L'Italia è una società 'mammocentrica'? Se ne parla in palazzo comunale

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Giovedì 26 marzo, dalle ore 15.30 alle 18.30 presso la Sala Maggiore del Palazzo Comunale di Pistoia, è in programma l'iniziativa "La Vie en Rose" - La visione mammocentrica della società italiana: legge di natura o fattore culturale ? - organizzato da Promo PA Fondazione per conto della Consigliera di Parità della Provincia di Pistoia, in collaborazione con Provincia e Comune di Pistoia.  L'evento è accreditato dall'Ordine degli Avvocati della Provincia di Pistoia e attribuisce un credito formativo ordinario.

Al convegno, moderato da Chiara Mazzeo, Consigliera Parità della Provincia di Pistoia, parteciperanno: Daniela Belliti- vicesindaco e Assessore alle Pari Oppurtinità del Comune di Pistoia, Federica Fratoni - Presidente della Provincia di Pistoia, Susanna Camusso - Segretario Generale CGIL,Francesca Zajczyk - Professoressa Ordinaria Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università Bicocca, Valeria Vezzosi - Avvocato del  Foro di Firenze eAntonio Frintino- Psicologo-Psicoterapeuta.

La partecipazione è gratuita, ma è necessario effettuare l'iscrizione online su: http://consiglieraparita.provincia.pistoia.it/

“L’idea di questo convegno, ci racconta l ‘Avv. Chiara Mazzeo, “nasce dall’esigenza di riflettere sulla generazione delle madri di oggi: abbiamo avuto nonne dedite solo alla cura della famiglia e abbiamo avuto madri moderne, lavoratici consapevoli e colte, madri anche, oltre che medici, professoresse, giudici, che si sono battute perchè la maternità non fosse l’unico destino delle donne. E noi?

Possiamo dire di godere oggi delle conquiste delle nostre madri? Come Consigliera di Parità direi di no, visto il numero di lavoratrici che ancora oggi si pongono l’eterno dilemma ‘figli o lavoro’ e lo risolvono non facendo figli (mai così pochi nati dall’Unità d’Italia: secondo i dati Istat del 2014 ci sono state soltanto 509 mila nascite nel 2014, 5000 in meno del 2013 e record negativo assoluto da un secolo e mezzo), oppure, al contrario, privilegiando l’esperienza della maternità a scapito del lavoro, al quale rinunziano, o che ridimensionano decisamente, limitando le proprie ambizioni e aspettative professionali.

Questo avviene a causa dell’ancora oggi diffusa convinzione che il luogo privilegiato dell’esercizio del potere per noi donne resti la casa, che siano le donne ad essere più portate ad occuparsi dei figli e che siano indubbiamente loro, le mamme, i genitori di riferimento”.

Questa organizzazione familiare tutt’altro che paritaria si ripercuote sulla gestione delle separazioni che penalizza i padri, spesso relegati ad un ruolo secondario nella vita dei figli, ed è questo l’altro tema del convegno che a me sta molto a cuore perché come avvocato familiarista mi trovo ogni giorno a combattere per l’affermazione della parità di trattamento tra padre e madre nelle separazioni. Ma è una lotta impari perché, nonostante l’affidamento dei figli sia per legge “condiviso”, di fatto è sempre la madre la figura genitoriale privilegiata perché è a lei che viene assegnata la casa familiare ed è con lei che i figli continuano a vivere.

A mio parere l’impegno diffuso della nostra generazione di madri e lavoratrici dev’essere quella di promuovere la diffusione di una organizzazione paritaria della famiglia, dalla quale non solo noi donne possiamo trarre beneficio, ma anche i padri e, soprattutto, le nostre figlie che, vedendo i loro padri collaborare nelle faccende domestiche, saranno portate a non limitare le proprie ambizioni a ruoli tradizionalmente femminili.

Fonte: Provincia di Pistoia - Ufficio Stampa

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