Il presidente Eugenio Giani denuncia oggi un dato che non può certo passare inosservato: l’accordo tra Stato e Regione Toscana per 106 milioni di euro destinati a 27 interventi di edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico arriva, per ammissione della stessa Regione, con circa due anni e mezzo di ritardo rispetto alla programmazione.
Una domanda sorge spontanea: se due anni e mezzo di ritardo sono un problema quando si parla di Roma e Firenze, perché la stessa severità non dovrebbe valere anche per le amministrazioni locali?
A San Miniato, infatti, i cittadini hanno assistito negli ultimi anni a numerosi interventi annunciati, programmati e successivamente rinviati. Lo stesso Comune, nel bilancio 2026, indica ancora come da realizzare una lunga serie di opere, mentre alcuni cantieri sono tuttora in corso.
Il caso della scuola di Ponte a Elsa è emblematico: in Consiglio comunale sono stati sollevati dubbi sul rispetto delle tempistiche del PNRR e sulla conclusione dei lavori, con la necessità di accantonare risorse proprio in relazione al rischio di mancato rispetto delle scadenze.
E mentre si parla di programmazione, anche sul fronte della sicurezza idraulica di San Donato i cittadini, ancora nel settembre 2026, hanno chiesto risposte concrete sulle tempistiche degli interventi, lamentando che sulla questione ci sia ancora molto da fare.
Persino la manutenzione ordinaria dei 17 cimiteri comunali ha subito nel 2026 un ritardo rispetto alla programmazione consueta: gli interventi, normalmente effettuati tra maggio e giugno, sono partiti soltanto dalla settimana del 24 agosto. È stato lo stesso Comune a riconoscere il ritardo e a ricondurlo a problemi burocratici nella procedura di affidamento.
Non contestiamo che nella pubblica amministrazione possano esistere difficoltà, procedure complesse, gare, ricorsi o problemi tecnici. Ma proprio per questo non si può utilizzare il tema dei ritardi come un’arma politica a senso unico.
Se Giani considera grave un ritardo di due anni e mezzo nella programmazione sanitaria regionale, allora dovrebbe applicare lo stesso metro anche alle amministrazioni del territorio che governa politicamente da anni.
La vera domanda non è soltanto “quanto si è speso?”, ma soprattutto: quanto tempo è passato dall’annuncio alla realizzazione concreta dell’opera?
I cittadini non vivono di comunicati, progettazioni e annunci: hanno bisogno di scuole aperte e funzionanti, strade sicure, opere idrauliche realizzate, servizi efficienti e cantieri che arrivino alla conclusione.
Per questo chiediamo all’amministrazione di San Miniato di fare un’operazione semplice e trasparente: un cronoprogramma pubblico delle principali opere promesse, con data di finanziamento, data prevista di avvio, stato attuale dei lavori e data effettiva di conclusione.
Sarebbe il modo migliore per capire, senza polemiche e senza propaganda, quali sono i risultati realmente conseguiti e quali invece sono ancora sulla carta.
Perché sui ritardi è facile chiedere conto agli altri.
Più difficile è accettare che lo stesso metro venga applicato a casa propria.
Forza Italia San Miniato
