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Si chiude il Festival delle Regioni: firmata l'Agenda di Firenze

Sanità, fondi di coesione, lavoro, giovani e transizione energetica: le priorità emerse dal confronto tra le Regioni per i prossimi mesi

Dopo tre giorni di incontri e lavori nelle commissioni, si chiude in Toscana il quinto Festival delle Regioni e delle Province autonome, con la firma dell'Agenda di Firenze. Il documento raccoglie le riflessioni e le priorità emerse dal confronto tra i presidenti e i rappresentanti istituzionali, indicando un percorso comune per affrontare le principali sfide del Paese. Non un punto di arrivo, ma una base di lavoro per i prossimi mesi, fondata sulla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali e sulla valorizzazione delle esperienze maturate nei territori. Al termine della manifestazione, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si è riunita in plenaria per tracciare un bilancio dei lavori e individuare le direttrici su cui concentrare l'azione futura.

Tra i temi discussi in questi giorni, la necessità di garantire risorse adeguate alla sanità e ai servizi territoriali, la difesa dei fondi di coesione, il rapporto tra formazione e lavoro e le sfide poste dall'intelligenza artificiale e dalla digitalizzazione. Spazio anche alle politiche giovanili, con l'appello ad ascoltare le nuove generazioni e a investire su scuola, sport e cultura, e alla transizione energetica, tra sviluppo delle fonti rinnovabili e tutela del territorio.

L'Agenda di Firenze come bussola per i prossimi mesi

A tracciare il bilancio della manifestazione è stato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha definito il Festival "molto operativo e concreto", sottolineando come l'iniziativa non sia stata una celebrazione, ma "ma l'occasione per tracciare una rotta e fissare per le Regioni una nuova funzione generativa, motore della modernità del nuovo Stato italiano".

"L'Agenda di Firenze rimarrà come una bussola di orientamento nei prossimi mesi e come punto di riferimento dei lavori che questi tre giorni hanno generato", ha dichiarato Giani al termine della manifestazione. Il documento, approvato nel corso della seduta della Conferenza delle Regioni, raccoglie le priorità emerse dal confronto tra i presidenti e sarà trasmesso ai governi e a tutti gli attori istituzionali, per offrire un riferimento condiviso all'azione delle Regioni nei prossimi mesi.

Tra i temi richiamati dal presidente toscano figurano la trasformazione digitale e l'intelligenza artificiale, la sanità, la protezione civile, la difesa del suolo, le infrastrutture, il sostegno alle imprese e al lavoro, la cultura e lo sport. Un insieme di ambiti nei quali, secondo Giani, il contributo delle Regioni può risultare determinante, grazie alla conoscenza diretta delle esigenze delle comunità e delle specificità territoriali.

"I dibattiti che si sono succeduti in questi giorni nelle commissioni - conclude Giani - e il ruolo generativo delle Regioni che è emerso rimane e si trova all'interno dell’Agenda di Firenze, che diventa una bussola con cui orientarsi nei prossimi mesi".

Sanità e fondi di coesione: le richieste delle Regioni al Governo

La sanità è stata uno dei temi centrali del confronto. Giani ha richiamato anche l'appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sul valore dell'articolo 32 della Costituzione e sulla necessità di garantire risorse adeguate al servizio sanitario.

Tra gli esempi citati dal presidente toscano ci sono le Case di comunità, considerate "una rivoluzione nei livelli di sanità territoriale, che mostra all'Europa la nostra capacità di proporre modelli di welfare innovativi e servizi, che però necessitano di Fondi di coesione per essere gestiti e mantenuti. Per questo - ha detto Giani - nell'incontro con il Ministro Fitto le Regioni hanno chiesto con assoluta compattezza che non venga abbassato il livello dei finanziamenti da Fondi di coesione nei prossimi sette anni, e contemporaneamente hanno chiesto di avere l'autorità per gestirli, senza che questa funzione sia centralizzata".

Sul fronte delle richieste al Governo, Giani ha indicato come priorità il rafforzamento delle "risorse, soprattutto per la sanità", e "l'abilitazione di tutta una serie di misure necessarie per contrastare il caro vita, ad esempio il fondo per il sostegno agli affitti, necessario ai Comuni per supportare situazioni di disagio. Vorremmo inoltre, nella legge Finanziaria, risorse per completare o realizzare quelle infrastrutture che servono per modernizzare il Paese. Abbiamo il bisogno di supporto ai cittadini, ad esempio limitando le accise e conseguentemente l'aumento dei costi al carburante".

Lavoro, formazione e innovazione tecnologica

Tra i temi al centro del Festival anche il rapporto tra formazione, occupazione e innovazione tecnologica. Se ne è discusso nella Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni, presieduta dall'assessore toscano Alberto Lenzi, alla presenza della ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Elvira Calderone.

Dal confronto è emersa "una grande compattezza nella volontà di affrontare le sfide future - ha commentato Lenzi -. La ministra si è impegnata ad agire in maniera congiunta e a programmare insieme le politiche attive, in base alle risorse che arriveranno dall'Unione Europea e che oggi, purtroppo, non siamo ancora in grado di quantificare. È il segno del nuovo rapporto tra Stato e Regioni, con l'obiettivo comune di rendere strutturali le esperienze formative maturate in questi anni, che hanno dato risultati molto positivi e hanno avuto effetti anche sull’occupazione".

Lenzi ha evidenziato i risultati ottenuti dal modello italiano della formazione, sottolineando come le competenze maturate possano rappresentare un riferimento anche per altri Paesi europei, tra cui Francia e Germania: "Quella di oggi è una grande opportunità per rinnovare un impegno comune e avviare un dialogo nuovo e costruttivo, che superi le differenti dinamiche politiche in nome di obiettivi condivisi. La Toscana ha portato il proprio metodo: ascolto continuo a partire dai territori, anche i più piccoli, dai Comuni alle Province, fino a tutte le altre Regioni, per arrivare a un risultato condiviso".

Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione continua e alle trasformazioni introdotte dalla digitalizzazione e dalla robotica. L'obiettivo, ha spiegato Lenzi, è governare questi processi: "Può spaventare il mondo del lavoro e far sentire minacciate intere categorie. Va governato: deve servire a sostituire i lavori usuranti e, allo stesso tempo, ad ampliare e aprire nuove possibilità occupazionali".

La Commissione per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione ha inoltre condiviso la necessità di un metodo comune di governance sui temi della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale e della cybersicurezza. Per la Toscana, ha ricordato Lenzi, "stiamo lavorando per dare a tutti le competenze necessarie, attraverso i punti di facilitazione digitale e lo sviluppo della connettività. Sono molto orgoglioso dell’accordo con Telespazio, che garantirà a tutti i cittadini toscani, nel giro di pochi anni, la copertura dati e quindi il diritto di cittadinanza digitale".

nuova giunta regionale della toscana

Giovani, ascolto e opportunità per il futuro

Ascoltare le nuove generazioni, comprendere le ragioni del loro disagio e tradurre le loro richieste in politiche concrete. Questi i temi e le richieste dell'assessora regionale Monia Monni e il sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana Bernard Dika al ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi, richiamando la necessità di ascoltare le nuove generazioni e di tradurre le loro richieste in interventi concreti, andare oltre la condanna degli episodi di violenza.

"Abbiamo visto anche noi la violenza nelle piazze e nelle strade, ma abbiamo visto anche tanta bellezza, che va assolutamente valorizzata - ha dichiarato Monia Monni -. Abbiamo visto i ragazzi e le ragazze confrontarsi nelle scuole sui temi del cambiamento, del lavoro, dell’educazione. Li abbiamo visti insieme ai loro professori, nei giardini e davanti ai cancelli delle scuole. Abbiamo visto un confronto bellissimo, davanti al quale non possiamo essere sordi".

"In questo momento il nostro compito è quello di ascoltare - ha proseguito l'assessora -. Per questo chiediamo che nel documento venga rafforzato il richiamo all’ascolto e che si solleciti il Governo a non fermarsi alla condanna delle violenze, che certamente ci sono state, ma a dare spazio all’ascolto dei giovani: alla parte più bella del nostro Paese, che sta rivendicando il proprio futuro. Dobbiamo mettere al centro delle politiche nazionali e regionali i temi che riguardano le ragazze e i ragazzi, con interventi trasversali. Altrimenti non riusciremo mai a dare una risposta vera".

Sulla necessità di costruire occasioni di confronto diretto con le nuove generazioni è intervenuto anche Bernard Dika, che ha evidenziato come l’attenzione riservata ad altre categorie sociali non abbia trovato un’analoga corrispondenza nei confronti dei giovani.

"A livello nazionale abbiamo visto momenti importanti di ascolto degli agricoltori e degli autotrasportatori. Non credo, invece, ci sia stato un analogo momento di confronto con i giovani. Anche nei lavori di questa Commissione, rispetto ad altri contesti in cui partecipano rappresentanti di mondi diversi, manca la presenza diretta delle nuove generazioni. Come rappresentanti delle istituzioni abbiamo il dovere di trovare il modo di coinvolgerle".

Dika ha quindi richiamato la necessità di interrogarsi sulle cause profonde del disagio giovanile, senza limitarsi alla condanna dei singoli episodi.

"Dobbiamo chiederci non soltanto perché un bambino di undici anni arrivi a spaccare una vetrina, ma anche quali siano le ragioni che lo hanno portato a farlo. Se ci limitiamo a condannare il gesto, senza intervenire sulle cause, rischiamo di ritrovarci nella stessa situazione. Se non curiamo la malattia, il problema si ripresenterà".

Da qui l'importanza di rafforzare il ruolo educativo della scuola e di garantire a tutti l’accesso alle opportunità di crescita. "La scuola deve essere un ascensore sociale, come ci ricorda la Costituzione. Occorre intervenire anche sulle condizioni in cui si fa didattica: in classi sovraffollate, con 25 o 30 ragazzi, è più difficile realizzare un’efficace azione educativa. Allo stesso tempo, dobbiamo permettere a tutti di accedere allo sport e alla cultura non come privilegi, ma come diritti".

"Solo così - ha concluso Dika - i giovani potranno trovare luoghi e opportunità educative anche quando le famiglie, per diverse ragioni, faticano a svolgere pienamente il proprio ruolo. Dobbiamo tenere insieme tutti questi aspetti: le politiche giovanili, troppo spesso considerate deleghe di scarso peso, sono invece tra le più importanti. Non riguardano soltanto la partecipazione, ma anche il lavoro, l’istruzione, la formazione e le politiche economiche, che possono aiutare un giovane a diventare indipendente dalla famiglia e a costruire il proprio futuro".

Transizione energetica, rinnovabili e tutela del territorio

Tra le questioni affrontate dalle commissioni anche la gestione delle risorse energetiche e il ruolo delle Regioni nella transizione verso un sistema fondato sulle fonti rinnovabili. Nelle Logge Uffizi Corti dell'Accademia dei Georgofili è stata l'assessora regionale della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna , Rosanna Laconi, a coordinare i lavori della Commissione, ai quali hanno partecipato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Picchetto Frattin, David Barontini, assessore all'Ambiente della Regione Toscana, assieme a Fabrizio Iaccarino, responsabile Affari istituzionali Enel, il presidente esecutivo di Edison Spa Simone Nisi, Giorgio Boneschi, direttore generale di Elettricità Futura e il presidente di Magis Energia Federico Testa, collegato da remoto

Nel corso della Commissione Ambiente, l'assessore toscano David Barontini ha illustrato gli obiettivi della strategia energetica regionale, che prevede l’incremento della potenza da fonti energetiche rinnovabili di 4,25 gigawatt entro il 2030 rispetto alla potenza installata alla fine del 2020, con una prospettiva di neutralità climatica al 2050.

“"La strategia energetica della Toscana - nelle parole dell'assessore Barontini - si colloca nel percorso di transizione energetica delineato a livello europeo e nazionale e assume, quale primo riferimento temporale, l’obiettivo assegnato alla regione di conseguire entro il 2030 una potenza aggiuntiva FER di 4,25 GW rispetto alla potenza installata al 31 dicembre 2020. A tale obiettivo la Regione ha affiancato un orizzonte più ampio e ambizioso, ponendosi l’obiettivo della neutralità climatica al 2050".

"Sono obiettivi - precisa Barontini - che richiedono una strategia concreta, capace di valorizzare tutte le fonti rinnovabili, tenendo conto delle loro potenzialità e dei tempi necessari per realizzare gli interventi. In questo percorso, la geotermia rappresenta una risorsa distintiva della Toscana, sulla quale intendiamo continuare a investire. Per raggiungere gli obiettivi al 2030, tuttavia, dobbiamo affiancarle fonti capaci di aumentare più rapidamente la potenza installata, a partire dal fotovoltaico".

"La sfida - ha continuato Barontini - è far crescere le energie rinnovabili senza compromettere il patrimonio paesaggistico, ambientale e culturale che rende unica la Toscana. La transizione energetica deve essere anche una transizione sostenibile nella gestione del territorio. Per rendere effettivo questo approccio, stiamo lavorando a un quadro coordinato di strumenti regionali: dalla disciplina delle aree idonee alle semplificazioni dei procedimenti autorizzativi, fino al Piano regionale delle zone di accelerazione terrestri. L’obiettivo è costruire condizioni più chiare per gli investimenti e rendere i procedimenti più efficaci e tempestivi, nel rispetto delle tutele ambientali".

"Anche l'idroelettrico - conclude Barontini - ha un ruolo da svolgere, soprattutto attraverso l’ammodernamento e l'efficientamento degli impianti esistenti. Considerate le caratteristiche del territorio toscano e i vincoli legati alla risorsa idrica, dobbiamo valorizzare innanzitutto il patrimonio già disponibile, preservandone l’efficienza e il potenziale produttivo. Crediamo che la transizione energetica debba fondarsi su una visione integrata: obiettivi ambiziosi, strumenti di programmazione efficaci, tempi certi e attenzione alle specificità dei territori. È questa la direzione che la Toscana vuole seguire: accelerare lo sviluppo delle rinnovabili, contribuire concretamente alla neutralità climatica e dimostrare che la tutela dell’ambiente e la produzione di energia pulita possono procedere insieme. Perché la transizione energetica non è soltanto una necessità ambientale, ma una scelta strategica per il futuro delle nostre comunità".

Il passaggio di consegne al Lazio

Nel concludere la manifestazione, Giani ha ringraziato le strutture organizzative, il Comune di Firenze e la sindaca Sara Funaro per aver ospitato parte degli appuntamenti a Palazzo Vecchio, oltre ai giornalisti che hanno seguito i lavori.

Il presidente toscano ha sottolineato anche il valore del confronto tra le venti Regioni, che hanno presentato esperienze e iniziative nei campi della protezione civile, delle politiche produttive, del lavoro, della cultura e dello sport.

La chiusura del Festival è stata accompagnata dal passaggio simbolico del testimone al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, cui spetterà il compito di raccogliere l’eredità dell'edizione toscana e preparare il prossimo appuntamento. Giani ha ricordato la battuta del presidente del Piemonte, Alberto Cirio, che, scherzando sul successo di questa edizione, ha ipotizzato che il prossimo Festival possa svolgersi nella Cappella Sistina. "È un grande onore per me consegnare questo simbolo della Conferenza delle Regioni al presidente Rocca", ha concluso Giani.

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