Violenze di Torino, polemica in Consiglio Regionale per il post di Ghelardini. La Porta (FdI): "Ci doveva essere netta condanna"
Polemica in Consiglio Regionale per un post condiviso sui social da un collaboratore di Manetti, Niccolò Ghelardini, segretario dei Giovani Democratici di Prato, in cui avrebbe difeso le violenze commesse a Torino in occasione del corteo per il centro sociale Askatasuna.
In un'interrogazione della capogruppo di FdI, Chiara La Porta, vengono chiesti chiarimenti "in merito all'opportunità politica e istituzionale che un dipendente esprima, anche attraverso condivisioni sui social network, posizioni di sostegno rispetto a manifestazioni caratterizzate da violenza, illegalità, tensioni con le forze dell’ordine e da rilevanti criticità di ordine pubblico come quelle accadute a Torino".
Da quanto si apprende dall'assessora Cristina Manetti, Ghelardini avrebbe "soltanto condiviso su Facebook una storia senza aggiungere nessun tipo di commento, dove si parlava della libertà di manifestare. Condanniamo ogni tipo di violenza da parte della Giunta regionale e del dipendente", ha ribadito Manetti.
L'assessora regionale ha poi spostato l'attenzione su un recente fatto di cronaca che ha riguardato la consigliera comunale di FdI Monica Castro, la quale, dichiara Manetti, usava "parole offensive nei confronti dei bambini palestinesi. Vorrei invitare la consigliera La Porta a guardare con la stessa attenzione le parole usate dalla consigliera di Calenzano che lei conosce".
La Porta, nella sua replica, ha precisato che il post condiviso da Ghelardini era una storia di Patrick Zaki nella quale veniva espresso sostegno ai manifestanti di Torino e veniva usata l'espressione "Askatasuna non si tocca o è rivolta".
"Quella rivolta - sottolinea La Porta - c'è stata con poliziotti presi a martellate, una città messa a ferro e fuoco. Quindi, ci doveva essere una condanna più netta da parte sua e del suo collaboratore. Mi aspettavo una condanna più decisa di questo episodio di violenza, ma forse in questo momento conta di più il sostegno dei Giovani Democratici alla sua azione politica, visto che lei è stata eletta da Casa Riformista, ma spesso parla a nome del Partito Democratico".