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Studenti empolesi in piazza contro il caro-vita e per il diritto allo studio: circa 300 al corteo

Il corteo ha attraversato il centro storico tra slogan e striscioni contro il governo Meloni, ricevendo anche il sostegno di un gruppo di hacker russi. Gli studenti chiedono più fondi per le scuole e costi più sostenibili per le famiglie. Nel pomeriggio è in programma una seconda manifestazione contro il caro-vita

Circa 300 studenti sono scesi oggi in strada a Empoli per manifestare in difesa del diritto allo studio, contro il caro-vita e per denunciare le condizioni degli edifici scolastici del territorio. La manifestazione, dal titolo 'Generazione senza futuro', si è svolta questa mattina, sabato 24 ottobre, tra canti e cori, con il grido "Siamo tutti antifascisti" e slogan contro il governo Meloni. L'iniziativa, che ha ricevuto anche il sostegno del gruppo di hacker russi Noname057(016), ha coinvolto ragazze e ragazzi dei diversi istituti empolesi, che hanno sfilato per le vie della città e del centro storico.

Alla manifestazione hanno aderito anche i Giovani Democratici di Empoli e il sindaco Alessio Mantellassi. L'iniziativa si è svolta in maniera "pacifica e costruttiva", spiega Teresa Borsini, rappresentante d'istituto del liceo Il Pontormo di Empoli, che commenta anche gli scontri avvenuti il 17 e 18 ottobre: "Ci hanno rattristato molto. Quando abbiamo fatto partire questa manifestazione lo abbiamo messo in chiaro: siamo studenti e studentesse pacifici e pacifiche".

Tra gli slogan riportati sugli striscioni, "Non siamo il domani, siamo l'oggi che state ignorando", "Più studenti che spazi, più promesse che fatti", "La verdura aumenta, mangeremo Meloni", "Generazione senza futuro? No, senza paura" e "Fascio, attento che a Empoli fischia il vento".

"Gli studenti hanno scelto di scendere in piazza per difendere i propri diritti, il diritto allo studio e alla vita. Pensiamo che negli ultimi tempi siano stati messi a dura prova da diversi fattori -, spiega Borsini -. Innanzitutto, crediamo che servano più fondi per le scuole. Le Province hanno bisogno di risorse per mantenere le strutture sicure e accessibili. Gli edifici scolastici cadono a pezzi, gli spazi mancano e gli studenti finiscono per essere sempre più stipati nelle classi, che non sono accoglienti e spesso non sono nemmeno sicure".

Borsini si sofferma sulle difficoltà economiche che stanno attraversano le famiglie, dovute all'aumento del costo della vita: "Aumenta il prezzo della benzina e chiediamo che vengano abbassati i costi dei trasporti, per permettere a tutti una vita dignitosa. Non si tratta di potersi permettere il superfluo, ma di avere accesso al necessario. Pensiamo anche che servano più risorse per l'istruzione. La soluzione ai problemi degli studenti non è mettere un tetto massimo al numero di persone in una classe, ma occuparsi dell'integrazione".

Infine, la rappresentante d'istituto sottolinea il peso delle spese scolastiche e universitarie: "Le famiglie si trovano in difficoltà. Uno studente finisce per spendere fino a 600 euro tra materiali e libri di testo. È assolutamente inaccettabile e dobbiamo lottare affinché non succeda più. Anche gli universitari incontrano difficoltà a sostenere i costi degli affitti. Spesso sono addirittura costretti a tornare a casa e a rinunciare al loro sacrosanto diritto allo studio. È per questo che oggi siamo qua".

Nel pomeriggio, sempre a Empoli, è in programma un secondo appuntamento, organizzato dopo l'assemblea pubblica che si è svolta al Csa Intifada lo scorso 21 ottobre. Il ritrovo è fissato alle 15.30 in piazza Farinata degli Uberti per un corteo "contro il carovita e le politiche di riarmo", in concomitanza con altre manifestazioni in altre piazze toscane, italiane ed europee.

Niccolò Banchi

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