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Michael Christensen al Meyer, lectio magistralis con il padre dei clown ospedalieri

Michael Christensen

Una lectio magistralis con Michael Christensen, conosciuto in tutto il mondo come il “padre dei clown ospedalieri”, fondatore della Big Apple Circus Clown Care Unit di New York e fonte di ispirazione per tante realtà professionali a livello mondiale, tra cui Soccorso Clown presente all’ Ospedale Pediatrico Meyer da più di 30 anni. Un’occasione unica per ascoltare la sua esperienza e riflettere sul valore del gioco e dell’umorismo per l’umanizzazione delle cure. L’appuntamento è per martedì 10 novembre al Meyer Health Campus dalle 16.30 alle 18.30.

Cos’è la clownterapia? - L’Ospedale pediatrico Meyer, grazie alla sua Fondazione, è stato il primo ospedale, in Italia, a introdurre la presenza della clownterapia in corsia. La clownterapia è un approccio che utilizza le tecniche del teatro clown, dell’umorismo e della relazione empatica per supportare le persone in contesti di cura. Quando si parla di clownterapia, non si fa riferimento a uno spettacolo o a un intrattenimento improvvisato, ma a un intervento progettato e condotto da professionisti e professioniste formati, capaci di muoversi all’interno di ambienti complessi come quello ospedaliero. Alla base c’è un’intuizione semplice ma profonda: il sorriso, il gioco e la leggerezza non sono elementi secondari, ma risorse che possono incidere sul modo in cui si vive un’esperienza difficile. La clownterapia lavora proprio su questo piano, utilizzando il linguaggio dei clown per creare uno spazio in cui è possibile distrarsi, distendersi e ristabilire un equilibrio, anche temporaneo.
I clown che lavorano in un ospedale portano con sé strumenti essenziali, come il naso rosso, piccoli oggetti, gesti e improvvisazione, ma soprattutto una grande sensibilità e una capacità di osservazione molto attenta. Ogni intervento nasce dall’incontro: dallo sguardo di un bambino, da un gesto, da un silenzio. È in questo scambio che prende forma la relazione. La clownterapia si fonda anche su principi legati alla psicologia dell’umorismo, che studia come la risata e il gioco possano influenzare il benessere psicofisico. Ridere non è solo una reazione spontanea, ma un processo che coinvolge mente e corpo.

Un po’ di storia: da Patch Adams a Michael Christensen. La figura da cui prende avvio questo approccio è quella del medico statunitense Hunter Doherty, conosciuto come Patch Adams, che ha introdotto il sorriso negli ospedali come parte della relazione con il paziente. Da questa intuizione, la clownterapia si è sviluppata progressivamente, trovando sempre più spazio nella medicina contemporanea. Ma la clownterapia così come la conosciamo oggi, intesa come intervento strutturato e come vera e propria professione inserita in ospedale, nasce qualche anno dopo. È nel 1986, a New York, che prende forma il modello del clown ospedaliero professionista. Michael Christensen, clown del Big Apple Circus, venne invitato a esibirsi per i bambini ricoverati al Babies Hospital. L’effetto delle sue performance sui piccoli pazienti fu così evidente che da quell’esperienza nacque la Big Apple Circus Clown Care Unit, il primo programma strutturato che portò ufficialmente la figura del cosiddetto “clown dottore” dentro l’ospedale.

Se Patch Adams ha dato il via a una riflessione culturale più ampia sul valore dell’umorismo nella relazione di cura, è quindi a Michael Christensen che si deve la definizione della figura del clown ospedaliero come professionista formato, capace di operare in contesti sanitari complessi con competenze artistiche e relazionali specifiche. È proprio a questo modello che si ispirano oggi anche i clown del Meyer.

Per riservare il tuo posto, invia un’email a segreteria.fondazione@meyer.it

Fonte: Ufficio Stampa

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