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Sicurezza sul lavoro, Livith è la prima in Europa a certificare un dispositivo anticaduta secondo la nuova norma UE

L'azienda toscana, leader nel settore dei sistemi anticaduta per lavori in quota, ottiene la certificazione con quasi un anno di anticipo sull’obbligo europeo del 9 agosto 2027. Quasi il 31% dei decessi sul lavoro avviene per caduta dall'alto

Livith S.p.A., azienda toscana leader nel settore dei sistemi anticaduta per lavori in quota e in ambienti confinati, è la prima in Europa a ottenere, con il dispositivo di ancoraggio permanente Rigid, la marcatura CE secondo la nuova norma europea EN 17235. Il certificato di conformità è stato rilasciato da TÜV il 20/10/2026. L’azienda arriva, quindi, al traguardo con quasi un anno di anticipo sul 9 agosto 2027, data a partire dalla quale questa norma sarà obbligatoria per tutti i produttori europei.

La certificazione si inserisce in una settimana dedicata alla prevenzione: dal 19 al 24 ottobre si celebra infatti la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, promossa dall’Agenzia europea EU-OSHA. Un’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza della tutela dei lavoratori e della prevenzione dei rischi professionali, anche in attività particolarmente esposte come i lavori in quota.

Oltre al primato europeo sull’assegnazione del certificato di conformità secondo la nuova normativa CE per il dispositivo Rigid, Livith ha raggiunto un ulteriore traguardo, diventando l’unica azienda europea di dispositivi di ancoraggio ad aver certificato il proprio laboratorio ai sensi della norma UNI CEI ISO/IEC 17025. Si tratta di un risultato di grande valore industriale, frutto di un percorso di lavoro di due anni che ha portato al superamento di rigorose verifiche, a testimonianza della capacità dell’impresa di innovare, mettendo in campo investimenti significativi e competenze altamente specializzate.

Il prodotto

Il prodotto che ha ricevuto la marcatura CE, Rigid, è un dispositivo di ancoraggio anticaduta a ridotto impatto estetico, studiato per essere integrato all’interno del manto di copertura sotto alle tegole. È realizzato in acciaio inox AISI 316 ed è idoneo per l’uso da parte di un operatore. Per la sua certificazione Rigid è stato sottoposto a diverse serie di prove e di mock-up, sia quelli standard previsti dalla norma sia su precise configurazioni su legno della tipologia di costruzione maggiormente in uso in Italia (una configurazione in cui le viti attraversano tutto il pacchetto di copertura). I risultati attesi hanno confermato la piena conformità del dispositivo e hanno consentito la marcatura CE. La scelta di partire proprio da un sottotegola non è dunque casuale: in Italia è il dispositivo che ha aperto il mercato dell’anticaduta e che ancora oggi ne rappresenta il simbolo.

Un unico standard per tutta l’Europa: cosa cambia con la nuova norma

La EN 17235 è destinata a cambiare il mercato europeo della sicurezza in quota. Per anni il settore ha convissuto con una situazione normativa complessa, caratterizzata dalla mancanza di un criterio comune per certificare gli ancoraggi installati stabilmente sugli edifici e da regolamentazioni differenti per ogni Paese. In Italia, la norma nazionale è stata ritirata a giugno 2026, in vista del nuovo standard.

Con la EN 17235, armonizzata dalla Commissione europea a febbraio 2026, si chiude quindi una lunga stagione di incertezza normativa. Dal prossimo 9 agosto, per la prima volta, i dispositivi su cui il lavoratore aggancia la propria imbracatura entrano a pieno titolo tra i prodotti da costruzione: devono perciò superare le stesse prove ed essere sottoposti a controlli indipendenti in tutti i Paesi dell’Unione europea.

Una filiera italiana da quasi un miliardo

Che il primo passo verso il nuovo mercato unico europeo parta dall’Italia non è un caso. L’Italia è uno dei mercati europei in cui la linea vita e l’ancoraggio permanente hanno raggiunto la maggiore diffusione, e dove si è sviluppata una delle filiere produttive più articolate del continente, sostenuta da una cultura normativa costruita in vent’anni. In più, la Toscana, regione in cui ha sede Livith, è stata la prima regione a regolamentare la sicurezza delle coperture (2005); sulla sua scia sono intervenute Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Marche, Campania, Basilicata, Sicilia e altre, che hanno introdotto l’obbligo di utilizzo di sistemi di protezione permanenti per costruire, ristrutturare e manutenere i tetti in sicurezza.

Intorno a queste regole è nato un distretto industriale diffuso dedicato alla sicurezza in quota e un ecosistema di produttori e professionisti che, secondo le stime degli operatori del settore, vale complessivamente quasi un miliardo di euro.

Sicurezza sul lavoro in Italia: quasi il 31% degli infortuni mortali avviene per caduta dall’alto

Le morti sul lavoro restano una delle emergenze più gravi del Paese. Secondo l’ultimo Rapporto Inail 2025 sui dati del sistema Infor.MO, focalizzato sul decennio 2013-2022, la prima causa di infortunio mortale sono le cadute dall’alto o in profondità, che si attestano al 30,8%. Di queste, il 49,9% avviene nel settore delle costruzioni.

Nei casi di caduta dall’alto, il punto da cui il lavoratore precipita è più spesso un’attrezzatura per il lavoro in quota, come una scala, un ponteggio o un trabattello (32,5%). Seguono i tetti e le coperture (26%) e le altre parti sopraelevate degli edifici (14,7%).

“Con la EN 17235 nasce un quadro della sicurezza in quota regolato per la prima volta da criteri armonizzati per tutti i Paesi UE, dando il via a un vero e proprio mercato europeo del settore – dichiara Giacomo Di Furia, Chairman di Livith –. Siamo orgogliosi di essere i primi in Europa a raggiungere questo traguardo e non sarebbe stato possibile senza la continua volontà di innovare che caratterizza la nostra squadra da sempre: Livith nasce da un gruppo di giovani ingegneri che ha investito fin da subito nel valore delle persone e delle competenze, raggiungendo risultati straordinari dal 2014 a oggi sia in termini economici sia in termini di responsabilità sociale d’impresa, a cominciare dalla certificazione di parità di genere. Questo è però innanzitutto un risultato per chi ha a cuore la sicurezza sul lavoro: avere standard elevati e uguali per tutti a livello europeo è una conquista che migliorerà la qualità dei prodotti sul mercato ed è su questo terreno che Livith intende fare la propria parte, ottenendo la certificazione CE di tutti i nostri prodotti nei prossimi mesi”.

Livith S.p.A.

Livith nasce nel 2014 a Montespertoli (Firenze) dall’intuizione di un gruppo di giovani imprenditori. Progetta, produce e distribuisce dispositivi, sistemi e software per la sicurezza di chi lavora in altezza e in ambienti confinati: ancoraggi, linee vita, parapetti, scale, passerelle e sistemi di accesso e soccorso. Livith è il primo operatore sul mercato italiano del settore e i propri valori aziendali sono ispirati all’innovazione e all’inclusione: è stata una delle prime aziende in Italia a creare un software che valorizza l’inclusione delle persone nei contesti aziendali attraverso l’uso dell’IA e nel 2025 ha ottenuto la certificazione di parità di genere UNI:PdR 125:2022. Livith è il cuore di Livith Societies, un ecosistema di sette imprese con sedi in Italia, Spagna e Romania, oltre 120 collaboratori e un fatturato consolidato di circa 22 milioni di euro. A ottobre 2026 l’azienda ha ottenuto la marcatura CE secondo la nuova norma europea EN 17235 sul suo dispositivo di ancoraggio permanente Rigid, risultando la prima nel mercato europeo. Nello stesso periodo, Livith è diventata l’unica azienda europea di dispositivi di ancoraggio ad aver certificato il proprio laboratorio ai sensi della norma UNI CEI ISO/IEC 17025.

Fonte: Ufficio Stampa

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