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Carcere Le Sughere, il garante dei detenuti di Livorno: "Sovraffollamento cronico e criticità edilizie"

Solimano: "Senza un profondo ripensamento della gestione dei flussi tra gli istituti la tenuta dei diritti fondamentali e della sicurezza all’interno della Casa Circondariale resta pericolosamente a rischio"

"Già da tempo esprimiamo forte preoccupazione per la situazione venutasi a creare dopo l’apertura di uno dei due padiglioni ristrutturati. Preoccupazioni condivise dal Garante Regionale, Giuseppe Fanfani, che in una sua recentissima visita presso la Casa Circondariale di Livorno, accompagnato anche da due Consiglieri Regionali, esattamente l’8 ottobre, ha potuto constatare le numerose criticità che insistono sull’Istituto di pena". Così in una nota il garante dei Detenuti del Comune di Livorno Marco Solimano evidenzia sovraffollamento e criticità edilizie al carcere Le Sughere.

"Il quadro che emerge restituisce l’immagine di un sistema in forte affanno, condizionato da un sovraffollamento cronico, da importanti carenze negli organici della Polizia Penitenziaria e da criticità strutturali che incidono quotidianamente sulla dignità della pena e sulla sicurezza dell’Istituto. A Livorno ci troviamo di fronte al paradosso di interventi edilizi recenti che, pur sanando situazioni fatiscenti, nascono già ciechi rispetto alla necessità di spazi di socialità fondamentali per qualsiasi percorso rieducativo. L’effetto benefico derivante dalla inaugurazione del nuovo padiglione è stato subito annullato dalla ingente mole di nuovi ingressi, fra cui quasi cento provenienti da Sollicciano, a seguito del sequestro da parte della autorità giudiziaria di sette padiglioni. Il tasso di sovraffollamento, all’interno delle sezioni di media sicurezza, sfiora il 150%, e questo determina inevitabilmente forti tensioni all’interno dei reparti che sempre più sfociano in eventi critici ed aggressioni oltre che a limitare in maniera rilevante l’accesso a percorsi trattamentali".

Per il garante Solimano "senza un profondo ripensamento della gestione dei flussi tra gli istituti la tenuta dei diritti fondamentali e della sicurezza all’interno della Casa Circondariale resta pericolosamente a rischio. Soprattutto in previsione, entro la fine dell’anno, della apertura del secondo padiglione ristrutturato che, se seguirà le logiche utilizzate per il primo padiglione, ospiterà nell’Istituto livornese ulteriori altri duecento detenuti se non oltre.

Per questo alcune decine di agenti di polizia penitenziaria a breve arriveranno nella nostra città senza poter contare su una dignitosa accoglienza in caserma considerando che la stessa, da oltre 15 anni, è abbandonata ed in attesa di ristrutturazione se non per un unico piano. Su questo recentemente un sindacato di polizia penitenziaria ha incontrato il Sindaco di Livorno che ha ben compreso la delicatezza e la pregnanza delle questioni rappresentate tanto da indurlo a chiedere con urgenza al Prefetto una riunione del Cosp. Ma inaspettatamente - prosegue il garante - e con grande stupore il Prefetto non ha aderito alla richiesta di convocazione del tavolo. Ma nonostante l’occasione perduta il Garante ed il Sindaco assumeranno nei prossimi giorni una propria iniziativa nei confronti del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione della giustizia per aprire un tavolo di riflessione comune, fatte salve le prerogative di ciascuno, sulla Casa Circondariale di Livorno e sui percorsi che al meglio possano garantire la costruzione di occasioni ed opportunità che possano consentire una elaborazione delle scelte negative ed antisociali del passato e di conseguenza limitare il tasso di recidiva una volta rientrati nella società esterna".

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