Manifestazione contro regime Iran a Empoli, aderiscono anche i Giovani Socialisti Empolese Valdelsa
Anche la Federazione Giovani Socialisti dell’Empolese Valdelsa aderirà "molto volentieri" alla manifestazione organizzata dal centro-sinistra empolese di martedì 20 gennaio contro il regime in Iran. Il segretario Vittorio Bruciamacchi sottolinea che "siamo e saremo sempre dalla parte di quelle popolazioni che, nel mondo, lottano contro regimi autoritari e terroristici, in nome della libertà e della democrazia".
La nota della Federazione Giovani Socialisti dell’Empolese Valdelsa
La Federazione Giovani Socialisti dell’Empolese Valdelsa parteciperà molto volentieri alla manifestazione organizzata dal centro-sinistra empolese nella giornata di domani, martedì 20 gennaio. Come avevamo già espresso in un altro comunicato della settimana scorsa, noi siamo stati, siamo e saremo sempre dalla parte di quelle popolazioni che, nel mondo, lottano contro regimi autoritari e terroristici, in nome della libertà e della democrazia. [...] Ricordiamo che solo tramite la testimonianza di coloro che sono fuggiti dal regime e che, ad oggi, non possono tornare nella loro patria, possiamo realmente comprendere l’importanza della rivoluzione popolare e democratica in atto, che lo stesso regime sta cercando di nascondere con menzogne e gesti subdoli. Come giovani non possiamo essere silenti quando in un paese, nemmeno troppo lontano dal nostro, i nostri coetanei vengono brutalmente e barbaramente massacrati da un regime terroristico che ha ucciso più di 16.000 persone (l’intera popolazione di uno qualunque dei nostri comuni dell’Empolese Valdelsa). Questa non è repressione, ma la distruzione delle generazioni future di un paese.
Nella notizia pubblicata su gonews.it in merito alla manifestazione del 20 gennaio abbiamo erroneamente usato come immagine l'attuale bandiera dell'Iran, che, però, è il simbolo del regime degli ayatollah: l'emblema che figura nel centro, noto come Nishan Rasmi, fu infatti adottato dopo la rivoluzione islamica e intende rifletterne i valori religiosi e ideologici, diventando per il popolo iraniano un simbolo di oppressione. Ci scusiamo con tutta la comunità iraniana e le associazioni impegnate in questa tragedia umana per la svista che non intendeva in alcun modo legittimare il regime, ma solo rimandare al contesto iraniano. Si tratta di una leggerezza che potrebbe aver offeso parte della comunità iraniana, a cui rinnoviamo le scuse e a cui va tutta la nostra vicinanza. Intendiamo soprattutto precisare che gli organizzatori hanno inviato un comunicato sull'iniziativa che aveva come immagine solo la locandina dell'evento e che sono quindi estranei alla scelta dell'immagine dell'attuale bandiera.
La Redazione