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Ottant'anni di manifesti raccontano la storia del Dramma Popolare

Ottant’anni di storia, successi e ricerca artistica. La Fondazione Istituto del Dramma Popolare celebra l’ottantesima edizione della Festa del Teatro attraverso uno dei patrimoni più originali della propria identità culturale: i manifesti d’artista realizzati per gli spettacoli in prima assoluta.

L’appuntamento, nell'ambito dell'evento Archivi in Dialogo 2026,  in programma il 16 ottobre alle 17 al Seminario vescovile di San Miniato, si inserisce nella rassegna Archivi in dialogo, giunta alla quinta edizione, e propone un confronto sulle tradizioni artistiche toscane legate alla grafica teatrale.

Realizzati con la tecnica della xilografia, i manifesti rappresentano molto più di strumenti promozionali: sono opere d’arte autonome che raccontano spettacoli, epoche e sensibilità. Artisti come Pietro Parigi, Dilvo Lotti, Luca Macchi, Sauro Mori e Franco Giannoni hanno contribuito a costruire una raccolta che intreccia teatro, arti figurative e storia civile.

L’incontro approfondirà anche le collezioni e le attività dell’Istituto Centrale per la Grafica di Roma, con particolare attenzione ai manifesti teatrali conservati dall’ente.

Nel corso del convegno sarà presentato il volume Ottant’anni di manifesti, a cura dello storico dell’arte Ilario Luperini. La nuova edizione aggiorna la pubblicazione uscita dieci anni fa per il settantesimo anniversario, aggiungendo i manifesti dell’ultimo decennio e ricomponendo così l’intero percorso artistico del Dramma Popolare.

Interverranno Manuel Rossi, dell’Archivio del Maggio Musicale Fiorentino; Rita Bernini, responsabile delle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe dell’Istituto Centrale per la Grafica; e Alberto Masoni, coordinatore de La Luna è azzurra – Terzo Studio. Coordina Alexander Di Bartolo - Archivio Dramma Popolare.

«I manifesti degli spettacoli in prima assoluta hanno rappresentato molto più di un annuncio o di una testimonianza. Sono parte integrante della nostra storia: ne hanno accompagnato il percorso, interpretato il senso e custodito la memoria», sottolinea Marzio Gabbanini, presidente della Fondazione Istituto del Dramma Popolare.

«Ogni manifesto è una porta aperta su uno spettacolo, ma anche su un’epoca, su una comunità, su una visione dell’uomo. Da ottant’anni il Dramma Popolare considera il teatro un luogo di riflessione, dialogo e speranza».

La celebrazione diventa così l’occasione per valorizzare un patrimonio artistico che "continua a parlare al presente e a testimoniare il legame tra il Teatro dello Spirito, gli artisti e la comunità. Perché la memoria, quando è autentica, non appartiene soltanto al passato, ma illumina il presente e apre il cammino del futuro".

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