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Vandali all'Enriques, la dirigenza: "Non c'entra occupazione. Atto vandalico senza precedenti"

La dirigenza e il Consiglio d’istituto escludono collegamenti con l’occupazione studentesca: "Delirio di onnipotenza devastatrice senza ragioni"

"A fronte delle notizie diffuse in questi giorni dai media, il Consiglio d’Istituto, la Dirigenza scolastica e tutta la Comunità dell’ISIS Federigo Enriques di Castelfiorentino tengono a precisare che quanto accaduto venerdì 16 ottobre non può e non deve assolutamente essere ricondotto ad un tentativo di occupazione studentesca -che di fatto non c’è stata-, quanto all’ennesimo atto vandalico perpetrato ai danni dell’Istituto in questi ultimi tre anni", così in una nota firmata dalla dirigente dalla presidente del consiglio di istituto dell'ISS Federigo Enriques di Castelfiorentino, commentando gli atti vandalici che hanno interessato alcuni locali della scuola. L'istituto resta al momento chiuso a causa dei danni provocati ai locali, in attesa degli interventi di pulizia e le verifiche della Città Metropolitana.

L'istituto, quindi, tiene a precisare che il tentativo di occupazione non ha niente a che vedere con i ragazzi che sono entrati nell'istituto dove hanno svuotato gli estintori e lanciato banchi e sedie; non sarebbe nemmeno la prima volta: "Non è la prima volta che ignoti delinquenti (chiamiamoli con il nome che si meritano) si sono introdotti nel plesso forzando gli ingressi e vuotando gli estintori" e in un caso nel 2025, "scrivendo slogan della subcultura di ribellione giovanile ed addirittura frasi razziste e simboli nazisti sulla serra, dopo aver stroncato gli alberelli del frutteto didattico".

Eppure, si legge nella nota, "mai si era arrivati a tanto come stavolta": "Il video che è circolato sui social prima di essere ritirato mostra un’esaltazione della violenza vandalica che non ha precedenti nella storia del nostro Istituto e di questo territorio. È un delirio di onnipotenza devastatrice senza ragioni, se non quello del distruggere fine a se stesso. È una violenza che ci ha colpiti tutti brutalmente e inaspettatamente. È una violenza che ci ha privato della libertà di fare ed essere scuola, di vivere pienamente e serenamente la nostra comunità. È una violenza soprattutto contro gli studenti più fragili e le loro famiglie, per i quali la scuola rappresenta ogni giorno uno spazio sicuro e accogliente dove crescere ed imparare insieme ai compagni. È una violenza contro il diritto costituzionalmente garantito di dissentire e manifestare, nel rispetto dei beni comuni e della legalità, come sempre si insegna nelle aule di una scuola. È una violenza che fa male. Ma che non ci piega. Orgogliosi di essere scuola. Orgogliosi di essere l’Enriques. Siamo fiduciosi del lavoro delle forze dell’ordine e degli organi inquirenti. Ci sono responsabilità individuali che dovranno essere accertate e fatte oggetto di  azioni giudiziarie. Perché chi delinque non rimanga impunito".

"Il nostro impegno è riaprire la scuola e riprendere al più presto le lezioni e tornare tutti insieme a vivere il nostro quotidiano nelle aule e nei laboratori. Non c’è forza più grande di quella che reagisce alla violenza con l’arma pacifica dell’educazione e dell’istruzione. Tutti insieme rivendichiamo il diritto all’istruzione, che è fondamento universale e baluardo di democrazia. Tutti insieme ripudiamo la violenza gratuita di chi, vandalizzando la scuola, nega la libertà. Ringraziamo quanti fino ad oggi hanno espresso solidarietà alla nostra comunità scolastica. La scuola vive come bene comune nella condivisione dei valori fondamentali della più ampia comunità sociale del territorio. Aver cura della scuola è l’impegno condiviso di ognuno di noi. Ricordiamocelo sempre: “Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere (Piero Calamandrei)", così conclude la nota.

 

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