"La politica ci sta lasciando soli. C'è un uso improprio dell'ammortizzatore sociale e l'azienda non investe sul lavoro". Alessandra Benvenuti, delegata sulla sicurezza alla Piaggio per USB - Unione Sindacale di Base - fa il punto della situazione alla vigilia dello sciopero generale di domani, venerdì 30 ottobre, partendo proprio dagli stabilimenti dove lavora come operaia, all'officina due ruote della Piaggio. La descrive come una "Situazione allucinante" e mette in fila le criticità con cui i lavoratori sono costretti a confrontarsi.
I problemi principali, secondo Benvenuti, sarebbero due: "Mancanza di investimenti che possano produrre lavoro e utilizzo smodato della solidarietà". Un utilizzo con scadenze ricorrenti, che si tradurrebbe in precarietà, andando a così impattare negativamente sullo stipendio dell'operaio: "Lavoro sulla linea che produce lo scooter Beverly - racconta la delegata USB - il 31 agosto siamo rientrati a lavoro e adesso siamo di nuovo in solidarietà fino al 31 gennaio. Percepiamo il 65% dello stipendio. Questo implica che noi lavoratori stiamo un sacco di giorni a casa e guadagniamo meno".
"La linea dell'Mp3 è ferma da metà settembre - prosegue la sindacalista - non ci sono investimenti in veicoli nuovi e anche il dipartimento di ricerca e sviluppo, dove si progettano veicoli nuovi, al momento è in solidarietà". Le parole di accusa nei confronti dei vertici di Piaggio sono dure: "Hanno investito solo in marketing. Questa solidarietà è fatta male: fino a maggio c'erano circa 300 contratti a termine in tutto lo stabilimento 2R, dove si assemblano le due ruote: quando questi contratti entrano, le linee sono saturate, mentre quando escono si apre la solidarietà".
Per Alessandra Benvenuti non è solo un problema di precarietà: "Andare in solidarietà da metà novembre a metà febbraio - spiega - influisce sulla tredicesima e sul premio ferie che va in base ai giorni lavorati: i nostri stipendi sono al palo da anni e l'inflazione se li mangia".
Oltre alle responsabilità attribuite ai vertici aziendali, Benvenuti denuncia la latitanza della politica: "Ci stanno lasciando soli. Con un uso improprio dell'ammortizzatore sociale si crea uno stato di precarietà costante. Stiamo pagando scelte di una dirigenza che non investe e queste scelte ricadono sulle spalle degli operai. Ma se neppure la politica ci aiuta, non ci resta che scendere in piazza".
"Adesso una buona metà degli operai è in solidarietà - prosegue la delegata. - "Non escono prodotti che possano aggredire il mercato. Ci ritroviamo anzi con i prodotti di vent'anni fa, mentre i cinesi producono scooter che hanno lo scalda-manopole o lo scalda-sella. I vertici di Piaggio continuano a puntare sulla Vespa come brand, ma prima o poi finirà anche quella".
Benvenuti spiega qual è la situazione sulle linee di assemblaggio: "Un tempo in 2R c'erano 8 linee, dove si producevano scooter Berverly, Runner, Zip e altri. Ora sono 6, dove si producono mp3, Beverly e Vespa. Questa contrazione di produttività è indubbiamente un segnale del fatto che l'azienda non ha a cuore il lavoro".
La solidarietà fra lavoratori di USB non si esaurisce dentro il perimetro di casa, guarda invece al resto mondo: "Siamo un sindacato internazionalista, la lotta non si ferma al cancello della Piaggio - specifica Benvenuti - solidarizzare con la Palestina e Cuba è fondamentale per noi. Sulla flottiglia c'erano dei delegati di USB e abbiamo partecipato alla raccolta di fondi per la Palestina. Ieri abbiamo portato una bandiera palestinese alla conferenza perché fosse chiara questa vicinanza. Come lavoratori chiediamo che non ci sia collusione fra l'Italia e lo Stato di Israele. Organizzare un'azienda al riarmo non crea lavoro: questa conversione non porta prosperità ma solo morte. Non si deve lavorare per la guerra".

Alessandra Benvenuti invita a unirsi allo sciopero generale convocato per domani: "Tutti a Pisa - dice. - L'appuntamento è in piazza XX settembre, ribattezzata Piazza Gaza, alle 9:00". Lo sciopero generale, comunicano da USB, coinvolgerà 5 piazze in Toscana. "Andremo sui lungarni. Ci aspettiamo una grande partecipazione perché la gente non ce la fa più". In occasione dello sciopero, USB si unisce a Cambiare Rotta, organizzazione giovanile vicina a USB. "Domani, per la prima, volta scioperano 108 porti in 22 paesi di 5 continenti - conclude Benvenuti. - Ci siamo 'agganciati' allo sciopero dei portuali che non volevano caricare le armi. Poi sono scattate le proteste e la cosa si è estesa".
La legge 146 sulla precettazione potrebbe creare qualche problema ma la sindacalista tira dritto: "Andremo per la nostra strada, pronti a beccarci qualche multa".
Filippo Bernardeschi
