Il benvenuto di Veronica Maffei e la musica di Frida Bollani Magoni con la sua Don’t stop me now introducono questa mattina il NexGen Festival 2026 al Teatro del Maggio Musicale di Firenze
“Lo scorso anno il NextGen raggiunse 20 mila ragazze e ragazzi che raccolsero il messaggio della manifestazione. Il Nextgen è diventato oggi un momento di condivisione di valori dove i protagonisti sono i giovani, che già adesso rappresentano la realtà di questo Paese e sono l’espressione di una generazione protagonista. A tutti i ragazzi e le ragazze io dico: partecipate, vivete le nostre iniziative, ma vivete la politica e le istituzioni. Non consideriamo “politica” una cattiva parola: è animata da chi, per spirito di servizio, vuole fare il bene della collettività. Occupandosi, impegnandosi, qualche volta si sbaglia, qualche volta si fa bene, ma è necessario essere parte di questa dimensione, proprio perché il profilo individuale di ciascuno di noi, nelle parole dello scrittore Ignazio Silone, è fatto da ciò che si dona, che è ciò che è più bello”.
“E’ questa voglia di partecipazione – conclude Giani - che ci deve animare a far crescere il talento e costruisce il merito con il quale è possibile rivendicare un ruolo. Questo è fare il bene dell'interesse generale. Questa è la Toscana”.
“Con il NexGen – nelle parole del sottosegretario alla presidenza - Bernard Dika dimostriamo che i giovani sono già qui, presenti, quindi non dobbiamo aspettare il nostro turno, il momento giusto, la situazione perfetta perché non arriverà. il momento giusto è qui ed ora, perché le energie, le idee, l'entusiasmo che abbiamo adesso dopo non lo avremo. Avremo altre idee, altre energie”.
È anche bene raccontarsi che la realtà che stiamo vivendo è veramente difficile, ma vi chiedo di non non perdere la speranza, che non è quella di chi sta lì seduto contando che qualcuno faccia qualcosa al posto nostro, ma quella che ci vede impegnati nel non rassegnarci, nel non arrenderci, nel non accontentarci della realtà così com'è, ma provare con il proprio impegno a cambiare le cose”.
“Non esistono percorsi facili – continua Dika - ma se la strada te la sei scelta sarà più facile.
Se invece facciamo quello che gli altri ci dicono di fare, non avremo quel fuoco dentro, quella motivazione che ci spinge a dire vado a farlo e lo faccio perché me lo sono scelto.
Rivendichiamo la capacità di fallire, perché chi fallisce vuol dire che ha provato, ha iniziato, non è stato da aspettare. Il fallimento è una delle tappe che ci porta al successo.
“Non accettate mai l'idea che non si debba fare niente, perché altrimenti rischiamo di sbagliare. Il potere dei giovani sta nel fare, non nell'aspettare il momento giusto, l'età giusta, ma nell'attivarsi, nell'inseguire quella passione, quel sogno, e non seguire i sogni degli altri. Quelli della mamma, del babbo, dei nonni, del migliore amico, del gruppo di amici, seguite i vostri sogni, e se non sapete qual è la soluzione è una: fare. Iniziate a fare. Partite da qualsiasi cosa. Invece di star fermi avrete imparato qualcosa, magari quello che non vi piace. Ed è così che potrete scovare quella cosa che piace a voi e non agli altri”.
Fonte: Regione Toscana
