Valutare gli ospedali per cooperazione di qualità: convegno Cuamm a Pisa

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 L’importanza dell’ospedale per le cure primarie e le buone pratiche per valutarne l’efficienza, sia in Italia che nei Paesi in via di sviluppo. Questi i temi del convegno “Il ruolo dell’ospedale nella Primary Health Care - Realtà, esperienze e prospettive future”, organizzato a Pisa per venerdì 2 marzo da Medici con l’Africa Cuamm e dal Centro di Salute Globale della Regione Toscana, nell’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna (piazza Martiri della Libertà 33, ore 9.30 – 13.00).

Giunto alla sua terza edizione, l’appuntamento annuale di Medici con l’Africa Cuamm torna in toscana dopo le tappe di Firenze e Padova e continua a voler promuovere la cultura della valutazione e della cooperazione sanitaria di qualità, creando un momento di confronto tra Ong, mondo accademico ed esperti sul tema. Come nella tavola rotonda, dove interverranno anche i rappresentanti di Emergency, CCM, Fondazione Corti e World Friends. Sabina Nuti, della Scuola Superiore Sant’Anna, presenterà il suo modello di valutazione degli ospedali, sviluppato in Italia, ma applicato ormai a livello internazionale, e non mancheranno i confronti tra diverse realtà mondiali. Previsti anche gli interventi del rettore Pierdomenico Perata, oltre che di Giorgio Marrapoldi, direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri.

«Siamo convinti dell’importanza della valutazione – spiega don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm – perché crediamo che per fare “del bene” sia necessario farlo “bene”. Soprattutto oggi la gente sembra spaventata dall’Africa, la terra dove noi e le Ong invitate a partecipare al convegno operiamo. Penso però che l’unica via per superare questa diffidenza sia puntare proprio sulla cooperazione, investire sullo sviluppo, per fare di più e fare meglio, per un futuro migliore per tutti. Per questo da anni organizziamo questo appuntamento dedicato alla valutazione dei progetti, alla condivisione di indicatori e buone pratiche. Perché c’è bisogno di buona cooperazione, professionale e trasparente. Sono felice di tornare in Toscana, una regione che si è sempre dimostrata sensibile a questi temi».

«Questo terzo appuntamento annuale rappresenta per il Centro di Salute Globale un ulteriore stimolo a impegnarsi sempre di più sul tema della valutazione come strumento di miglioramento – spiega Maria Josè Caldés, direttrice del Centro – e un’occasione per confrontarsi con gli altri attori della cooperazione sanitaria internazionale sulle metodologie più efficaci. Quest’anno è stata approfondita la riflessione grazie al coinvolgimento della Scuola Superiore Sant’Anna, al fine di comparare modelli di analisi delle performance degli ospedali nel nostro sistema sanitario e in quelli dei paesi beneficiari dei progetti di cooperazione sanitaria internazionale».

«Siamo felici di ospitare un convegno su un tema cruciale come la valutazione della performance in sanità, mettendo a confronto diverse esperienze internazionali – spiega la Prof.ssa Sabina Nuti, responsabile del Laboratorio MeS della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa –. Dal 2004, il Laboratorio MeS coordina un sistema di valutazione della performance sanitaria per la Regione Toscana allargatosi poi a 12 Regioni italiane. Questo sistema, basato sul benchmarking sistematico e trasparente, è utilizzato a livello regionale per supportare i processi di miglioramento continuo. Se le sfide da affrontare possono essere diverse tra le realtà, il confronto in sanità è fondamentale per capire dove e come migliorare i servizi e garantire la qualità, equità e sostenibilità delle cure».

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

L’ospedale, sia nei paesi più sviluppati che in quelli a risorse limitate, assume un ruolo cardine nell’erogazione di servizi di cure primarie, assicurando un miglioramento dello stato di salute dei pazienti. Per garantire un’assistenza di qualità è però necessario saper valutare le performance delle strutture ospedaliere, tramite indicatori standard in grado di verificare la bontà dei servizi erogati.

9.30 Saluti iniziali

  Pierdomenico Perata, Rettore Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Don Dante Carraro, Direttore Medici con l’Africa Cuamm

Maria José Caldès, Direttore Centro di Salute Globale Regione Toscana

Giorgio Marrapodi, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Ministero degli Affari Esteri

9.50 Il ruolo dell’ospedale nella PHC nei Paesi a Risorse Limitate

Daniele Giusti, Former CEO Uganda Catholic Medical Bureau

10.20 Il ruolo dell’ospedale nei sistemi sanitari a copertura universale e l’evoluzione dei sistemi di valutazione

Sabina Nuti, Responsabile del Laboratorio Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

10.50 Gli strumenti di valutazione dell’ospedale nei paesi a risorse limitate

Fabio Manenti, Responsabile Settore Progetti Medici con l’Africa Cuamm

11.20 Informatizzazione dell’ospedale in Africa

Dino Maurizio, Presidente Informatici Senza Frontiere

11.40 Tavola rotonda

Bruno Corrado, Fondazione Corti

Manuela Valentina, Emergency

Daniela Rana, CCM – Comitato Collaborazione Medica

Gianfranco Morino, World Friends

Modera: Giovanni Putoto, Medici con l’Africa Cuamm

12.40 Conclusioni

Giovanni Putoto, Responsabile Programmazione M&E Medici con l’Africa Cuamm

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio, anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 7 paesi dell’Africa sub-Sahariana: Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda.

Con oltre 1.600 operatori sia europei che africani appoggia 19 ospedali, 45 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, formazione), 3 scuole infermieri e 1 università (in Mozambico).

Fonte: Medici con l'Africa Cuamm - Ufficio Stampa

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