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Dalla Nuova Zelanda a Tavarnelle sulle tracce del padre, soldato ucciso nel 1944

Peter Hosking, 85 anni, ha visitato con la famiglia il monumento ai caduti di piazza Matteotti, dove è inciso il nome del padre Noel, sergente del 23° battaglione ucciso a La Romita durante la Liberazione. Accolto dal sindaco Baroncelli

C’è un filo invisibile, quello della grande Storia che passa attraverso i muri del tempo, rende vivi i monumenti ai caduti, costruisce ponti tra generazioni e comunità. Una trama intessuta di memoria e dignità che lega in maniera indissolubile la Nuova Zelanda e il Chianti. Un’affinità longeva, nata oltre 80 anni fa dalla partecipazione dei giovani neozelandesi alla Liberazione di Tavarnelle dall’occupazione nazifascista avvenuta nel luglio del 1944, quando decine di migliaia di soldati neozelandesi si recarono in Italia per combattere un'estenuante campagna al fianco delle forze alleate. Oltre 2000 di questi coraggiosi soldati non avrebbero mai fatto ritorno a casa. Oggi Barberino Tavarnelle e il popolo neozelandese condividono valori fondamentali tra cui l'impegno per la democrazia. Una storia che si tiene in vita anche grazie ai molti neozelandesi che fanno tappa nel comune chiantigiano per onorare i caduti e ripercorrere le tappe di questo importante capitolo della storia mondiale.

È il caso di Peter Hosking, della moglie Carol che, insieme ai figli Susan e Jim, giunti dall’altro capo del mondo, hanno fatto visita ieri al monumento ai caduti in piazza Matteotti e ricordare e commemorare il proprio familiare. Peter Hosking, 85 anni, è figlio del soldato neozelandese Noel Hosking, sergente del ventitreesimo battaglione, vittima dell’occupazione nazifascista, ucciso in località La Romita il 24 luglio 1944, all’età di 30 anni, mentre combatteva contro i nazisti in ritirata. Peter, docente universitario in pensione, del Dipartimento di Geografia presso l’Università di Auckland, ha voluto nuovamente mettersi sulle tracce del padre e ricordarlo davanti al monumento di marmo a Tavarnelle in cui è scalfito il nome del padre. Peter aveva 4 anni quando perse il padre, ciò che racconta di lui è stato riferito dalle persone che lo hanno conosciuto.

 

 

"Ho un ricordo vago di mio padre, - ha rivelato Peter - lo ricordo mentre tagliava la legna, era un insegnante di lingue e aveva una buona conoscenza dell’italiano, fece amicizia con alcuni cittadini di Tavarnelle durante le rappresaglie del luglio 1944 poichè sapeva parlare la loro lingua ed aveva un carattere gioviale. Qualcuno della comunità di Tavarnelle ricorda l’incontro che avvenne con mio padre davanti ad una tazza di tè preparata e offerta da lui stesso". "Per me è stata un’emozione speciale – ha continuato - tornare a Tavarnelle, ripercorrere i luoghi legati agli ultimi istanti di mio padre, ha un valore incredibile poter toccare il nome di mio padre sul monumento che lo ricorderà per sempre, nella terra in cui ha combattuto per la libertà e gli ideali di giustizia che perseguiva".

"Ringraziamo la famiglia neozelandese Hosking – ha dichiarato il sindaco David Baroncelli - per la loro vicinanza, insieme abbiamo ricordato, condiviso i valori democratici di unità, pace, fratellanza, diritti, che scaturirono dalla nostra Liberazione e ci uniscono al popolo neozelandese. Resistenza, amore per la libertà, amicizia legano indissolubilmente il Chianti e la Nuova Zelanda".

Le relazioni tra due comunità si alimentano periodicamente di progetti e percorsi di valorizzazione della memoria, di incontri e visite reciproche, pezzi di storia mai dimenticati, che emergono grazie all’impegno civico delle istituzioni, del mondo scolastico, delle associazioni, degli studiosi, dei professionisti dell’arte drammaturgica, delle cittadine e dei cittadini di Barberino Tavarnelle e degli amici neozelandesi.

Fonte: Ufficio Stampa Associato del Chianti Fiorentino

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