In riferimento ad alcune ricostruzioni giornalistiche circa la chiusura della RSA le Civette, teniamo a precisare che la posizione della Cgil non è cambiata.
In queste settimane abbiamo organizzato la manifestazione del giorno 2 ottobre, insieme alle altre organizzazioni sindacali e al comitato dei parenti della RSA, e ciò è avvenuto a seguito dei presìdi del 14 settembre sotto la Regione toscana e sotto il Comune di Firenze.
Come CGIL chiediamo che la RSA de Le Civette resti aperta perché Firenze non può perdere una rsa pubblica: deve restare un presidio pubblico, come garanzia di qualità, per le persone anziane non autosufficienti che faccia da punto di riferimento per gli standard assistenziali.
Chiediamo maggiori risposte per i cittadini e per questo chiediamo più quote sanitarie, non meno posti: le liste di attesa sono già troppo lunghe!
Per le lavoratrici e i lavoratori che lavorano nella struttura chiediamo garanzie occupazionali; è inoltre necessario rilanciare i progetti nell’area di San Salvi sperimentando, come previsto, nuove forme di residenzialità degli anziani con i servizi sociosanitari territoriali. Tale progettualità non può prescindere dalla presenza di una RSA.
L’accordo raggiunto in Regione, che ha determinato la proroga di sei mesi della concessione da parte della USL toscana centro e il contestuale ritiro dei licenziamenti, deve servire per trovare una soluzione che garantisca i servizi ai cittadini, la garanzia dell’occupazione e il rilancio di una progettualità di San Salvi. Come CGIL continueremo a vigilare affinché si trovino soluzioni adeguate.
Firmato: Cgil, Fp, Spi Firenze
Ufficio Stampa Cgil Toscana e Firenze
