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I rumori della conceria Masoni diventano musica con il progetto 'Sonus Operae'

Fabrizio Masoni

Così Fabrizio Masoni, amministratore delegato: "Chi lavora in conceria riconosce ogni fase dal rumore che fa, prima ancora di vederla"

I rumori e i ritmi quotidiani di un'industria conciaria si trasformano in vera e propria musica grazie a 'Sonus Operae', un originale progetto ospitato a Santa Croce sull'Arno dalla Masoni Industria Conciaria, azienda fondata nel 2001 e partecipata dal 2019 dal gruppo Lvmh tramite la divisione Métiers d'Art.

Al centro dell'iniziativa, la cui mostra-installazione verrà inaugurata il 21 ottobre, c'è un'idea suggestiva: i suoni dei macchinari e delle diverse fasi di lavorazione sono stati registrati, isolati e rielaborati per dare vita alla struttura ritmica di due brani musicali incisi su vinile. Su questa base sonora originale si innestano basso, chitarra elettrica, sintetizzatori e voce, che ne ampliano le sfumature timbriche e dinamiche senza mai coprirla. Il percorso espositivo è arricchito da una serie di video che permettono ai visitatori di abbinare ogni suono alla specifica lavorazione da cui proviene.

"Chi lavora in conceria riconosce ogni fase dal rumore che fa, prima ancora di vederla — racconta l'amministratore delegato Fabrizio Masoni —. Abbiamo voluto far ascoltare a tutti quella che per noi è la colonna sonora di ogni nostra giornata, mostrando che dietro a un pellame ci sono gesti, tempi e competenze che si tramandano di generazione in generazione".

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