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Allarme obesità in Toscana: giovani sempre meno attivi e attenti alla dieta

Le abitudini alimentari degli adolescenti toscani mostrano “criticità ancora diffuse”, con “scarso consumo di frutta e verdura, ampia presenza di snack e bevande zuccherate” e un “aumento di sovrappeso e obesità”, oltre alla diminuzione della partecipazione all’attività fisica. È quanto emerge dall’indagine Edit 2025 realizzata dall’Agenzia regionale di sanità della Toscana.

Dai dati, il consumo quotidiano di verdura interessa il 42,9% degli adolescenti — un dato stabile nel tempo, ma più alto tra le ragazze (48%). La frutta è consumata ogni giorno da meno di un adolescente su due (45,2%), con un calo di circa dieci punti rispetto al 2005. Solo il 3,9% dei giovani raggiunge le cinque porzioni quotidiane di frutta e/o verdura consigliate.

Le ragazze mostrano in media comportamenti più salutari, ma anche una maggiore “distorsione dell’immagine corporea” e un ricorso più frequente alle diete. In parallelo, però, cresce il consumo quotidiano di snack dolci e salati, che oggi coinvolge quasi quattro adolescenti su dieci (39,2%), mentre le bibite zuccherate calano nel consumo quotidiano ma restano alte a livello settimanale, soprattutto tra le adolescenti.

Sul fronte del peso corporeo, circa un adolescente su sette (13,9%) è in sovrappeso e uno su trenta (3,5%) è obeso, ma i dati risultano in aumento. L’indagine evidenzia inoltre un legame tra eccesso di peso e bullismo: circa un adolescente su cinque (21,7%) tra quelli in sovrappeso o obesi riferisce episodi di vittimizzazione.

La riduzione dell’attività fisica accompagna questa tendenza, con un calo della partecipazione sportiva, soprattutto nella tarda adolescenza. A questo si aggiunge un elemento cruciale: l’uso intensivo dei dispositivi digitali. Tra chi li utilizza per più di cinque ore al giorno, la quota di chi è in sovrappeso o obeso sale a oltre uno su cinque (21,4%).

Il report conclude che, nonostante l’attività fisica resti “un comportamento largamente presente tra gli adolescenti”, si registra “un progressivo disimpegno” legato all’età, segnale di un trend preoccupante per la salute futura dei giovani toscani.

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