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Carcere Arezzo, sopralluogo del garante regionale: "Sbloccare subito i lavori"

La struttura ospita attualmente circa 40 detenuti a fronte di un potenziale complessivo di oltre 120 posti. "Inaccettabile un'area incompiuta mentre altri istituti versano in condizioni di grave sovraffollamento"

Si è tenuta oggi, martedì 20 ottobre, la visita istituzionale presso la Casa Circondariale di Arezzo, guidata dal Garante regionale dei diritti dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, insieme al Garante comunale Sandra Rogialli e agli assessori regionali Filippo Boni e Alessandra Nardini.

Al centro del sopralluogo, le annose criticità strutturali dell’Istituto penitenziario e la necessità urgente di rendere operativa la sezione da anni rimasta incompiuta. A fronte di un potenziale complessivo di oltre 120 posti, la struttura ospita attualmente circa 40 detenuti — con un'età media particolarmente giovane (25-27 anni) e un’incidenza di cittadini stranieri pari al 50 per cento. Un paradosso evidente nel quadro complessivo del sistema penitenziario toscano, dove la gran parte degli Istituti soffre di un grave e cronico sovraffollamento.

I lavori di restauro e modernizzazione, la cui gestione fa capo al Ministero della Giustizia che ha già ricevuto il progetto, permetterebbero di mettere a disposizione circa 70 posti all'interno di spazi completamente rinnovati e adeguati ai moderni standard trattamentali.

Durante la visita, la delegazione ha effettuato una ricognizione completa di tutti i settori della struttura, incontrando la direzione, il personale di Polizia Penitenziaria, gli operatori e una rappresentanza della popolazione detenuta per approfondire non solo gli aspetti logistici, ma anche i temi sanitari e socioassistenziali, ritenuti prioritari.

Un momento di profonda commozione si è vissuto durante la sosta presso la cella storica dell'Istituto, luogo in cui il 15 giugno 1944 vennero trucidati i fratelli Tani e Aroldo Rossi.

"Non possiamo più permetterci che un’intera sezione ristrutturata o in via di completamento resti inutilizzata per intralci burocratici o ritardi centrali. In una fase in cui gli altri istituti della Toscana versano in condizioni di grave sovraffollamento, ad Arezzo abbiamo ambienti rinnovati che potrebbero accogliere dignitosamente fino a 70 persone e che invece rimangono chiusi" dichiara il Garante regionale Giuseppe Fanfani. "Chiediamo con forza al Ministero della Giustizia un intervento risolutivo per sbloccare i lavori e consegnare alla città e alla Toscana una struttura pienamente funzionale. Accanto alla questione strutturale, resta massima l’attenzione sul piano della salute e dell’assistenza sanitaria all'interno del carcere, elementi fondamentali per garantire il rispetto dei diritti costituzionali e la dignità di ogni persona ristretta" conclude Fanfani.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio stampa

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