gonews.it

Flc Cgil e Cgil Siena sostengono le mobilitazioni degli studenti nelle scuole senesi

I sindacati ringraziano il personale scolastico che ha scelto il dialogo e condannano i danneggiamenti, che però non devono delegittimare tutta la mobilitazione. Chiedono di non rispondere solo con misure securitarie e repressive e di ascoltare le richieste delle nuove generazioni

Come FLC CGIL e CGIL Siena sosteniamo le mobilitazioni che in questi giorni stanno attraversando le scuole del nostro territorio, dal Marconi al Roncalli, dal Monna Agnese a tutti gli altri Istituti in cui ragazze e ragazzi stanno scegliendo di far sentire la loro voce.

Vedere le coscienze dei giovani risvegliarsi, vederli interrogarsi sul presente e sentire il bisogno di essere protagonisti del proprio futuro è una buona notizia per la democrazia. In un tempo in cui spesso si dipingono le nuove generazioni come disinteressate e distanti dalla partecipazione, il loro desiderio di prendere parola e di mobilitarsi è un segnale importante, che merita ascolto e rispetto.

Un riconoscimento particolare va a tutto il personale scolastico che in questi giorni ha scelto la strada del dialogo, cercando di comprendere le ragioni degli studenti, accompagnarli nel confronto e garantire loro spazi adeguati per esprimersi. È anche questo il senso più profondo della scuola: non soltanto trasmettere conoscenze, ma educare alla cittadinanza, al confronto e alla partecipazione democratica. Un lavoro prezioso, che richiede sensibilità, competenza e capacità di ascolto.

Naturalmente manifestare nel rispetto delle persone e degli spazi comuni è fondamentale. I danneggiamenti e i comportamenti scorretti non vanno giustificati, ma non possono neppure diventare il pretesto per delegittimare un'intera mobilitazione. Gli episodi di pochi non possono cancellare l'impegno e la partecipazione pacifica della maggioranza degli studenti e delle studentesse.

Leggiamo sui social commenti di disprezzo. Allora se è vero che la violenza va condannata sempre, è altrettanto vero che non si può affrontare solo in chiave securitaria e repressiva questo allarme di una generazione invisibilizzata, che si ribella ad un destino fatto di guerre che non vogliono combattere, di una crisi climatica ed ambientale che qualcuno pensa di risolvere con un ritorno al nucleare, di un futuro di lavoro povero, precario ed insicuro che li costringerà ad emigrare. Per arginare la violenza è necessario costruire non violenza, ascoltare le piazze, interrogarsi sulle domande che queste mobilitazioni ci pongono e costruire dialogo e pace sociale.

Come FLC CGIL e CGIL Siena crediamo che una scuola democratica debba saper accogliere anche le voci scomode, sostenere il dissenso responsabile e dare risposte concrete ai problemi sollevati.

Una generazione che si interroga, che prende posizione e che chiede di essere ascoltata non è un problema da contenere, ma una risorsa da valorizzare. Sta anche alle istituzioni, alla politica e alla società tutta dimostrare di essere all'altezza di questa richiesta.

Fonte: Ufficio stampa CGIL Siena

Exit mobile version