gonews.it

Aggressioni, rapine, risse tra due famiglie a Poggibonsi: cinque arresti

Più interventi delle forze dell'ordine tra luglio e settembre. Le indagini hanno fatto emergere "un quadro di particolare gravità, caratterizzato da contrasti tra gruppi di diversi contesti familiari"

In un'operazione congiunta, coordinata dalla Procura di Siena, polizia di Stato e carabinieri hanno eseguito sei ordinanze di misure cautelari disposte dal Gip del Tribunale di Siena nei confronti di cinque indagati gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di rapina, sequestro di persona, rissa aggravata, reati tutti commessi a Poggibonsi in provincia di Siena. Nell'ambito dello stesso procedimento, che vede indagate 10 persone, si trovano anche lesioni e minacce aggravate, porto di armi bianche o strumenti atti ad offendere, violenza privata.

Le indagini, svolte attraverso la collaborazione tra polizia e carabinieri sotto il coordinamento della procura, hanno portato a delineare le responsabilità delle diverse persone coinvolte e hanno fatto emergere, è riportato in una nota della questura di Siena, "un quadro di particolare gravità, caratterizzato da contrasti tra due gruppi appartenenti a due diversi contesti familiari".

Aggressioni, rapine, risse: gli interventi di carabinieri e polizia tra luglio e settembre

Tra i vari episodi, tra il 15 e il 16 luglio i carabinieri intervennero per alcune gravi aggressioni a mano armata, con esplosione di colpi d'arma da fuoco, da parte dei componenti di una famiglia ai danni di quella "rivale". La notte successiva i militari hanno eseguito diverse perquisizioni domiciliari, rinvenendo e sequestrando in un'abitazione di un italiano di 54 anni una pistola lanciarazzi. Nel pomeriggio del 17 luglio i carabinieri sono intervenuti per una rapina ai danni di un minorenne straniero: secondo quanto ricostruito il giovane sarebbe stato costretto a salire a bordo di un'auto, minacciato con un coltello, aggredito e rapinato di 60 euro.

Qualche settimana dopo, l'11 agosto, gli agenti del Commissariato di Poggibonsi sono intervenuti in una pizzeria per una violenta rissa tra le due fazioni che ha coinvolto 5 persone, dove sarebbero stati usati un machete e un cacciavite. Una persona rimase lievemente ferita ad un braccio e durante l'intervento anche un poliziotto riportò una ferita ad una mano.

Nel pomeriggio del 31 agosto tra le due fazioni, ricostruiscono ancora le forze dell'ordine, si è verificato un lancio di pietre e mattoni con conseguente danneggiamento di diverse auto in sosta. A seguito della rissa, interrotta grazie al tempestivo intervento delle forze di polizia che hanno scongiurato più gravi conseguenze, sono state indagate diverse persone tra le quali quelle destinatarie delle attuali misure cautelari.

Il 20 settembre, sempre secondo l'ipotesi accusatoria, due cittadini stranieri di 24 e 33 anni, residenti a Poggibonsi, poi indagati dalla polizia, avrebbero partecipato insieme ad altre persone a una rapina ai danni di un giovane straniero, vicino a uno dei due gruppi in conflitto. La vittima sarebbe stata minacciata con una pistola, colpita con un'arma e aggredita con calci e pugni, mentre gli autori si sarebbero impossessati del suo cellulare e di 200 euro.

"Episodi che hanno causato un particolare allarme sociale"

Nelle prime ore di oggi i poliziotti della squadra mobile e del Commissariato di Poggibonsi hanno eseguito tre misure cautelari nei confronti di due persone, cittadini stranieri, uno dei quali di 19 anni colpito da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere così come un 24enne, riguardato anche dall'obbligo di dimora nel comune di residenza, misura comminata per altro fatto. Allo stesso tempo i carabinieri di Poggibonsi hanno eseguito i provvedimenti nei confronti di altre tre persone, due italiani, un uomo e una donna di 54 e 30 anni e uno uomo di origine straniera di 33 anni: i due uomini sono risultati destinatari della custodia cautelare in carcere e la donna degli arresti domiciliari.

"Tutti gli episodi, protrattisi nel tempo, hanno causato un particolare allarme sociale - continua la nota -, non soltanto per le violenze fisiche esercitate, ma anche per le modalità intimidatorie con le quali sono state poste in essere, che evidenziano un contesto nel quale la violenza e la minaccia sarebbero state utilizzate come strumenti di pressione e di regolamento di contrasti personali".

La notte scorsa, durante la perquisizione d'iniziativa collegata all'esecuzione delle misure cautelari, a due degli indagati sono stati rinvenuti 95 grammi di cocaina e 35 grammi di hashish, nascosti in un garage, con conseguente arresto in flagranza. Sempre a seguito della perquisizione ad una delle persone a cui è stata applicata la custodia cautelare in carcere, sono stati trovati oltre 10mila euro in contanti nascosti in una camera da letto e sequestrati.

Exit mobile version