Decreti Sicurezza, Piero Pelù: "I giovani vanno ascoltati e non repressi"

«Se i giovani hanno qualche cosa da dire vanno ascoltati e non repressi». Piero Pelù interviene sulle mobilitazioni studentesche e giovanili degli ultimi giorni, criticando il ricorso ai decreti sicurezza e chiedendo alle istituzioni di affrontare le ragioni del dissenso. Il cantante ha parlato a margine della consegna del premio Amnesty International a Firenze.
«Naturalmente andare avanti a botte di Decreti sicurezza non risolverà nessun problema, anzi non farà altro che aumentare le divisioni e creare divisioni è criminale», ha dichiarato Pelù, riferendosi alle proteste che hanno coinvolto anche le scuole superiori fiorentine.
L'artista ha sottolineato la necessità di mantenere aperto il dialogo con le nuove generazioni, richiamando la propria esperienza familiare e l'attenzione riservata alle mobilitazioni in corso. «Quindi bisogna sempre tenere alto il livello di comunicazione con i giovani», ha affermato, aggiungendo di seguire le pagine degli istituti superiori di Firenze, dove in questi giorni sono state occupate oltre una decina di scuole.
Pelù ha descritto gli studenti come ragazzi «estremamente lucidi, attenti e che hanno bisogno di essere ascoltati». Un ascolto che, secondo il cantante, non può limitarsi alle dichiarazioni pubbliche: «Ma non solo a voce - aggiunge - devono essere ascoltati con i fatti».
Tra le questioni indicate figurano il diritto allo studio e la possibilità per gli studenti fuori sede di sostenersi economicamente. Pelù ha collegato questi temi al futuro del Paese e alla crescente partenza dei giovani verso altri Paesi europei, dove, a suo giudizio, possono trovare condizioni più favorevoli.
«Sono cose fondamentali per il futuro di questo Paese che si sta spopolando perché le nuove generazioni se ne vanno in giro per l'Europa dove hanno trattamenti infinitamente migliori di quelli che offre l'Italia», ha osservato. Una tendenza che, ha aggiunto, «qualsiasi governo deve deve prendere in considerazione», altrimenti «saremo un Paese di persone anziane, dove, tra l'altro, nessuno pagherà per le nostre pensioni».
Il commento sulle parole di Marracash
Pelù ha infine commentato l'affermazione del rapper Marracash, «con le buone non si ottiene niente», pronunciata a proposito delle proteste giovanili. «Detta da un artista fa un po' paura questa frase, effettivamente», ha dichiarato il cantante.
Per Pelù, sostenere che con le buone non si ottenga nulla equivale a rinunciare al confronto: «Quando si dice con le buone non si ottiene niente, vuol dire che non si ha voglia proprio di dialogare. E quando non c'è il dialogo, c'è solo violenza e razzismo».