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Scuola Normale di Pisa, protesta degli allievi all'inaugurazione dell'anno accademico

(ph Fabio Muzzi)

Gli studenti contestano i possibili tagli ai fondi per la mobilità, la chiusura serale delle biblioteche e le difficoltà nella manutenzione degli alloggi

Protesta degli allievi durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico della Scuola Normale Superiore di Pisa. Gli studenti del corso ordinario hanno contestato alcune scelte della direzione, sollevando questioni legate ai finanziamenti per la mobilità individuale, agli orari delle biblioteche e alle condizioni delle strutture. La manifestazione si è svolta durante l'intervento del direttore Andrea Schiesaro, mentre gli allievi hanno occupato la scalinata.

A esprimere le critiche, a nome dei colleghi, è stato Massimo Foschi, che ha richiamato le ricadute del nuovo Piano strategico 2026-2031, approvato dal Senato accademico e dal consiglio di amministrazione il 30 settembre.

«Nel piano strategico la riforma della mobilità individuale degli allievi vedrà quasi sicuramente un marcato taglio dei fondi a disposizione di ciascuno», ha dichiarato Foschi.

Tra i punti contestati figura anche la cessazione dell'apertura serale delle biblioteche, che secondo gli studenti riduce gli spazi disponibili per lo studio e incide sulla vita collegiale. Gli allievi hanno inoltre denunciato un periodo caratterizzato da incertezza e difficoltà nella manutenzione degli edifici, sottolineando il ruolo della stabilità abitativa nel percorso accademico.

«La stabilità abitativa è garanzia fondamentale per studenti a cui viene richiesto un grande impegno a livello accademico e su queste problematiche non sempre la comunità studentesca ha incontrato la disponibilità sperata da parte della direzione», ha affermato Foschi.

Un primo confronto tra la rappresentanza studentesca e la direzione è già stato fissato per martedì prossimo.

Il Piano strategico e le misure per il diritto allo studio

Nel suo intervento, Schiesaro ha ricordato che il lavoro dell'ultimo anno è stato in larga parte dedicato alla definizione del Piano strategico 2026-2031, con l'obiettivo di consolidare la vocazione alla ricerca avanzata, l'integrazione tra formazione e ricerca, la selezione per merito e la dimensione collegiale della Scuola.

Il direttore ha inoltre illustrato alcune misure per ampliare il sostegno agli studenti provenienti da famiglie economicamente meno favorite. Per la prima volta è stata istituita una borsa di studio modulata sulla condizione economica del nucleo familiare: per gli allievi con un Isee inferiore a 40.000 euro, l'importo annuale passa da 1.280 a 5.000 euro.

«Più del 60% delle risorse che la Scuola impiega per il diritto allo studio sarà destinato alle fasce economicamente meno favorite, riconoscendo che il merito non può essere disgiunto dalla mobilità sociale», ha spiegato Schiesaro.

La Scuola garantirà inoltre l'ospitalità gratuita durante le prove scritte del concorso di ammissione ai candidati con Isee inferiore a 35.000 euro.

Il direttore ha poi annunciato l'istituzione, a partire da gennaio, di un ufficio dedicato a benessere, diversità, equità e inclusione, destinato a fungere da punto di riferimento per gli studenti e a orientarli verso i servizi competenti.

Una Scuola dottorale di ateneo

Tra le proposte contenute nel Piano strategico figura anche l'istituzione di una Scuola dottorale di ateneo, pensata per rafforzare l'organizzazione e la visibilità dei percorsi di dottorato.

L'obiettivo, ha spiegato Schiesaro, è rendere l'offerta formativa più coordinata, sostenibile e competitiva, mantenendo in capo ai collegi dei singoli dottorati la responsabilità dei contenuti scientifici e preservando l'identità dei diversi percorsi.

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