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Firenze per la Palestina, iniziativa pubblica contro il Ddl 1004: "L'antisionismo non è antisemitismo"

"No alla legge salva-sionismo, no al Ddl 1004 che vuole impedire di accusare il sionismo e Israele dei loro crimini!!". Con queste parole Firenze per la Palestina annuncia un'iniziativa pubblica dal titolo Antisionismo non è antisemitismo, in programma sabato 31 ottobre 2026, dalle 16 alle 19, presso la pensilina del Memorial Nelson Mandela, in piazza Enrico Berlinguer, a Firenze.

Nel comunicato, il gruppo esprime la propria contrarietà al Ddl 1004 e alle definizioni di antisemitismo adottate dall'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), nonché a quelle di Gerusalemme e Nexus, sostenendo che possano limitare la libertà di critica nei confronti di Israele e del sionismo.

La nota integrale

"No alla legge salva-sionismo, no al Ddl 1004 che vuole impedire di accusare il sionismo e Israele dei loro crimini!!. L’antifascismo, l’antisionismo e l’antirazzismo non sono antisemitismo. La nostra storia affonda le radici nell’antifascismo e abbiamo l’antirazzismo nel nostro DNA, oltre che nella nostra storia: noi che ogni anno e ogni giorno commemoriamo la Resistenza e tutti i resistenti, anche quelli di religione ebraica, e la Brigata Sinigaglia, che porta il nome di un ebreo, antifascista, comunista di origine africana.

Il sionismo è un’ideologia razzista e un progetto coloniale genocidiario in fieri (Eretz Israel), che da oltre 100 anni vessa la Palestina per gli interessi economici forti di tutto l’Occidente imperialista. No al Ddl 1004 perché porta a una legge oscurantista, che non difende da episodi di razzismo, ma serve solo e unicamente a difendere le nefandezze di Israele, del sionismo, del colonialismo e dell’imperialismo che li ha prodotti, intimidendo e facendo scattare le sanzioni della legge Mancino e del pacchetto sicurezza.

No anche alle altre definizioni Gerusalemme e Nexus perché creano un’eccezione che privilegia un gruppo rispetto ad altri gruppi (Rom, Sinti, musulmani, cristiani ecc.), mettendo la “novità” che non siamo tutti uguali dinanzi alla legge: ogni legge che eleva un gruppo rispetto a un altro è una legge razzista, crea l’eccezione che non viene creata per altri gruppi, dai Rom ai musulmani, agli afrodiscendenti. Perché non si fa una legge sull’islamofobia o per i Rom, o per i cattolici? C’è già la legge Mancino che punisce i fatti di razzismo, non importa creare un privilegio, specialmente quando vuol dire schermare la critica a un’entità che fa del genocidio, della deportazione e della tortura la sua pratica quotidiana.

In particolare, ci sono alcuni punti della dichiarazione IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) che vale la pena evidenziare.

Tale definizione, infatti, difenderebbe non solo i sionisti, ma anche i loro simpatizzanti, facendoci capire chiaramente quale è la sua intenzione, ovvero quella di difendere tutti coloro che appoggiano la politica e il progetto coloniale sionista: “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei, che può essere espressa come odio verso gli ebrei. Le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo sono dirette contro individui ebrei o non ebrei e/o le loro proprietà, verso le istituzioni della comunità ebraica e le strutture religiose”.

Porta anche molti esempi contemporanei di antisemitismo, per l’esattezza 11, di cui prendiamo in esame quelli che, a parere nostro, evidenziano di più la difesa del nazisionismo.

7 – “Negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio, sostenendo che l’esistenza di uno Stato di Israele è un’impresa razzista”. Quindi concetti di popolo, Stato e apartheid non si possono mettere in discussione.

Da quando, nel 2018, Israele si è detto “lo Stato degli ebrei”, non solo si è arrogato il diritto di rappresentarli tutti (anche gli ebrei antisionisti che non si riconoscono in Israele), ma ha anche formalizzato il suo apartheid, esistente dalla sua fondazione. C’è inoltre chi mette in discussione che si possa creare un concetto di popolo da una religione (es. Shlomo Sand), assioma utilizzato dai sionisti per creare la colonia Israele, o che Israele sia uno Stato o che si possa rivendicare su di esso il diritto all’autodeterminazione per depredare e uccidere, strumentalizzando ancora una volta un sano principio a fini coloniali. Non per questo lo si deve definire antisemita.

8 – “Applicare due pesi e due misure, esigendo da esso un comportamento che non ci si aspetta o non si pretende da nessun’altra nazione democratica”.

Se si può richiedere di fermare il genocidio e il colonialismo a ogni Paese democratico, perché non si dovrebbe richiedere a Israele, che democratica non è? Anche il punto 8 mostra tutta la sua contraddittorietà e mistificazione.

10 – “Facendo paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei nazisti”. Questo vuol dire che non si può dare dei nazisti a chi lo è e ha la stessa pratica. Smettano di farlo, anche se è tardi. Una domanda: perché si può dare dei nazisti a Putin e a Mattarella, o a ognuno di noi, mentre ai politici sionisti di Israele e a Netanyahu no?

Antisionismo non è antisemitismo. Prepariamo assieme l’iniziativa pubblica del 31 ottobre 2026 al Memorial Nelson Mandela, dalle 16 alle 19, presso la pensilina Mandela Forum, in piazza Enrico Berlinguer, a Firenze".

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