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Canottieri San Miniato, assemblea del Comitato: annunciata una petizione popolare

Il bacino remiero nello stato attuale, inconcluso con sponde ancora da sagomare

Ieri sera si è tenuta l’assemblea del “Comitato per La Sicurezza e Sviluppo della Canottieri San Miniato”. Vi è stata un’ampia partecipazione non solo di soci e atleti della Canottieri, chiamati a sostenere le ragioni che la Canottieri avanza nei confronti delle amministrazioni comunali e regionali, ma anche di figure importanti come Delio Fiordispina, Renzo Ulivieri, Alfonso Lippi, Loredano Arzilli e Anna Braschi, oltre a cittadini e rappresentanti della politica locale.

Purtroppo il vero assente era il Sindaco, oltre agli assessori di riferimento per lo sport e l’ufficio tecnico e a buona parte dei consiglieri. L’unico presente era l’assessore Gozzini, che segue con attenzione e vicinanza le sorti della nostra società.

Ha aperto i lavori assembleari il presidente del comitato Roberto Bontà, che ha ricordato a tutti che dall’ultima assemblea del comitato, tenutasi a febbraio 2026, durante la quale il sindaco, presente in quell’occasione, aveva assunto degli impegni, niente è cambiato. Anche negli incontri che si sono susseguiti con l’amministrazione pubblica non si sono registrati cambiamenti.

Ha poi preso la parola il presidente Enzo Ademollo, che ha letto messaggi di vicinanza da parte di club italiani che, insieme alla Canottieri, portano avanti il canottaggio inclusivo. Questi i club: Adria Trieste, Telimar Palermo, Tevere Remo Roma, Canottieri Lazio Roma, Canottieri Armida Torino e Sportlandia Livorno. È stato letto anche un messaggio del presidente dell’ANAC, Associazione Allenatori Italiani di Canottaggio.

Il presidente Ademollo è poi passato a illustrare, attraverso delle slide, il percorso storico-amministrativo dei vari documenti ufficiali che riguardano l’impianto sportivo di canottaggio, voluto e finanziato con quasi un miliardo di lire negli anni Novanta.

Poi, nel prosieguo dell’analisi dei documenti, ha sottolineato le gravi responsabilità delle amministrazioni degli ultimi dieci anni, che non hanno rispettato le scelte amministrative da loro stesse emanate.

In particolare, ha richiamato il documento che sanciva, tramite le prescrizioni da adottare, che i lavori della cassa e quelli dell’impianto sportivo dovevano essere compatibili.

Purtroppo questo documento non ha trovato corrispondenza nei fatti. Da lì in poi, i lavori della cassa hanno provocato almeno tre allagamenti alla Canottieri, con ingenti danni, oltre ai due allagamenti dovuti all’apertura della cassa nel 2019 e nel 2015.

“Eppure, in entrambe le occasioni, avevamo chiesto, tramite PEC indirizzate al sindaco, di intervenire direttamente oppure di farsi portavoce in Regione, chiedendo con forza e determinazione un intervento risolutivo. La cosa più grave è che, a fronte di quelle richieste di aiuto, non abbiamo nemmeno ricevuto risposta.”

Ademollo ha poi proseguito l’analisi dei danni, che comprendono anche la mancata realizzazione dell’invaso, che doveva avere le dimensioni necessarie alla validazione da parte degli organi federali. Da questa mancanza è derivata la scelta delle federazioni che, dopo anni di attesa, hanno deciso di non annoverare più questo impianto tra quelli destinati alle gare federali.

Tutto questo ha determinato una situazione non più sostenibile. La società non ha ricevuto nessun aiuto economico a fronte dei danni subiti dai vari allagamenti, eventi riconducibili alla responsabilità dell’amministrazione.

Si è inoltre verificata una perdita di credibilità nei confronti delle federazioni.

“Tutto ciò si riflette negativamente anche sulla nostra comunità, che vede questo impianto come insicuro e pieno di problemi, tanto che solo pochi ragazzi partecipano ai corsi organizzati con tanta fatica dagli allenatori della Canottieri” conclude Ademollo.

Dopo questa lunga esposizione, si è susseguita una serie di interventi che hanno espresso comprensione e disagio per quello che la Canottieri sta vivendo.

Alla fine della serata è stata avanzata una proposta, resa subito operativa: una petizione popolare affinché la comunità di San Miniato, attraverso associazioni, organizzazioni e semplici cittadini, chieda alle amministrazioni un intervento risolutivo e definitivo.

Il comitato divulgherà in modo capillare i documenti per la raccolta delle firme, così da poterli presentare alle amministrazioni coinvolte entro la fine di novembre.

Fonte: Ufficio Stampa

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