Referendum su opere pubbliche, Un Comune per Tutti: "Il sindaco cambia le regole a partita cominciata"

Il municipio di Peccioli
Il municipio di Peccioli

Cambiare le regole del gioco a partita cominciata: è questo che sta tentando di fare il Sindaco di Peccioli. Dopo aver ripetutamente e pubblicamente affermato che non concederà mai alcun referendum sulle opere pubbliche, dopo aver bocciato le richieste di consultazione popolare, dopo avere sdegnosamente respinto al mittente ben due petizioni sottoscritte complessivamente da 800 cittadini, insomma, dopo aver categoricamente rifiutato di prendere in considerazione qualunque strumento partecipativo previsto dallo Statuto comunale, allorché la partita sul “ponte di Peccioli” e sulla “copertura di Fabbrica” comincia a farsi davvero seria, ecco che improvvisamente il sig. Macelloni prova a giocare una carta disperata: il ribaltamento del regolamento di gara!

Eh sì, la partita si è fatta seria da quando, un paio di settimane fa, il Comitato per la Partecipazione sulle Opere Pubbliche (il “POP”), assistito da un legale del foro di Pisa, ha formulato un quesito referendario contro la realizzazione delle due opere succitate e lo ha depositato formalmente in Comune, chiedendo di valutarne l’ammissibilità, a norma di Legge, Statuto e Regolamento comunale. Un referendum abrogativo contro ponte e copertura!

Come ha ricordato ieri sera il Sindaco in Consiglio Comunale, con un referendum abrogativo non si scherza: non si tratta più di una petizione o di un semplice referendum consultivo (ché tanto di quelli il Sindaco se ne può tranquillamente infischiare, come ha fatto finora). Il referendum abrogativo, se vinto dai proponenti, metterebbe la parola fine alle velleità di Macelloni di deturpare irrimediabilmente l’immagine di Peccioli lasciando ai posteri un segno tangibile del suo passaggio.

Cos’ha dunque escogitato ieri sera? Niente meno che bloccare (senza una scadenza predefinita) il procedimento di valutazione del quesito referendario, dando mandato a un pull di avvocati di valutare se lo Statuto e il Regolamento comunale siano davvero chiari e consistenti con la Legge nazionale. Solo ora, infatti, il sig. Sindaco si è reso conto che Statuto e Regolamento (approvati e aggiornati più volte, nelle scorse legislature, da Amministrazioni targate Macelloni e Crecchi) potrebbero presentare non meglio specificati profili di illegittimità. In altre parole, questi avvocati (da lui stesso nominati) dovrebbero dirci se le norme comunali che regolano l’istituto referendario vanno emendate, o addirittura abrogate!

Ma la cosa ancor più stupefacente è la motivazione con cui Macelloni ha tentato di giustificare questo improvviso scrupolo di coscienza sulla inappuntabilità tecnico-giuridica delle norme comunali. La sospensione del procedimento sarebbe infatti dettata esclusivamente dal senso di responsabilità istituzionale –suo e della sua maggioranza– teso ad evitare che qualcuno (e chi, se non i progettisti e ai costruttori da lui stesso incaricati?) possa un domani fare ricorso contro il verdetto del referendum stesso e chiedere al Comune un risarcimento per i mancati introiti.

Un senso di responsabilità davvero singolare, giacché Macelloni ha immediatamente dopo rigettato la nostra richiesta di fermare progetti e lavori in cantiere fino a che l’iter referendario non sarà concluso, in un senso o nell’altro. Dunque, portare avanti un referendum che in futuro potrebbe essere impugnato dal singolo architetto o imprenditore edile sarebbe da irresponsabili, mentre continuare a spendere milioni di euro in opere che un domani potrebbero essere bocciate dalla volontà popolare (dei cittadini di Peccioli, veri depositari della potestà di decidere come spendere i soldi di tutti) sarebbe invece una virile dimostrazione di assunzione delle proprie responsabilità di amministratore… Vergogna!

Lista civica Un Comune per Tutti

Fonte: Ufficio Stampa

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