Cinque anni senza Sauro Cappelli: l'empolese 'doc' che dedicò la vita allo sport, alla politica e alla Memoria
Era il 4 febbraio di cinque anni fa quando Empoli perse Sauro Cappelli, storica figura del mondo della politica, della Memoria e dello sport empolese. Nato a Empoli il 20 giugno 1929, rimase orfano in tenera età e fu cresciuto dagli zii materni. Conseguì la scuola dell'obbligo e, come molti suoi coetanei, entrò a lavorare come operaio in vetreria fino alla fine degli anni '50, quando venne assunto dalla ditta Borgioli Arredamenti di Empoli, dove lavorò fino al 1974.
Quella di Cappelli fu una vita dedicata al sociale, allo sport e alla politica: era appena ventenne quando, nel 1949, si iscrisse al Partito Comunista Italiano, mentre l'impegno civico per Empoli arrivò soltanto nel 1970 con l'elezione in Consiglio comunale. Nel 1974 il sindaco Mario Assirelli lo chiamò a ricoprire il ruolo di assessore, con deleghe al personale, alle manutenzioni, al commercio e ai rapporti con il pubblico.
Nel corso dei 21 anni di assessorato, a fianco dei sindaci Mario Assirelli, Silvano Calugi e Varis Rossi, si occupò di varie deleghe, fra cui quella allo sport, che ricoprì per 13 anni. Quest'ultima fu quella che più lo caratterizzò: tifoso appassionato dell'Empoli Calcio e simpatizzante per il Bologna, la vita di Sauro - come ha sempre affermato la moglie Anna che rimase sempre al suo fianco fino al 2018 nei loro 61 anni di matrimonio - si poteva riassumere in un'unica espressione declinata al maschile e al femminile: "IL PARTITO e LA PARTITA".
L'impegno per il sociale continuò anche dopo l'esperienza politica, dedicandosi alla Memoria della deportazione e dell'Olocausto. Per decenni, infatti, fece parte dell'ANED, l'Associazione Nazionale Ex Deportati, dove divenne - e lo è tutt'ora - un esempio: "Ricordo Sauro per la sua passione che metteva nel mantenimento della Memoria, intessendo rapporti bellissimi con i ragazzi - racconta Roberto Bagnoli, Presidente di ANED Empolese Valdelsa -. Per me e per l'Associazione era un esempio, di come ci si rapporta con i ragazzi e e con le persone".
La cura e l'attenzione alle nuove generazioni lo hanno sempre contraddistinto: per anni ha girato le scuole dell'Empolese Valdelsa raccontando la storia e gli orrori della guerra, con l'obiettivo di non farle dimenticare. Per lungo tempo accompagnò generazioni di studenti nei Viaggi della Memoria in visita ai campi di concentramento nazisti, interagendo con i ragazzi non solo come semplice accompagnatore, ma come "se quei ragazzi fossero i suoi nipoti", racconta Bagnoli.
"Penso spesso a lui, per me un nonno adottivo, un riferimento - scrive il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi sui social -. Sauro ha lasciato un segno indelebile ad Empoli e nel suo esempio fra pochi mesi andremo a Mauthausen con tantissimi studenti. Come ha fatto lui per anni e anni".





Cappelli fu vicepresidente di ANED Empolese-Valdelsa fino al 2016, diventandone presidente onorario nel 2014. L’impegno per la città gli valse la massima onorificenza cittadina, il Sant'Andrea d'Oro nel 2019, e nel 2023, a due anni dalla sua morte, l'ANED empolese istituì un premio in suo onore, il Premio Sauro Cappelli. "Alla fine di ogni Viaggio della Memoria c’era sempre un momento dedicato al confronto e alla restituzione dell’esperienza, a cui Sauro non mancava mai - racconta Bagnoli -. È un premio per i ragazzi, per far raccontare tramite storie o poesie il loro viaggio, ed è un'occasione anche per ricordare Sauro".
Un'eredità preziosa quella di Cappelli: un uomo che ha dedicato tutto sé stesso alla sua Empoli, spaziando dalla vita sociale a quella politica, dallo sport all'associazionismo. Una figura così, in questi tempi, - come sottolinea Bagnoli stesso - "ci manca".
"Era un uomo umile, ma vulcanico e pieno di idee. È stato ed è una figura importante, che deve rappresentare un esempio per tutti", conclude il presidente di ANED Empolese Valdelsa.