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Donne al Centro, un questionario sulle pari opportunità rivolto ai cittadini

Illustrato nella sede di Confesercenti il questionario rivolto alla cittadinanza. I contributi raccolti alimenteranno un confronto pubblico sulle condizioni dell’autonomia delle donne e saranno restituiti in un convegno nel primo semestre del 2027

“Donne al centro”, la rassegna promossa dal Comune di Empoli e dalla Commissione Pari Opportunità, torna dal 20 ottobre al 26 novembre 2026 con un calendario di eventi - tutti declinati al femminile - molto fitti. Fra di essi quest'anno spicca un’iniziativa inedita: un progetto che invita i cittadini a interrogarsi sulla distanza tra i diritti riconosciuti e le possibilità di esercitarli. Si tratta di un questionario rivolto alla comunità empolese, formulato in dieci domande a crocette, le cui risposte saranno analizzate dai promotori affinché possano tradursi in misure concrete.

Il questionario, intitolato “A proposito di cittadinanza attiva: diteci la vostra opinione”, intende raccogliere il punto di vista di uomini e donne su temi che riguardano la qualità della vita, la fruizione della città, i servizi e gli ostacoli che ancora limitano le pari opportunità e la partecipazione delle donne al lavoro e all’impegno sociale.

L'iniziativa è stata presentata questa mattina, mercoledì 21 ottobre, alle 12, nella sede di Confesercenti Empolese Valdelsa. “Diritti scritti, vite reali. Dal diritto di scegliere alle condizioni per poterlo fare”, è a cura della Fondazione RIGEL ETS. Al centro dell’incontro c'era proprio il lancio di “La domanda alla città”, una consultazione pensata per raccogliere percezioni, osservazioni e priorità sulle condizioni che incidono sull’autonomia delle donne e sulla loro partecipazione alla vita economica e sociale.

L’incontro è stato moderato da Carlo Mochi Sismondi, componente del consiglio di amministrazione della Fondazione RIGEL ETS e presidente di FORUM PA. "Il questionario non è un sterile ricerca fine a sé stessa - ha dichiarato Sismondi. - Abbiamo intenzione di portare all'attenzione della cittadinanza i risultati che emergeranno, per poi cercare di renderli operativi al fine di migliorare la qualità della vita delle donne nella nostra città con interventi concreti".

La consultazione ha finalità di ascolto civico: i contributi offriranno elementi per individuare temi ricorrenti, bisogni e priorità da approfondire. La partecipazione è volontaria e la raccolta delle risposte non costituisce un’indagine statisticamente rappresentativa dell’intera popolazione.

" 'Donne al centro' nasce dalla partecipazione di tante realtà che hanno scelto di mettere in comune idee, competenze ed energie intorno al tema dell’autonomia femminile – afferma l’assessora Valentina Torrini, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Empoli. – La proposta della Fondazione RIGEL arricchisce questo lavoro con un’occasione di ascolto aperta alla cittadinanza. Comprendere come le persone vivono la città, quali ostacoli incontrano e quali bisogni esprimono è un contributo importante al confronto sulle pari opportunità. Invitiamo le cittadine e i cittadini a partecipare e le realtà della rassegna a far conoscere il questionario nelle proprie reti".

Dopo il saluto istituzionale di Valentina Torrini, i ringraziamenti della presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Empoli, Maria Cira D’Antuono, Antonella Ninci, presidente della Fondazione RIGEL ETS, ha aperto la presentazione del progetto, illustrandone le ragioni, gli obiettivi e le tappe.

Il progetto nasce da una constatazione: il riconoscimento formale di un diritto non sempre coincide con la possibilità di esercitarlo nella vita quotidiana. A incidere su questa distanza sono le condizioni economiche e lavorative, la distribuzione delle responsabilità di cura, l’accesso ai servizi, i contesti culturali e l’organizzazione della vita collettiva.

L’iniziativa si sviluppa intorno a quattro ambiti: autonomia economica e qualità del lavoro; tempo, responsabilità di cura e libertà personale; dignità, sicurezza e libertà dalla violenza; voce, autorevolezza, rappresentanza e partecipazione alle decisioni.

"Il riconoscimento dei diritti è una conquista fondamentale, ma la libertà di scegliere richiede condizioni concrete per poterlo fare – dichiara Antonella Ninci, presidente della Fondazione RIGEL ETS –. Per le donne queste condizioni riguardano il lavoro e l’autonomia economica, il tempo disponibile, la possibilità di condividere le responsabilità di cura, la sicurezza e lo spazio riconosciuto alla propria voce nelle decisioni. Con “Diritti scritti, vite reali” vogliamo comprendere come questa distanza venga percepita nella vita quotidiana e quali cambiamenti siano ritenuti prioritari".

"Tre parole accompagnano il nostro progetto: ascolto, rete, futuro – prosegue Ninci –. Ascolto, per conoscere bisogni, ostacoli e proposte della comunità; rete, per coinvolgere associazioni, istituzioni e realtà del territorio in un percorso comune; futuro, perché i contributi raccolti possano orientare il confronto sulle opportunità da costruire. La Fondazione si impegna ad analizzarli e a restituirli pubblicamente: chiediamo alla città di partecipare a un percorso che avrà un seguito, nel quale la conoscenza delle esperienze quotidiane possa incontrare le competenze scientifiche e le responsabilità istituzionali".

Il questionario è accessibile tramite il QR code e sarà diffuso anche attraverso i canali delle associazioni e degli enti del territorio, che contribuiranno a condividerlo con i propri associati. Il questionario è inoltre disponibile sul sito della Fondazione Rigel, all’indirizzo https://fondazionerigel.it/ e a questo link: https://tinyurl.com/yj782aa2

La compilazione sarà possibile fino al 30 novembre 2026.

La partecipazione è volontaria. Prima dell’invio delle risposte è possibile interrompere la compilazione. Le informazioni sulle finalità e sulle modalità di trattamento dei dati sono riportate nell’informativa che accompagna il questionario.

Così la presidente della Commissione pari Opportunità del Comune di Empoli, Maria Cira D’Antuono: "Iniziative come questa ci ricordano che parlare di pari opportunità significa andare oltre il riconoscimento formale dei diritti e interrogarsi su quanto siano realmente accessibili nella vita di tutti i giorni. L’autonomia delle donne, la possibilità di scegliere liberamente il proprio percorso, la conciliazione tra vita e lavoro, la condivisione delle responsabilità di cura e la partecipazione alla vita pubblica sono questioni che riguardano l’intera comunità. Per questo invitiamo la cittadinanza a partecipare alla consultazione: ogni contributo può aiutarci a comprendere meglio la nostra realtà e a individuare nuove prospettive di cambiamento".

"Nella nostra associazione, le imprese che rappresentiamo vedono impegnate molte donne sia alla guida che come forza lavoro - aggiunge Ilaria Scarselli, presidente Confesercenti Empolese-Valdelsa -. Presentare “Diritti scritti, vite reali” della Fondazione RIGEL ETS nella nostra sede ci è sembrato un buon punto di partenza per portare anche il nostro contributo al tema. Storicamente Confesercenti rappresenta e sostiene il mondo delle imprese, ma abbiamo l'attenzione anche ai temi sociali e di supporto e sviluppo alla persona. Questo perché le imprese sono fatte da persone e se non ne consideriamo le necessità e supportiamo il loro benessere, il sistema impresa perde il suo potenziale. Alle varie attività dedicate all'imprenditoria femminile che già facciamo, in questo periodo affiancheremo la diffusione del questionario a tutte le nostre imprese".

Il percorso pone al centro anche le responsabilità delle istituzioni e delle organizzazioni nel creare condizioni favorevoli all’autonomia e alla partecipazione.

«Rendere effettivi i diritti richiede istituzioni e organizzazioni capaci di riconoscere gli ostacoli che le persone incontrano e di tenerne conto nelle proprie decisioni – osserva Rossella Orlandi –. L’accessibilità dei servizi, l’organizzazione dei tempi e la valutazione degli effetti delle scelte pubbliche incidono concretamente sull’autonomia delle donne. Il valore di questo percorso sta anche nell’impegno a dare seguito all’ascolto: restituire alla comunità ciò che emergerà e farne una base di confronto sulle priorità e sulle possibili risposte».

La lettura delle condizioni sociali e culturali permette, a sua volta, di comprendere come le diverse dimensioni della vita quotidiana siano strettamente collegate.

«L’autonomia delle donne dipende da un insieme di condizioni che devono essere considerate nelle loro relazioni – sottolinea Rita Biancheri –. Il lavoro e il reddito si intrecciano con la disponibilità di tempo, la distribuzione della cura, l’accesso ai servizi e il riconoscimento sociale. Anche le aspettative e gli stereotipi possono restringere le possibilità di scelta. Ascoltare le percezioni della cittadinanza aiuta a mettere a fuoco queste connessioni e a interrogarsi sulle condizioni che consentono a una libertà riconosciuta di diventare una possibilità reale».

La presentazione nell’ambito di “Donne al centro” costituisce il primo passo di un percorso che proseguirà con l’analisi dei contributi e la preparazione di un convegno previsto a Empoli nel primo semestre del 2027.

L’appuntamento sarà dedicato alla restituzione pubblica degli esiti della consultazione e al loro approfondimento attraverso il confronto con competenze scientifiche, istituzioni, associazioni e realtà del territorio.

Il programma di "Donne al Centro"

Il ricco programma di “Donne al centro” proseguirà venerdì 23 ottobre, alle 17, al Chiostro degli Agostiniani (via dei Neri, 15 Empoli) con la mostra “I colori del riscatto. Il viaggio di Diana: dall’arte negata alla libertà espressiva di Donne al Centro” a cura di Colori Soc. Cooperativa Sociale Onlus.

Una mostra che vuole dare spazio a una ospite della Rsa Le Chiassatelle di Empoli, un'artista che fino ad ora non ha potuto esprimere la sua arte a causa del suo vissuto (nata e cresciuta in una famiglia patriarcale). Per lei, il 23 ottobre sarà una giornata di riscatto, per tutti invece può esistere un modello assistenziale che attenziona i bisogni più profondi delle ospiti.

Alle 17.45, ci spostiamo nel Cenacolo degli Agostiniani, per il Talk “Chi cura chi cura”, a cura di ATR Italia, Soroptimist International Valdarno Inferiore, AIMA, Algea, SDS Empolese Valdelsa Valdarno. Sarà affrontato il tema del caregiver da diverse prospettive: il peso dell’assistenza familiare, il rischio di burnout, le difficoltà legate alle malattie croniche, rare e neurodegenerative, ma anche le possibilità concrete di sostegno e di accesso ai servizi. Si parlerà di persone che spesso devono conciliare il lavoro, la famiglia e l’assistenza, arrivando talvolta a sacrificare il proprio tempo, la propria salute e la propria vita sociale.

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