Federalismo fiscale, la Toscana ricorre alla Consulta: timori sui fondi per il trasporto pubblico

La Regione Toscana ricorre alla Corte costituzionale contro il decreto sul federalismo fiscale del 7 agosto 2026, contestando in particolare le nuove modalità di finanziamento regionale previste dall’articolo 33 del decreto legislativo n. 147. Al centro della controversia ci sono le risorse destinate al trasporto pubblico locale (Tpl), per il quale la Toscana riceve ogni anno circa 450-460 milioni di euro.
Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha espresso preoccupazione per il passaggio dall’attuale sistema di trasferimenti, basato su parametri concordati tra Stato e Regioni, a un meccanismo che, secondo la sua interpretazione, potrebbe lasciare maggiori margini decisionali all’esecutivo nazionale.
«Si baserà sulla discrezionalità del Governo: ogni anno potrà decidere la cifra ritenuta più opportuna, magari in base a questa o quella manovra finanziaria», ha dichiarato Giani. Il presidente ha inoltre sottolineato le difficoltà legate alla programmazione del servizio: «Non è chiaro quanti soldi ogni anno arriveranno da Roma ed è un problema perché i contratti che abbiamo con le aziende concessionarie del servizio hanno durata decennale».
Il fondo nazionale per il trasporto pubblico locale ammonta complessivamente a 5,2 miliardi di euro. Per la Toscana, i trasferimenti statali rappresentano una componente rilevante dei circa 700 milioni di euro destinati annualmente al sostegno del servizio.
Secondo quanto riportato, il ricorso è un’iniziativa condivisa con altre Regioni governate dal centrosinistra: Puglia, Campania ed Emilia-Romagna.
Il sostegno del Pd regionale
A sostenere la decisione della giunta è anche il gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale. In una nota, il capogruppo Simone Bezzini e il consigliere Gianni Lorenzetti, presidente della commissione Mobilità e infrastrutture, hanno ribadito la necessità di garantire risorse certe per il funzionamento del trasporto pubblico.
«Per il trasporto pubblico locale la Toscana riceve circa 450-460 milioni di euro all'anno: risorse che non possono essere lasciate alla discrezionalità del Governo, perché da esse dipendono la programmazione, la continuità e la qualità di un servizio essenziale per migliaia di cittadini», hanno dichiarato.
I due esponenti dem contestano inoltre la riforma che, a partire dal 2027, prevede la sostituzione di trasferimenti statali alle Regioni per circa 5,7 miliardi di euro con una compartecipazione al gettito Irpef, la cui aliquota sarà definita attraverso un decreto del presidente del Consiglio.
«Altro che federalismo fiscale», affermano Bezzini e Lorenzetti, secondo i quali il nuovo sistema rischia di aumentare l'incertezza sulle risorse disponibili per i territori e di limitare la capacità delle amministrazioni regionali di pianificare i servizi.
«Non è accettabile che una riforma del federalismo finisca per indebolire la capacità delle Regioni di pianificare servizi e politiche di mobilità», concludono i due consiglieri.
Il ricorso della Toscana apre dunque un contenzioso costituzionale sulle modalità di finanziamento delle Regioni e sulle garanzie di continuità delle risorse destinate ai servizi pubblici essenziali.
Fonte: Regione Toscana