho inviato le fotografie dei miei lavori e Claudio si è congratulato vivamente con me, sottolineando come ‘per essere una persona autodidatta’ mostrassi una tecnica estremamente professionale e pulita”.

Un hobby che per Giuseppina rappresenta una vera spinta interiore, la manifestazione pura dell'animo dell'artista che crea unicamente per passione. Come raccontato ancora dall'autrice delle sculture vegetali intagliare la rilassa, concentrando l'attenzione sul dettaglio e trasformando materie prime semplici in meraviglie per gli occhi. Con una soddisfazione finale impagabile: “Alla fine, la composizione artistica si può anche mangiare”.

Teresa Vitrano

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