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Sciopero in Toscana, Cgil: "In 15mila a Massa" al corteo "la protesta non è reato"

(foto gonews.it)

Promosso "contro i "Pacchetti Sicurezza", per la libertà di manifestare e in solidarietà alle persone citate in giudizio dopo la manifestazione contro il genocidio in Palestina" dell'ottobre 2023

Sono circa 15mila le persone, secondo la Cgil, scese in piazza questa mattina mercoledì 14 ottobre per la manifestazione "La protesta non è reato". Il corteo, partito alle 9 da piazza Garibaldi, era stato promosso in occasione dello sciopero generale regionale proclamato da Cgil Toscana "contro i "Pacchetti Sicurezza", per la libertà di manifestare e in solidarietà alle persone citate in giudizio dopo la manifestazione contro il genocidio in Palestina", del 3 ottobre 2025, quando furono occupati i binari della stazione massese.

I manifestanti hanno attraversato il centro cittadino per arrivare in piazza Aranci, davanti alla Prefettura, con gli interventi conclusivi alla presenza del segretario generale Maurizio Landini. Presenti bandiere sindacali, numerosi giovani, l'assessora regionale Monia Monni, il sindaco di Fosdinovo Antonio Moriconi, la sindaca di Carrara Serena Arrighi: "Rispettiamo il lavoro della magistratura, ma c'è un tema profondo legato all'indirizzo politico repressivo che questo governo ha sviluppato in questi quattro anni".

In corteo anche il segretario generale della Cgil Toscana Rossano Rossi: "Siamo e saremo al fianco delle persone coinvolte" aveva dichiarato all'annuncio dello sciopero. "Riteniamo inaccettabile che il dissenso sociale e politico venga affrontato come un problema di ordine pubblico e che l’esercizio della protesta possa tradursi nella criminalizzazione di chi manifesta pacificamente. C’è il caso di Massa ma ci sono anche casi analoghi in altri territori toscani come Pisa". Le rivendicazioni, spiegano dalla Cgil Toscana, non si rivolgono alla magistratura e ai suoi organismi ma contestano gli effetti prodotti dai "Pacchetti Sicurezza", "che stanno restringendo gli spazi del dissenso e incidendo sull’esercizio del diritto costituzionale a manifestare". Per Rossi "quanto sta accadendo non riguarda soltanto le persone chiamate a giudizio. Riguarda tutte e tutti noi. Perché quando si restringe lo spazio del dissenso e si colpisce il diritto di manifestare di alcuni, si mette in discussione la libertà di tutti. Vogliamo quindi difendere un diritto collettivo: poter esprimere le proprie idee, dissentire, manifestare e partecipare liberamente alla vita democratica".

Mobilitazione "La Via Maestra" a Roma il 17 ottobre

Nuova mobilitazione sarà il 17 ottobre a Roma con "La Via Maestra": "Cgil e oltre cento associazioni, insieme alle numerose realtà della società civile che stanno progressivamente aderendo all’Alleanza, chiamano alla partecipazione e lanciano una grande manifestazione nazionale per sabato 17 ottobre a Roma (in tanti in partenza dalla Toscana con la Cgil), che rilancia con forza la necessità di un nuovo protagonismo sociale per la difesa e la piena attuazione della Carta Costituzionale". Una mobilitazione, spiegano gli organizzatori, "resa necessaria di fronte a una torsione autoritaria in Italia, così come in Europa e nel mondo, con una verticalizzazione del potere, per chiedere che i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione tornino a essere pienamente riconosciuti e siano resi concretamente esigibili in ogni parte del Paese".

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