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Nuove perquisizioni contro l'ingresso di droga nel carcere di Prato

Individuata dalla procura quella che sarebbe la base della rete di spaccio nella struttura. L'operazione partita nella notte

Altre perquisizioni in corso dalla notte scorsa nel carcere di Prato in particolare nella quarta sezione, ritenuta secondo le indagini base della rete di spaccio tra i detenuti. L'operazione per contrastare ingresso di droga e telefoni nella struttura, che vede impegnati polizia penitenziaria, carabinieri e squadra mobile, segue le perquisizioni e i sequestri dei mesi scorsi in altre sezioni. Come spiegato dal procuratore di Prato Luca Tescaroli il flusso di telefoni nel carcere è strumentale alla gestione e all'ingresso degli stupefacenti. Il pagamento della droga avverrebbe via telematica mentre i detenuti che lasciano il debito, verrebbero sottoposti a violenza.

In particolare, sempre dalle ricostruzioni, un detenuto 25enne sarebbe ritenuto al centro dello spaccio e avrebbe colmato il vuoto creatosi nell'attività illecita a seguito delle perquisizioni che hanno setacciato il carcere La Dogaia in precedenza. Il contatto con fornitori esterni sarebbe gestito con un microtelefono, che ha accesso a internet e messaggi, per ordini sempre secondo le ricostruzioni di 40-50 grammi di cocaina e 200-300 grammi di hashish per volta, fatti entrare con lanci coi droni, pacchi o altri stratagemmi durante i colloqui. Quattro al momento le persone scoperte nella rete per introdurre stupefacente dall'esterno.

Secondo la procura di Prato all'interno del carcere c'è "uno spettro consistente di consumatori" e la droga sarebbe venduta a un costo notevole consentendo "lauti" profitti. La ricostruzione dell'articolazione dello spaccio, dopo le operazioni di giugno e novembre scorso, si è avvalsa anche della collaborazione di due detenuti entrambi vittime di atti di violenza e tentativi di estorsione, ora affidati a un programma di protezione.

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