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Pontedera omaggia Gronchi nel cimitero della Misericordia

Il Comune ha omaggiato il terzo presidente della Repubblica. Sabato 7 novembre ci sarà un convegno sulla nascita della dittatura fascista

Il Comune di Pontedera ha reso omaggio a uno dei suoi cittadini più illustri, Giovanni Gronchi, storico presidente della Repubblica. La cerimonia si è svolta questa mattina nel cimitero della Misericordia. Sabato 7 novembre, invece, il Centro Studi Gronchi organizza un convegno per trattare il passaggio cruciale che portò l'Italia liberale a trasformarsi in una dittatura.

L'omaggio alla memoria di Gronchi

Un omaggio alla memoria di Giovanni Gronchi, nel giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, per rinnovare il legame tra Pontedera e uno dei suoi concittadini più illustri, terzo Presidente della Repubblica italiana.

Nella mattinata di oggi, 2 novembre, il Comune di Pontedera ha reso omaggio a Gronchi con una cerimonia davanti alla sua tomba, presso il Cimitero della Misericordia. Presenti le autorità civili, militari e religiose, i rappresentanti del Centro studi Gronchi e della Misericordia, insieme a numerose associazioni del territorio.

"Rendiamo omaggio a un nostro concittadino, a un Presidente emerito della Repubblica, a un uomo che ha servito le istituzioni con intelligenza e visione", ha sottolineato il sindaco di Pontedera Matteo Franconi nel suo intervento.

"Il suo lascito è scolpito nell'identità di questo territorio. Lo scorso ottobre, in Consiglio comunale, insieme alla figlia Cecilia e alla nipote Laura, abbiamo ricordato i settant'anni dalla sua elezione al Quirinale. Oggi quel ricordo si rinnova in questo luogo di raccoglimento. Il 2026 segna gli ottant'anni della Repubblica e dell'Assemblea Costituente. Gronchi fu tra coloro che contribuirono a costruire quella Repubblica e, successivamente, ne fu custode come Presidente, dal 1955 al 1962, con la consapevolezza che i principi non si difendono soltanto con le parole, ma soprattutto con la coerenza delle azioni".

Il sindaco ha poi richiamato la visione internazionale e l'attualità del pensiero di Gronchi: "Seppe guardare lontano, oltre i confini, credendo nel dialogo tra i popoli come via maestra per la pace. Oggi le guerre in Ucraina e in Medio Oriente ci riportano alla realtà più dolorosa e rendono ancora attuale il suo insegnamento, come antidoto alla sopraffazione e alla spirale della violenza".

"Pontedera, la città che gli diede i natali, conserva nel proprio carattere il rispetto per la dignità di ogni persona e il coraggio di contrastare ogni forma di disuguaglianza. Forte di un tessuto associativo che anima ogni ambito della vita sociale, è una comunità che valorizza le differenze e non le teme, aperta alle sfide dell'integrazione. Proprio per questo è anche una comunità esigente: il patto di cittadinanza e le regole della convivenza valgono per tutti, senza eccezioni, per chiunque questa città la abiti e la ami".

Il convegno del Centro studi Gronchi

Il ricordo di Giovanni Gronchi si inserisce in un calendario di iniziative che guardano anche alla storia repubblicana e alle sue radici. Sabato 7 novembre, a partire dalle ore 9.30, il Centro studi Gronchi, con il contributo del Ministero della Cultura e del Comune di Pontedera, organizza il proprio convegno annuale nell'auditorium della Biblioteca comunale Giovanni Gronchi.

Il tema scelto per questa edizione è "Nel cantiere della dittatura: la fine della democrazia liberale e la costruzione del regime fascista".

L'appuntamento, a cento anni dalla promulgazione delle cosiddette leggi fascistissime, sarà dedicato a uno dei passaggi più drammatici della storia italiana: la trasformazione dello Stato liberale in un regime autoritario, destinato a definirsi totalitario, con Benito Mussolini al centro del nuovo sistema di potere.

"Le leggi fascistissime rappresentarono la chiave di volta di un processo iniziato con il discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925, alcuni mesi dopo il delitto Matteotti, e che portò allo smantellamento delle istituzioni democratiche", spiega il Centro studi Gronchi.

I lavori della giornata approfondiranno le tappe di questa trasformazione, soffermandosi sul ruolo della monarchia, dei giuristi e della stampa. Non mancherà un confronto con l'esperienza della Repubblica di Weimar, in Germania, che di lì a poco avrebbe lasciato il posto all'avvento del nazismo.

L'obiettivo è ricostruire i passaggi politici, istituzionali e culturali che resero possibile l'instaurazione della dittatura, interrogandosi sulle responsabilità di quanti avrebbero potuto opporsi al processo autoritario e sulle dinamiche che, tra divisioni politiche e propaganda, favorirono l'affermazione del regime.

"Ci auguriamo che questa sia l'occasione per approfondire e discutere un momento fondamentale della nostra storia, le cui conseguenze furono drammatiche", concludono dal Centro Studi.

Fonte: Comune di Pontedera - Ufficio Stampa

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