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Impianti energie rinnovabili a San Miniato, Guazzini: "Definire un piano su aree idonee e inidonee"

Manola Guazzini (foto da Facebook)

Riceviamo e pubblichiamo di seguito una mozione, depositata dalla consigliera comunale del Gruppo Misto Manola Guazzini, "per una regolamentazione urbanistica degli impianti di energie rinnovabili" nel Comune di San Miniato.

PREMESSO CHE

1)-si moltiplicano in tutto il territorio comunale i permessi per realizzare impianti di produzione di energia fotovoltaica, che vengono rilasciati con determinazione del Dirigente Urbanistica e Attività Produttive sulla base di conferenze di servizi, a partire da richieste di proprietari di terreni che vengono esaminate caso per caso, in assenza di una regolamentazione generale; la questione fu sollevata all'attenzione del Consiglio Comunale di San Miniato attraverso un'interpellanza relativa alla realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra con potenza prevista di 8013,60 Kwp in terreni di proprietà privata situati a San Miniato Basso tra Via Castellonchio, via delle Viole nel Comune di Fucecchio e la linea ferroviaria Firenze-Pisa, in aree classificate come agricole dagli strumenti urbanistici vigenti, autorizzata con prescrizioni con determinazione n.305 del 26 marzo 2025;

2)-in precedenza, sempre sulla base di un'interpellanza, il Consiglio Comunale aveva discusso nel novembre 2024 di un appello inviato dalla coalizione TESS, "Transizione Ecologica Senza Speculazione", a tutti i Sindaci e i gruppi consiliari della Toscana in data 11 ottobre 2024: l'appello si proponeva, -in un contesto normativo in cui le Regioni erano chiamate a individuare entro il 2 Gennaio 2025, le aree idonee e quelle non idonee all'installazione di impianti di produzione di energie rinnovabili, tra cui l'eolico e il fotovoltaico, -di evitare “una proliferazione incontrollata di progetti di impianti, sotto la spinta degli incentivi miliardari e delle modifiche al quadro normativo che rendono inefficaci ogni vincolo paesaggistico ed ambientale”, ed evidenziava “i rischi legati al consumo di suolo agricolo, al dissesto idrogeologico, all’abbattimento di boschi e alla perdita di biodiversità delle aree naturali", proponeva infine modalità per raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano Energetico Europeo per il 2030 “senza consumare altro suolo, senza degradare gli ambienti naturali e il paesaggio”; e chiedeva ai Sindaci di supportare l'iniziativa, anche richiedendo eventualmente atti legislativi specifici alla Regione Toscana, e individuando aree idonee nel proprio territorio secondo i criteri indicati;

3)-in risposta a tale interpellanza l'Amministrazione Comunale aveva assicurato circa l'esistenza di una bozza di legge regionale, che era stata sottoposta all'ANCI e che appariva ispirata piuttosto a un restringimento che a un allargamento delle aree idonee; sulla base di principi generali condivisibili (aree marginali che non comportino consumo aggiuntivo di suolo né sottrazione di aree all'attività agricola); e aveva dichiarato di non essere a conoscenza di mappe delle aree idonee nel Comune di San Miniato;

4)-in contrasto con tali rassicurazioni le richieste e i progetti di impianto sembrano proliferare in tutto il territorio del Comune, e in particolare il Presidente della Consulta di San Donato in una lettera al Sindaco di San Miniato in data 30 settembre 2026, pubblicata sui social, lamenta l'esistenza di un grosso progetto privato di un impianto fotovoltaico a ridosso dell'abitato di San Donato, con conseguenze ulteriormente penalizzanti per una frazione su cui si concentrano una pressione edificatoria eccessiva, criticità idrauliche e infrastrutturali e ricadute, in termini di qualità dell'aria, di numerosi impianti di depurazione vicini;

5)-si ha notizia di proteste contro la realizzazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici in comuni vicini, da Santa Croce sull'Arno a Santa Maria a Monte all'area della Valdera, dove, al tema dell'impatto ambientale si aggiunge l'opposizione di movimenti e associazioni per il fatto che l'impianto di Lavaiano è stato proposto dalla società a società Spv Energy E32, controllata dall’israeliana Shikun & Binui Ltd, azienda inserita nella black list dell’Onu perché compromessa in attività economiche nei territori palestinesi illegalmente occupati da Israele e coinvolta, tramite una società satellite, nella costruzione della barriera che circonda la striscia di Gaza;

CONSIDERATO CHE

1)-la sostituzione di fonti fossili con fonti rinnovabili è un obiettivo strategico, irrinunciabile e urgente, ma proprio per questo deve essere realizzato in un clima di consenso sociale che è reso impossibile da scelte di localizzazione inappropriate, dall'adozione delle richieste, delle disponibilità e degli interessi dei proprietari terrieri come unico criterio di scelta, dall'assenza di trasparenza sui soggetti imprenditoriali coinvolti;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A

1)-sottoporre a un prossimo Consiglio Comunale, previa discussione nelle commissioni consiliari competenti l'approvazione di un documento di criteri per l'individuazione delle aree idonee (privilegiando ad esempio gli spazi liberi all'interno delle aree artigianali, industriali e commerciali, la fascia intermedia tra ferrovia e superstrada, le aree laterali alla Bretella del Cuoio) e delle aree inidonee (tutte quelle che hanno una valenza di produzione agricola o una valenza paesaggistica, e le aree di fragilità idrogeologica);

2)-sulla base di tale documento incaricare un gruppo di tecnici (possibilmente gli stessi progettisti del Piano Strutturale) per definire un piano delle aree idonee e non idonee, da portare in discussione e approvare, previa consultazione con la cittadinanza e con i soggetti sociali interessati, entro 8 mesi;

3)-in attesa della definizione di tale strumento sospendere le autorizzazioni a impianti di produzione di energie rinnovabili non ancora emanate;

4)-sollecitare l'Amministrazione Regionale a definire uno strumento, e chiederne la collaborazione.

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