A Eugenio Giani la 'Festina lente' di Lucio Minigrilli

Una tartaruga e una vela, simboli di prudenza e slancio, memoria e capacità di guardare avanti. È “Festina Lente”, la scultura in bronzo realizzata dall’artista Lucio Minigrilli e consegnata questa mattina a Villa La Quiete al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
A consegnare l’opera è stato David Caramelli, Presidente del Sistema Museale di Ateneo dell’Università degli Studi di Firenze, a nome delle istituzioni che operano a Villa La Quiete: Sistema Museale di Ateneo, ARS Toscana, FORMAS, Centro di Salute Globale e IRPET.
La cerimonia si è svolta nell’ambito della conferenza “Alle radici della tutela. La nascita del concetto di patrimonio al tempo dell’Elettrice Palatina e oltre”, nel giorno in cui ricorre l’anniversario del Patto di Famiglia del 31 ottobre 1737.
Con quell’atto, Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina, vincolò alla Toscana le straordinarie collezioni artistiche della famiglia Medici, ponendo le basi per la conservazione di un patrimonio che ancora oggi rappresenta uno degli elementi più forti dell’identità culturale di Firenze e della Toscana.
«Questa giornata – dichiara David Caramelli – racchiude un messaggio che sentiamo particolarmente vicino: custodire il valore della storia senza rinunciare alla capacità di guardare avanti . Villa La Quiete è un luogo nel quale patrimonio, ricerca, cultura e istituzioni convivono ogni giorno. Consegnare quest’opera al Presidente Giani, a nome di tutte le realtà qui presenti, significa ribadire il valore di una comunità istituzionale che condivide memoria, responsabilità e visione del futuro».
«Il 31 ottobre 1737 Anna Maria Luisa de’ Medici, l’Elettrice Palatina – commenta il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – sottoscrisse il Patto di Famiglia, un atto straordinario che consentì di legare a Firenze e alla Toscana l’immenso patrimonio artistico raccolto nei secoli dalla famiglia Medici. Se oggi possiamo custodire e ammirare una concentrazione di opere e di bellezza unica al mondo, lo dobbiamo anche alla sua straordinaria lungimiranza. Ricordarlo proprio qui, a Villa La Quiete, luogo profondamente legato alla sua vita, assume un significato ancora più forte. E il “Festina Lente”, la tartaruga con la vela legata a Cosimo I, ci richiama a un principio ancora attualissimo: andare avanti con determinazione e slancio, ma sempre con equilibrio, consapevolezza e capacità di riflettere».
La scultura di Lucio Minigrilli, modellata inizialmente in cera e poi realizzata in bronzo con la tecnica della fusione a cera persa, reinterpreta in chiave contemporanea il principio del Festina Lente, “affrettati lentamente”.
La tartaruga richiama stabilità, prudenza e ponderazione; la vela gonfiata dal vento rappresenta invece energia, movimento e capacità di procedere verso il futuro. Due elementi opposti solo in apparenza, uniti per rappresentare l’equilibrio tra decisione e riflessione.
«Con questa opera ho voluto rendere omaggio a un simbolo immortale della nostra storia – afferma Lucio Minigrilli –. La fusione in bronzo a cera persa mi ha permesso di dare anima e materia a un contrasto che, in un’epoca che corre velocemente, conserva un valore e un ammonimento straordinariamente attuali».
“Proprio nel divieto “di levare fuori della Capitale e dello Stato del Granducato, Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioje ed altre cose preziose, della successione del Serenissimo Gran Duca, affinché esse rimanessero per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri” – conclude Giani - c’è la modernissima idea che tutto quello che in ogni sua forma appartiene alla cultura, arte ed all’espressione del bello e del significativo sia di importanza tale da renderlo meritevole di un’attenzione che va oltre il privato godimento. È questo l’esatto momento che trasforma la proprietà sovrana in patrimonio pubblico da consegnare alle generazioni future come oggetto di testimonianza, studio e ammirazione in una proiezione rivolta al futuro”
La consegna della Festina Lente ha così unito arte, memoria e istituzioni in uno dei luoghi simbolo della storia medicea, riaffermando il legame tra la tutela del patrimonio ricevuto in eredità e la responsabilità di consegnarlo alle generazioni future.
Del valore unico del Patto di Famiglia ha parlato Giulio Conticelli della Fondazione Giorgio La Pira assieme a Donatella Conticelli, che nel corso della giornata ha voluto soffermarsi sulla nascita dei primi musei pubblici con Fulvio Cervini e Tessa Matteini, dell’Università degli Studi di Firenze.
Fonte: Regione Toscana