Fusione dei comuni: tre no dal Consiglio regionale per il Casentino e Appennino in Garfagnana

Il municipio di Chiusi della Verna (foto: Wikipedia)
Il municipio di Chiusi della Verna (foto: Wikipedia)

Con dati della consultazione referendaria alla mano, sull’istituzione del comune unico di Appennino in Garfagnana, il presidente della commissione Affari Istituzionali Giacomo Bugliani (Pd), ha ricordato l’ordine del giorno votato in Consiglio lo scorso aprile, quindi la scelta di portare avanti il percorso di fusione in coerenza con i comuni del territorio. Questi i numeri usciti dal referendum: nel comune di Pieve Fosciana i sì sono stati 424, i no 411; a Fosciandora 125 sì e 153 no; a San Romano in Garfagnana 325 sì e 238 no. “In due comuni vince il sì e in uno il no, su un’affluenza complessiva del 37,52 per cento”, ha sottolineato il presidente, invitando l’aula di palazzo del Pegaso ad esprimere parere contrario alla proposta di legge della Giunta regionale di istituzione del comune di Appennino in Garfagnana, per fusione dei Comuni di Pieve Fosciana, Fosciandora e San Romano in Garfagnana.

L’aula si è espressa all’unanimità: parere negativo del Consiglio alla proposta di legge della Giunta.

Nel referendum consultivo sulla fusione dei comuni di Bibbiena, Chiusi della Verna e Ortignano Raggiolo, che si è svolto il ventinove e trenta ottobre scorsi, i voti hanno espresso la chiara volontà di non procedere alla istituzione del Comune di Casentino la Verna.

Questi i numeri: a Chiusi della Verna i 'sì' sono stati 386 ed i 'no' 761, a Bibbiena e Ortignano Raggiolo i 'sì' sono stati 2344 ed i 'no' 1515. Da considerare che hanno partecipato al referendum 3888 votanti su 10.194 aventi diritto. E’ partendo da questi numeri che il presidente della commissione Affari istituzionali, Giacomo Bugliani (Pd), ha illustrato l’atto e ricordato il voto della commissione, che ha licenziato con parere negativo la proposta di legge di iniziativa popolare che istituiva il nuovo comune, facendo riferimento alla risoluzione approvata dal Consiglio regionale, proprio per affrontare simili situazioni.

Nel corso del dibattito, l’aula si è espressa all’unanimità: parere negativo del Consiglio alla proposta di legge di iniziativa popolare.

“Vista la chiara volontà popolare emersa nelle consultazioni referendarie, la scelta è quella dell’ordine del giorno votato in Consiglio lo scorso aprile: portare avanti il percorso di fusione in coerenza con i comuni del territorio”. Così il presidente della commissione Affari Istituzionali, Giacomo Bugliani (Pd) che, “come presidente di commissione e consigliere del Partito democratico”, ha invitato l’aula di palazzo del Pegaso ad esprimere parere contrario alla proposta di legge della Giunta regionale di istituzione del comune di “Chiusi Verna Chitignano Castel Focognano”, per fusione dei comuni di Castel Focognano, Chitignano e Chiusi della Verna. Bugliani ha ricordato i numeri usciti dal referendum del 29 e 30 ottobre scorsi: a Chiusi della Verna, solo 28 cittadini si sono espressi a favore della fusione, mentre 761 contrari; a Castel Focognano e Chitignano, i sì sono stati invece 375 e i no 263.

Nel corso del dibattito, Marco Casucci (Lega nord), parlando di strada giusta da percorrere, ha invitato a valutare con prudenza la politica delle fusioni. Gabriele Bianchi (M5S) a riflettere sul processo partecipativo, come i consiglieri Tommaso Fattori (Sì Toscana a sinistra) e Monica Pecori (Gruppo misto Tpt), che hanno parlato della necessità di sensibilizzare le popolazioni e di forme per verficare la partecipazione. Conferma del voto contrario alla fusione da Massimo Baldi (Pd), visto il chiaro esito referendario. Stefano Mugnai (Fi) si è augurato che le esperienze degli ultimi referendum possano dare slancio a nuove regole del gioco sulle fusioni.

In aula, dopo il voto contrario, all’unanimità, su tutti gli articoli della proposta di legge, l’atto non è stato posto neppure in votazione.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio Stampa

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