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Rolf Feddern e Maria Grazia Sangiorgi in mostra a Ponte a Egola

Rolf Feddern e Maria Grazia Sangiorgi in mostra allo Spazio Espositivo Casaconcia

Rolf Feddern e Maria Grazia Sangiorgi presentano al pubblico una selezione del proprio percorso artistico, esito di una ricerca sviluppata nel corso di decenni attraverso la sperimentazione di materiali, tecniche e linguaggi differenti. Le loro pratiche, pur distinguendosi per approccio e sensibilità, si incontrano in una comune tensione verso l’indagine della materia e la possibilità di trasformarla in strumento di conoscenza, espressione e interpretazione della realtà.

La vicenda artistica dei due autori si intreccia con quella della Künstlergruppe Werkstatt, collettivo fondato nel 1976 a Gelsenkirchen-Buer, in Germania, di cui entrambi hanno fatto parte. Un’esperienza che si inserisce in un percorso di ricerca condiviso, maturato tra contesti culturali differenti e alimentato da una costante apertura alla sperimentazione.

Nel lavoro di Rolf Feddern, l’arte oggettuale, la scultura e la pittura costituiscono ambiti di una ricerca in cui materiali industriali, elementi di recupero e componenti contemporanee vengono sottratti alla loro funzione originaria per acquisire nuove possibilità formali e semantiche. L’esperienza professionale nelle miniere della Ruhr ha lasciato un’impronta significativa sulla sua sensibilità visiva: colori, textures e suggestioni del paesaggio industriale riaffiorano nelle opere come tracce di una memoria materiale che si traduce in nuove configurazioni plastiche. Il rapporto tra arte e scienza attraversa questa ricerca, trovando una delle sue espressioni nel progetto dedicato alla «Dea Madre», in cui l’immaginario delle veneri preistoriche viene riletto attraverso un processo che coniuga riflessione scientifica, costruzione e interpretazione contemporanea.

La ricerca di Maria Grazia Sangiorgi si sviluppa attraverso un articolato dialogo tra tecniche e possibilità espressive. A partire dagli anni Settanta, la sperimentazione del batik le ha consentito di superare i confini della tradizionale tintura dei tessuti, trasformandola in un linguaggio dalla marcata sensibilità pittorica. Nei suoi paesaggi, le atmosfere campestri e lunari costruiscono dimensioni sospese, in equilibrio tra osservazione e immaginazione. Nella scultura in ceramica e bronzo, la morbidezza delle forme e l'attenzione alla figura umana restituiscono una ricerca raccolta e intima, mentre nella pittura acrilica il colore si emancipa progressivamente dalla funzione rappresentativa, assumendo un ruolo autonomo nella costruzione dell'immagine.

Le traiettorie di Feddern e Sangiorgi restituiscono così due differenti modalità di interrogare la realtà attraverso il fare artistico: da un lato, la trasformazione dell’oggetto e della materia in nuove strutture di significato; dall’altro, l’esplorazione delle potenzialità del colore e della forma come strumenti di evocazione. In entrambi, la sperimentazione non è soltanto una scelta tecnica, ma un principio operativo attraverso cui rinnovare continuamente il rapporto tra esperienza, immaginazione e linguaggio.

Oggi i due artisti vivono e lavorano a San Baronto, nel territorio del Montalbano, dove proseguono le rispettive ricerche. La mostra offre l’opportunità di accostarsi ai loro universi creativi, cogliendone le specificità e le corrispondenze, e di approfondire un percorso in cui la materia diventa memoria, il colore si fa esperienza e l’opera si configura come spazio aperto di esplorazione.

La mostra sarà ospitata presso lo Spazio Espositivo Casaconcia, in Via I Maggio 82/84, a Ponte a Egola, San Miniato (PI).

Date e orari: Vernissage 31 ottobre 2026 ore 17.00

Informazioni: Vernissage e Mostra aperta al pubblico con entrata libera Lun -Ven 10-18.30, visita alla mostra libera e disponibile

Fonte: Casaconcia Spazio Eventi

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