"Ieri, con una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Diritto alla Salute Stefania Saccardi, la Regione Toscana ha posto le basi per l’attuazione della legge sulle disposizioni anticipate di trattamento. La Toscana diventa così tra le prime Regioni a dar corso a questa legge di civiltà che andrà a inserirsi nel contesto delle cure di fine vita grazie alle quali potranno essere assistite nel migliore dei modi le persone fino all'ultimo momento, tutelando il loro diritto a una libera scelta". Questo il commento di Federico Gelli, responsabile sanità del Pd.
"La legge sul testamento biologico, insieme ad altre quali, ad esempio, quella sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure o la riforma degli ordini professionali hanno contribuito ad avviare un’importante stagione di riforme nella sanità italiana. È importante proseguire su questo solco per non lasciare incompiuto l'importante lavoro portato avanti in questi anni. Ci sono altre urgenze su cui sarebbe ora necessario intervenire, dall'accesso alle cure al personale, fino agli specializzandi e alla revisione della governance del farmaco", conclude Gelli.
Scaramelli (Pd) "Indicazioni certe, uguali per tutti e semplificate"
«Ancora una volta la Toscana è all’avanguardia nel campo dei diritti civili: il servizio sanitario regionale garantirà applicazione certa, ugualitaria e semplificata della legge nazionale sul biotestamento. Sono molto soddisfatto per le decisioni della giunta regionale, che raccolgono anche una precisa sollecitazione venuta dal nostro gruppo consiliare».
Lo dice Stefano Scaramelli, consigliere regionale Pd e presidente della commissione sanità e politiche sociali, commentando la recente approvazione della delibera di giunta che detta disposizioni alle aziende sanitari circa l’applicazione della legge nazionale sul fine vita.
«Con la dichiarazione sulle terapie sanitarie che una persona intende ricevere o rifiutare, qualora non sia più in grado di prendere decisioni o esprimere chiaramente la propria opinione, rendiamo concreto il diritto alla tutela della salute nel rispetto della dignità della persona e della qualità della vita. – spiega Scaramelli – Per rendere semplice la redazione delle “Disposizioni anticipate di trattamento” da parte del personale medico, la Regione mette a disposizione un modello informatizzato che i cittadini possono compilare online esprimendo le proprie volontà di carattere generale in materia di trattamenti sanitari e il consenso o il rifiuto rispetto a trattamenti diagnostici o scelte terapeutiche. Nel modello è possibile indicare anche un fiduciario che possa fare le veci nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie in caso di futura incapacità di autodeterminarsi. Tra le prime indicazioni – sottolinea Scaramelli – vi sono anche l'umanizzazione delle cure e il fine vita: il servizio sanitario toscano mira a garantire nelle sue strutture una corretta pratica della comunicazione tra medico e paziente, nonché dell'informazione e del consenso anche verso i minori e le persone incapaci. Sono tutte questioni che umanizzano la sanità e rafforzano i diritti della persona, quali quello del rifiuto delle cure, della terapia del dolore. In poche parole – conclude Scaramelli – il rispetto della dignità delle persone giunte nella fase finale della vita».
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