gonews.it

Occupato l'istituto Fermi-Da Vinci di Empoli: "Non siamo indifferenti. Vogliamo costruire un futuro più giusto"

La mobilitazione annunciata fino al 30 ottobre. Tra le motivazioni l'unione alle proteste in corso in tutta Italia, più investimenti nella scuola e manutenzioni alle strutture. "Vogliamo una società che metta al centro il benessere collettivo. Il cambiamento deve iniziare dalla capacità di ascoltare"

Studenti e studentesse hanno occupato l'Istituto Fermi-Da Vinci di Empoli. Dopo la manifestazione studentesca dello scorso sabato che ha visto circa 300 studenti, accompagnati anche da cittadini e istituzioni, sfilare per le strade della città in difesa del diritto allo studio, contro il carovita e per denunciare le condizioni degli edifici scolastici del territorio, la protesta ora si sposta nelle scuole.

Nelle scorse ore è stata avviata l'occupazione anche al liceo Pontormo e all'Istituto Tecnico Industriale Ferraris-Brunelleschi. Oggi, 27 ottobre, alcuni studenti del Fermi-Da Vinci annunciano l'occupazione da questa mattina, in entrambe le sedi. "Le motivazioni della nostra occupazione nascono dalla voglia di non rimanere indifferenti davanti a quello che succede intorno a noi, perché sono problemi che riguardano il nostro presente, ma soprattutto il nostro futuro" fanno sapere da via Fabiani, comunicando che la fine dell'occupazione è prevista per venerdì 30 ottobre.

Fermi-Da Vinci occupato, le motivazioni

"Ci uniamo alle mobilitazioni"

"Con questa iniziativa vogliamo unirci alle mobilitazioni studentesche di ottobre e a tutte le persone che stanno cercando di far sentire la propria voce per chiedere un cambiamento. Ci sono tanti problemi che non riguardano soltanto noi studenti, ma tutta la società: il carovita, l’aumento dei prezzi, il costo della benzina, gli stipendi che spesso non bastano e le difficoltà che tante persone affrontano ogni giorno. Sono situazioni che ci fanno riflettere sul futuro che ci aspetta e sull’importanza di investire concretamente nel benessere delle persone e nelle nuove generazioni".

"Si parla di riarmo, perché non investire con altrettanta attenzione in istruzione pubblica e servizi fondamentali?"

"Uno dei temi che sentiamo più vicini - proseguono gli studenti - è quello delle risorse che lo Stato decide di destinare alle diverse priorità del Paese. In un periodo in cui si parla sempre più di riarmo e di aumento delle spese militari, ci chiediamo perché non si investa con altrettanta attenzione nell’istruzione pubblica, nella manutenzione delle scuole e nei servizi fondamentali per i cittadini. Non ci sembra giusto che si parli di destinare sempre più risorse agli armamenti mentre tanti istituti scolastici hanno ancora problemi strutturali e necessitano di interventi. Per noi investire nella scuola significa investire nel futuro, dare più opportunità ai giovani e costruire una società più consapevole. Non pensiamo che i problemi siano semplici da risolvere, ma crediamo che sia necessario discutere delle priorità e chiedere che l’istruzione riceva l’attenzione e le risorse che merita".

Problemi strutturali: "Non pretendiamo una scuola perfetta, ma ambienti sicuri"

Richieste, aggiungono i promotori dell'occupazione, "legate anche alla realtà che viviamo ogni giorno nel nostro istituto. La nostra struttura presenta alcune parti che avrebbero bisogno di maggiore manutenzione e di interventi per essere mantenute in condizioni adeguate. Non pretendiamo una scuola perfetta, ma crediamo che studiare in ambienti sicuri, dignitosi e curati sia un diritto di tutti gli studenti. La scuola dovrebbe essere un luogo in cui sentirsi accolti e messi nelle condizioni di imparare al meglio. Per questo vogliamo portare l’attenzione anche sulle condizioni del nostro istituto e sulla necessità che questi problemi vengano ascoltati e affrontati concretamente".

"Un'occasione per confrontarci. Il futuro dei giovani deve essere una priorità"

L'occupazione, viene spiegato ancora, "per noi non è semplicemente un modo per fermare le lezioni, ma un’occasione per confrontarci, informarci, discutere e capire meglio quello che succede nel mondo. È anche un modo per dimostrare che noi giovani non siamo indifferenti e che vogliamo partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la società in cui viviamo. Vogliamo poter esprimere le nostre idee, far conoscere i problemi che vediamo e contribuire a creare un dialogo con chi ha la possibilità di intervenire. Sappiamo che un’occupazione da sola non può risolvere tutti questi problemi, ma pensiamo che restare in silenzio non serva a cambiarli. Crediamo che ogni cambiamento inizi quando qualcuno decide di prendere posizione e quando tante persone si uniscono per far sentire la propria voce".

"Non chiediamo un futuro perfetto, ma la possibilità di costruirne uno più giusto" concludono studentesse e studenti del Fermi-Da Vinci. "Vogliamo una scuola che non lasci indietro nessuno, strutture scolastiche adeguate e una società che metta al centro le persone, l’istruzione e il benessere collettivo. Crediamo che il futuro dei giovani debba essere una priorità concreta, non soltanto qualcosa di cui parlare. Perché investire nella scuola significa investire in tutti noi, e il cambiamento deve iniziare proprio dalla capacità di ascoltare gli studenti e dare risposte ai problemi che vivono ogni giorno".

Exit mobile version