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Piombino, incontro al Mimit, La Toscana chiede di velocizzare i tempi

Doveva essere un incontro dedicato al monitoraggio dell’Accordo quadro su Piombino, ma quello di stamani presso il Mimit si è inevitabilmente esteso anche al confronto in merito all'annuncio fatto da Metinvest, solo pochi giorni fa, della scelta maturata all’interno del cda di ridurre disponibilità a sostenere l’investimento ad un massimo del 15% rispetto invece al 75% come indicato nell’impegno iniziale.

Dalla Toscana arriva un invito determinato a velocizzare i tempi: “Mentre auspichiamo con spirito di solidarietà una soluzione per Taranto senza inficiare però la ripartenza della siderurgia su Piombino – dichiara il presidente Eugenio Giani - per quanto invece riferito questa mattina, circa l'assenza del parere regionale propedeutico alla nomina del commissario del progetto Metinvest, bisogna precisare che l'accordo politico raggiunto quest’estate tra Ministro, Presidente della Regione e Sindaco di Piombino prevedeva la contestualità delle due nomine, ivi compresa quindi il commissario per i lavori del porto di Piombino, e quindi la convocazione di un incontro a Roma al quale come presidente della Regione avrei ovviamente portato anche il parere favorevole della Regione. Quell'incontro non è mai avvenuto, mentre le esigenze di dare continuità alle opere nel porto sono ormai indifferibili ed iniziano a configurare delle responsabilità politiche”.

A rappresentare la Toscana il consigliere di Eugenio Giani per lavoro e crisi aziendali, Valerio Fabiani, con il direttore della competitività territoriale, Paolo Tedeschi, e le strutture regionali di Arti e Unità di crisi.

Da Fabiani l’invito a non limitare tempi e attività in attesa dell’esito dello scouting di Metinvest rispetto ad eventuali altri investitori, e di portare invece avanti le azioni già indicate: “Il progetto per Piombino resta di ordine strategico per la Toscana e l’Italia per quanto riguarda la produzione dell’acciaio, ancora di più alla luce delle notizie arrivate da Taranto; occorre valutare l’opportunità dell’intervento diretto dello Stato nella governance, così da accompagnare gli investitori privati, che servirebbe sia a salvaguardare le ingenti risorse pubbliche rese disponibili e anche a garanzia del progetto”.

Tra le proposte della Toscana al tavolo anche una riferita al metodo e, sempre, nell’ottica di velocizzare i tempi: “la Regione si è già fatta carico di questa necessità esprimendo con rapidità il decreto di non assoggettabilità alla Via tramite un corposo lavoro tecnico. A questo punto il progetto è a tutti gli effetti cantierabile e può ricevere impegni di altri investitori privati. Infine, la conferma da parte di Regione per tutti i percorsi di formazione necessari”.

I commenti

Francesco Ferrari, sindaco di Piombino: "Il progetto siderurgico deve andare avanti, con partner affidabili, tempi certi e garanzie per il lavoro"

"Piombino non può essere lasciata sola. Il progetto siderurgico deve andare avanti, con partner affidabili, tempi certi e garanzie per il lavoro". A dirlo è il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari.

"La preoccupazione per la situazione che si è determinata intorno al progetto Metinvest Adria è reale e non sarebbe serio nasconderla. Ma proprio in una fase così delicata occorre tenere distinti i problemi contingenti dalla prospettiva industriale che abbiamo costruito per Piombino, evitando che le difficoltà di un soggetto privato finiscano per compromettere un progetto strategico per l’intero Paese.

Oggi è evidente la necessità di Metinvest di farsi affiancare da un nuovo partner o, addirittura, sostituire. Non ci basta, tuttavia, un soggetto qualsiasi: serve un investitore che creda nel progetto, abbia la solidità per realizzarlo e offra garanzie concrete di affidabilità. In questo quadro, la permanenza di Danieli rappresenta un elemento positivo, per il patrimonio di competenze e l’affidabilità tecnica che esprime. Per ogni nuovo interlocutore, soprattutto se già presente nel panorama industriale di Piombino, sarà necessario un esame rigoroso: la conoscenza del territorio non può sostituire le garanzie, semmai rende ancora più doverosa una verifica approfondita.

C’è poi un fatto che ci conforta: il progetto è e rimane quello originario. La conferma dell’impianto industriale, delle sue caratteristiche e della sua impostazione è una condizione essenziale per non disperdere il lavoro svolto e non allungare ulteriormente i tempi. Metinvest valuterà solo offerte che garantiscano questo.

Le incertezze sopravvenute conducono Piombino in una situazione simile a quella di Taranto.

Per questo anche le soluzioni dovranno essere analoghe. Non chiediamo privilegi, ma parità di considerazione nelle misure di accompagnamento, nella tutela dei lavoratori, nel controllo degli impegni e nel sostegno alla continuità produttiva.

Da oltre sette anni, come amministrazione, lavoriamo perché Piombino torni a essere un polo siderurgico moderno e competitivo. Non possiamo permetterci di disperdere questo percorso. Le istituzioni hanno il dovere di collaborare, ciascuna nell’ambito delle proprie responsabilità, per trasformare l'attuale incertezza in una prospettiva industriale concreta. Il tempo è un fattore essenziale: per i lavoratori, per le imprese dell'indotto e per una città che attende da troppo tempo una risposta definitiva. Il progetto deve andare avanti, con soggetti affidabili, tempi certi e garanzie verificabili".

Acciaierie di Piombino, il PD: “Sul ridimensionamento di Metinvest servono scelte forti: lo Stato entri direttamente nel progetto industriale”

"Il ridimensionamento di Metinvest dal progetto della nuova acciaieria di Piombino ci mette di fronte a scelte forti, coraggiose e collettive. Dopo anni di attese, rinvii e incertezze, non possiamo permettere che il futuro di un intero territorio, di 1.400 lavoratori in cassa integrazione dal 2009, delle loro famiglie e di tutto l'indotto venga nuovamente azzerato". È quanto dichiarano in una nota congiunta Emiliano, segretario PD Toscana, Bernardo Giannoni, segretario PD Val di Cornia, Fabio Cento, segretario PD Piombino, Alessandro Franchi, segretario PD Livorno e consigliere regionale, Marco Simiani, deputato dem, e Bernardo Taddei, segretario GD Toscana.

"Il Governo ha dichiarato questo investimento strategico per il Paese: adesso deve dimostrarlo con i fatti. Come Partito Democratico rilanciamo con forza la proposta già avanzata nelle nostre Direzioni congiunte: lo Stato entri direttamente nel progetto industriale, assumendosi la responsabilità di realizzarlo e finanziarlo, ma anche di garantire la bonifica e la riqualificazione delle aree industriali, oltre ai necessari e non più rinviabili interventi manutentivi sugli impianti - spiegano nella nota -. Non chiediamo un intervento emergenziale o l'ennesima soluzione al ribasso, ma una vera politica siderurgica nazionale che tenga insieme Piombino, Taranto e Genova, garantendo capacità produttiva, occupazione e sostenibilità ambientale. Il futuro dell’acciaio italiano e di migliaia di famiglie non può essere lasciato alle sole decisioni del mercato".

"Siamo e saremo al fianco dei lavoratori in sciopero e delle organizzazioni sindacali: il Governo non si sfili e si assuma le sue responsabilità subito" concludono.

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