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Strage di Bologna, chieste nuove analisi sui resti del Dna riesumati a Montespertoli

L'istanza della difesa di Gilberto Cavallini, per verificare l'esistenza di informazioni su una vittima sconosciuta

Chiesto il "riesame" del Dna dei resti riesumati nel 2019 dal cimitero di Montespertoli, dove era sepolta Maria Fresu, tra le 85 vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. A chiederlo in questi giorni è stata la difesa di Gilberto Cavallini, l'ex Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) tra i condannati, in via definitiva all'ergastolo, per concorso nella strage di Bologna. Come riporta oggi il quotidiano La Nazione l'idea alla base dell'istanza che ha richiesto le analisi, su cui la Corte d'Assise di appello si è riservata la decisione attesa a breve, è che possano emergere informazioni su una vittima sconosciuta, di sesso femminile, vicinissima all'esplosione. Nel corso del processo, ricorda il quotidiano, le analisi avevano concluso che il Dna di un lembo facciale trovato nella bara non fosse attribuibile a Maria Fresu. La richiesta della difesa è poter fare, con un consulente genetista, una comparazione con altre donne vittime e poter valutare origine ancestrale e predizione del fenotipo del Dna prelevato dai resti riesumati. Il presidente dei familiari delle vittime, Paolo Fresu, contattato dal quotidiano ha detto "non crediamo all'esistenza di una 86esima vittima", dicendo che era nella pancia di Viviana Bugamelli, vittima di Bologna, incinta al tempo della strage.

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